Il mistero di Villa Pamphili e l’inchiesta della polizia: perché Kaufmann non è stato fermato prima?

Per svelare l'identità della donna trovata a Villa Pamphilj, si stanno muovendo nuovi canali internazionali. Le autorità italiane hanno contattato quelle russe
Di Lina Gelsi
Villa Pamphilj, Chi l'ha visto

E’ ancora avvolta nel mistero la tragica vicenda del ritrovamento del corpo di una giovane donna e di sua figlia, una bambina di pochi mesi, trovati tra i rovi di Villa Pamphilj a Roma. A prendere la situazione in mano è stato il capo della polizia, Vittorio Pisani, che ha dato il via a un’inchiesta interna per far luce su possibili negligenze.

Momenti critici e occasioni mancate

Tre episodi distinti avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi. Il primo si è verificato lo scorso 20 maggio in via Giulia, quando un uomo visibilmente alterato è stato visto strattonare una donna mentre era in compagnia di una bambina. Nonostante l’evidente urgenza della situazione, nessun controllo approfondito è stato effettuato, lasciando scivolare via così una facile opportunità per prevenire la tragedia.

Poco dopo, sempre quella stessa giornata, un altro accadimento ha visto l’uomo con una ferita alla testa. Anche in questo caso, le forze dell’ordine hanno optato per lasciare andare il gruppo senza ulteriori accertamenti. L’ultima occasione persa risale al 5 giugno, quando Rexal Ford/Francis Kaufmann è stato visto da solo con la bambina. Ancora una volta nessun controllo adeguato è stato effettuato, permettendo all’uomo di sfuggire alle sue responsabilità passate negli Stati Uniti. Se solo uno di questi controlli fosse stato eseguito correttamente, almeno la bambina avrebbe potuto essere salvata.

Indagini e dubbi futuri

Le indagini condotte dai magistrati romani hanno stabilito che la piccola è morta per soffocamento nei giorni successivi agli avvistamenti. Numerosi testimoni avevano più volte allertato le autorità riguardo al comportamento pericoloso dell’uomo, ma senza risultati tangibili.

Nell’intento di svelare l’identità della donna trovata a Villa Pamphilj, si stanno muovendo nuovi canali internazionali. Le autorità italiane hanno contattato quelle russe chiedendo assistenza: sembra infatti che la donna parlasse russo e avesse competenze informatiche avanzate – qualità che suggeriscono un profilo da hacker professionista.

Le ricerche si estendono anche a Bielorussia, Ucraina e Malta nella speranza di trovare qualche traccia della loro presenza o connessioni passate. Nel frattempo gli investigatori valutano anche un viaggio in Grecia per accelerare i tempi dell’interrogatorio di garanzia.

Il nodo giuridico internazionale

Anche se le prove contro Kaufmann sembrano schiaccianti, resta un grande punto interrogativo sullo sviluppo giuridico del caso. Se infatti fosse confermato che la bambina era figlia dell’accusato e aveva quindi cittadinanza statunitense, gli USA potrebbero richiederne l’estradizione complicando ulteriormente la situazione giudiziaria.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista