Federico Roia, 18 anni e un sogno di lava: da Artena ai vulcani del mondo

Federico Roia, 18 anni di Artena, studia vulcani da bambino: Instagram, INGV, Etna, Islanda e il sogno di diventare vulcanologo
Di Francesco Vergovich
Federico Roia, geologo Artena
Federico Roia

Federico Roia ha 18 anni, vive ad Artena e frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico. La sua storia comincia con una domanda fatta da bambino: “Cos’è un vulcano?”. Da quel momento la curiosità è diventata studio, viaggio, divulgazione e progetto di vita.

Da Artena ai vulcani italiani: la passione nata davanti ai documentari

Ci sono passioni che arrivano presto e restano. Nel caso di Federico Roia, tutto è iniziato a quattro anni, quando la scienza non era ancora una materia scolastica, ma un modo per guardare il mondo. I vulcani sono entrati nella sua vita attraverso documentari, libri, domande continue e una famiglia che ha scelto di accompagnare quella curiosità invece di considerarla una semplice fase infantile.

La sera, al posto delle fiabe, sua madre gli leggeva libri dedicati ai vulcani. Poi, quando Federico ha imparato a leggere da solo, quella prima attrazione si è trasformata in ricerca personale. I genitori lo hanno portato sui principali vulcani italiani: prima il Vesuvio, poi Stromboli, poi l’Etna, diventato negli anni una presenza ricorrente nel suo percorso. Non visite da turista, ma tappe di formazione, osservazione, memoria.

A 18 anni, Federico parla di crateri, lava, faglie, geyser, basalto e mineralogia con la naturalezza di chi ha costruito nel tempo un rapporto vivo con la materia. Non si limita a guardare i fenomeni geologici: li studia, li racconta, prova a renderli comprensibili anche a chi non ha basi scientifiche. Ed è proprio questa la parte più interessante della sua storia: la passione personale è diventata un ponte verso gli altri.

“Vulcani per Tutti”, la pagina Instagram nata per spiegare la scienza

A quattordici anni Federico ha aperto una pagina Instagram di divulgazione scientifica, “Vulcani per Tutti”. Il nome dice già molto dell’obiettivo: portare notizie, spiegazioni e curiosità sul mondo dei vulcani a un pubblico ampio, senza linguaggi chiusi, senza barriere inutili.

La pagina, nata quasi come un laboratorio personale, ha attirato l’attenzione di professori, università e realtà scientifiche di primo piano. Federico racconta con orgoglio di essere stato seguito da ambienti legati all’INGV, dall’Associazione Italiana di Vulcanologia e dallo IAVCEI, organismo internazionale che riunisce studiosi di vulcanologia e chimica dell’interno terrestre.

Un passaggio particolarmente significativo è arrivato con la visita alla sala sismica della sede romana dell’INGV, accompagnato da un sismologo conosciuto durante un evento. Per un ragazzo cresciuto con i documentari e i libri sui vulcani, entrare in un luogo dove la Terra viene osservata attraverso dati, segnali e monitoraggi reali ha avuto il valore di una conferma. La passione poteva diventare strada.

Mineralogia, ricerca sul campo e il tesoro geologico custodito in vetrina

Accanto alla vulcanologia, Federico ha sviluppato un interesse forte per la mineralogia. È entrato nel Gruppo Mineralogico Romano, del quale è il socio più giovane, e ha iniziato a partecipare a uscite didattiche e attività di ricerca. In quell’ambiente ha potuto confrontarsi con docenti universitari, geologi, appassionati e studiosi, aumentando conoscenze e metodo.

La sua collezione di minerali è cresciuta in quattro anni, composta da pezzi acquistati in esposizioni specializzate e da esemplari trovati personalmente. Federico la considera un piccolo patrimonio scientifico e affettivo, custodito in una vetrina alla quale tiene moltissimo. Ogni campione racconta un luogo, una ricerca, una scelta.

Il percorso lo ha portato anche oltre l’Italia. Per il suo diciottesimo compleanno ha chiesto ai genitori un regalo particolare: andare a Monaco di Baviera per partecipare al Munich Mineral Show, una delle più importanti esposizioni europee dedicate ai minerali. Una scelta che dice molto del suo modo di intendere la crescita: meno oggetti comuni, più esperienze capaci di aumentare conoscenza.

Uno degli episodi più rilevanti è avvenuto a Montalto di Castro, dove Federico, grazie a permessi speciali concessi a lui e al Gruppo Mineralogico Romano, ha potuto portare alla luce geodi di calcite globulare. Si tratta di sfere di calcare racchiuse nel basalto, un caso nel quale mineralogia e vulcanologia si incontrano in una formazione rara e affascinante. Per un giovane studioso, non solo una scoperta da osservare, ma un’esperienza concreta di ricerca sul terreno.

Etna, Islanda e il futuro universitario: il progetto di diventare vulcanologo

Lo scorso agosto Federico è tornato sull’Etna e ha visto finalmente la lava scorrere, mentre il cratere di Sud-Est era in attività. Per chi studia vulcani fin dall’infanzia, trovarsi davanti a un’eruzione non è soltanto emozione. È il momento in cui libri, mappe, lezioni e immagini viste per anni prendono forma davanti agli occhi.

La settimana scorsa è stato in Islanda, altro territorio simbolo per chi ama la geologia. Cascate, geyser, faglie e paesaggi modellati dalla forza della Terra hanno aggiunto un nuovo capitolo al suo percorso. L’Islanda, con la sua attività geologica visibile e potente, rappresenta una sorta di aula naturale per chi vuole capire come il pianeta si muove, cambia e produce paesaggi.

Federico non si limita a studiare per sé. A scuola, dal triennio in poi, ha proposto corsi dedicati alla geologia durante le giornate dello studente. Parlare in pubblico non lo spaventa. Anzi, è una parte della sua storia. Da bambino ha iniziato a presentare una festa di paese e, dai dieci anni, ha affiancato il presentatore del Palio delle Contrade di Artena, manifestazione molto sentita, capace di richiamare migliaia di spettatori ogni sera.

Ora guarda all’università con impazienza. Ha già assistito ad alcune lezioni e ha cominciato a studiare su testi universitari di vulcanologia fisica. Nota anche un limite: i materiali italiani, nel settore, sono pochi e spesso datati. Per questo, fra i suoi progetti futuri c’è la scrittura di un testo in lingua italiana pensato per l’università. Un obiettivo ambizioso, soprattutto a 18 anni, ma coerente con il percorso costruito finora.

Di recente ha aperto anche un canale YouTube dedicato alla geologia, nuovo spazio per pubblicare video e continuare il lavoro di divulgazione. Il sogno professionale è chiaro: diventare vulcanologo, fare ricerca nel mondo e offrire un contributo concreto alla conoscenza dei fenomeni terrestri.

 
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Cronaca

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