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23 Settembre 2021

Pubblicato il

Scuola e Covid

Green pass, scuole: “Diritto a non vaccinarsi non è intangibile”. Tar Lazio respinge istanza sospensiva

di Chiara Fedeli
Gli eventuali costi di tamponi antigenici o molecolari in caso di mancata vaccinazione saranno a carico del docente
Ragazzi a scuola che studiano con la mascherina

Il Tar della Regione Lazio, con i decreti monocratici nn. 4531/2021 e 4532/2021, depositati oggi, 2 settembre, ha respinto le richieste di ricorso sui provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione. Le richieste hanno riguardato le disposizioni con cui è stabilita la disciplina in materia di possesso della certificazione verde per tutto il personale scolastico.

“Il diritto a non vaccinarsi non ha valenza assoluta”

Il “diritto del personale scolastico a non vaccinarsi, in disparte la questione della dubbia configurazione come diritto alla salute, non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile”. È questo che i giudici del Tribunale hanno scritto, respingendo di fatto le istanze dei ricorrenti che chiedevano di sospendere tutti i provvedimenti adottati dal Ministero.

Per il personale scolastico che non dovesse essere in possesso della certificazione verde, è prevista quindi “l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. La mancata adibizione ad altre e diverse mansioni – si legge nel provvedimento – è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni, specie di quello docente”.

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Una richiesta in conflitto con i diritti fondamentali

Infatti, stando a quanto stabilito dai giudici “Il diritto a non vaccinarsi non è assoluto, soprattutto perché è un diritto che deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali, essenziali e poziori interessi pubblici, quali quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l’estendersi della pandemia, e a quello di assicurare il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza”.

Permane il diritto di scelta, ma i costi sono a carico del personale

In un passaggio del suddetto provvedimento, a firma del giudice Giuseppe Sapone, si legge: “Chi rifiuta la vaccinazione sostenga i costi del tampone”. “Il predetto diritto è riconosciuto dal legislatore. Quest’ultimo prevede in via alternativa la produzione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-Cov 2”. E in questo modo, i costi del tampone sono a completo carico del personale che rifiuta di vaccinarsi.

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Dal provvedimento: “La presentazione del test in questione, in sostituzione del certificato comprovante l’avvenuta gratuita vaccinazione, costituisce una facoltà rispettosa del diritto del docente. Quest’ultimo può quindi non sottoporsi a vaccinazione. Non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa”.

L’App per i controlli del possesso di Green Pass del personale scolastico

Intanto sarebbe pronta la bozza del Dpcm che autorizza l’App per i controlli del Green Pass del personale scolastico. Il Governo sta lavorando in queste ore sull’introduzione della piattaforma digitale che verificherebbe automaticamente la certificazione nelle scuole d’Italia. Il controllo dovrà essere svolto giornalmente prima dell’ingresso nell’istituto, ed è limitato al personale di servizio.

Nella bozza del Dpcm si legge: “il Ministero della salute rende disponibile agli Uffici scolastici regionali e alle scuole statali del sistema nazionale di istruzione un’apposita funzionalità che consente una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 del solo personale in servizio presso la singola istituzione scolastica mediante un’interazione, descritta nell’allegato G, tra il Sistema informativo dell’istruzione-Sidi e la Piattaforma nazionale-DGC. Tale funzionalità consente esclusivamente di verificare il possesso di una certificazione verde COVID-19 in corso di validità del personale effettivamente presente in servizio, senza rivelare le ulteriori informazioni conservate, o comunque trattate, nell’ambito della Piattaforma nazionale“.

 
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