Vuoi la tua pubblicità qui?
05 Dicembre 2021

Pubblicato il

Dati carenti e dosi in eccesso: ora anche Report è no vax perché indaga sui vaccini?

di Francesco Russo
Ranucci, autore e conduttore di Report, con la puntata di lunedì scorso sui vaccini ha scatenato un putiferio
Sigfrido Ranucci conduttore Report
Sigfrido Ranucci

Ci risiamo. Sigfrido Ranucci, vicedirettore di Rai 3, autore e conduttore di Report, giornalista di lungo corso, con la puntata di lunedì scorso ha scatenato un putiferio. Forte del suo elevato capitale reputazionale, ha acceso immediate e violente polemiche con interventi di giornalisti, politici, interrogazioni parlamentari, sull’uso del servizio pubblico pagato dal canone dei cittadini, bla bla.

Restiamo basiti sia per la veemenza dei toni utilizzati contro di lui e la trasmissione (perché?), da vera e propria guerra soft civile 4.0. Sia per la assoluta intransigenza sul motivo fondamentale della diatriba, cioè i dati clinici di malattia Covid 19.

Report: l’utilità dei vaccini è sicura ma quanto dura?

Il nodo è se funzioni o meno il vaccino e sicuramente una qualche utilità la ha, perché ha ridotto drasticamente il ricorso alle terapie intensive dei pazienti nelle categorie fragili e ha quasi azzerato il numero dei morti. Però il vaccino come già riportato non immunizza, non impedisce il contagio di terzi e non impedisce (anzi) la reinfezione. Su questo la comunicazione del circo mediatico è sicuramente pigra e carente.

Inoltre il vaccino e i suoi effetti nel tempo, dura poco (addirittura secondo alcuni studi tre-quattro mesi). Il vaccino non è il Sacro Graal. E’ un farmaco, molto utile, ma pur sempre un farmaco e Pharmacon in greco vuol dire “veleno”, cioè implica effetti collaterali. Quindi il farmaco vaccino deve avere le sue indicazioni (fogli informativi) e chi è deputato a valutare la indicazione a farlo nel singolo paziente è il medico. E bisogna essere molto precisi su questo punto.

Report: le polemiche sulla terza dose

Da qui la polemica sulla Terza Dose. Perché fare una terza dose se le prime due durano così poco e ci sono anche farmaci in utilizzo sicuramente di prospettica utilità? E’ così grave parlare di business di Big Pharma, quando tutti noi sappiamo che il solo Stato Italiano per il 2022 spenderà soldi di contribuenti per quasi 1.5 miliardi di euro in soli vaccini e ha preventivato in Legge di Bilancio addirittura una quarta e una quinta dose?

Vuoi la tua pubblicità qui?

Un giornalista bravo come Sigfrido Ranucci sicuramente qualche domanda se la sarà fatta. E il servizio giornalistico sui vaccini e sulla terza dose di Moderna nell’ultima puntata di Report ha colto nel segno. Alle polemiche Ranucci risponde in una intervista all’Ansa:

La risposta di Ranucci

“È da no vax dire che il 9 settembre Aifa si è sbagliata a scegliere con troppa fretta di iniettare il vaccino Moderna a dose intera quando la stessa azienda Moderna sei giorni prima aveva raccomandato metà dose? È da No Vax chiedere che venga fatto il tampone più frequentemente agli infermieri che rischiano di contagiarsi perché cala l’efficacia del vaccino? È da No Vax chiedere di sorvegliare con attenzione gli anticorpi per fare prevenzione?”.

Report ha colto nel segno

Report è scomodo. Talmente scomodo che il buon Ranucci gira accompagnato da due agenti di scorta perché ha ricevuto minacce per la sua vita addirittura dalla Ndrangheta. E adesso ci sta il business farmaceutico, ma noi non siamo contrari al business privato, anzi. Però se fatto con i soldi pubblici vorremmo trasparenza nei dati clinici di ricovero di questi pazienti, anche perché da questi si basano le decisioni sull’ avere o meno uno Stato di Emergenza (e da questo la sanitariamente inutile Tessera Verde della Sogei – MEF).

Ad esempio sappiamo che i Pronto Soccorso di tutta Italia non ricevono più o quasi nuovi pazienti Covid polmonitici (a parte qualche influenza medio grave) e il tasso di pazienti Covid ricoverati in tutte le Regioni è sotto il 5 % dei posti letto disponibili (compresi i reparti di Terapia Intensiva): quindi da povero umile medico che è irrilevante ma che pensa con un cervello libero, dove sta questa necessità di Stato di Emergenza che la Costituzione assegna solo alla guerra? Cui prodest, direbbero gli antichi romani?

Non è che piano piano surrettiziamente, sfruttando il Covid e la paura da esso indotta e sapientemente amplificata dal mainstream del pensiero unico, ci troveremo con un Lider Maximo ed una Repubblica non più Parlamentare ma Presidenziale?

Una esortazione da chi fa il medico e non conta nulla. Tornate a confrontarvi civilmente e non violentemente sul mainstream mediatico contrapponendo argomentazioni scientifiche e soprattutto opinioni diverse e dati di malattia VERI. Altrimenti si rischia di finire molto male e di proroga in proroga ci ritroveremo presto con un Green Pass molto esteso anche ai crediti sociali modello cinese.

Dott. Francesco Russo, Medico-Chirurgo

Ricercatore Confermato – Dipartimento di Scienze Chirurgiche

Vuoi la tua pubblicità qui?

Università di Roma Tor Vergata

francesco.russo@uniroma2.it

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo

Vuoi la tua pubblicità qui?