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04 Luglio 2020

Pubblicato il

Lazio Digital Divide: parlano i cittadini

Lazio arretrato come il resto dell'Italia

Dallo scambio di battute che c’è stato tra due nostri follower della pagina ufficiale Facebook de "Il Quotidiano del Lazio", ci è venuta l’idea di interpellare tutti i nostri utenti sull’importanza dell’efficacia della rete internet in Italia, chiedendo loro di esprimere la loro opinione, ripubblicandola sugli articoli successivi. Tutto nasce sulla questione riportata ieri all’interno di un articolo in cui si descrivevano gli effetti dei like di Facebook su potenziali ricerche di mercato. L’argomento è slittato altrove, andando a toccare la questione sul digital divide nel Lazio. Matteo ci scrive: Gentile Quotidiano del Lazio, vorrei sottoporvi in analisi una riflessione fatta a proposito di un intervento di Roberto Sambuco, Capo Dipartimento per le Comunicazioni e Ispettorati Territoriali del Ministero dello Sviluppo Economico: Ascoltando Roberto Sambuco, mi è venuta in mente una riflessione, che credo chiunque possa farla senza sforzarsi più di tanto: ogni anno, all’interno delle pubbliche amministrazioni, vengono spesi in carta circa 90 miliardi di euro per sottoscrivere documentazioni di vario genere. La “manovra Imu” ha fatto ricavare allo Stato circa 5 miliardi di euro e lo spread non è cambiato di molto… Se L’Italia, o chi ha il potere di prendere tali decisioni, decidesse di allinearsi con gli altri paesi dell’Unione Europea, convertendo i documenti cartacei in digitale, avremmo un ricavo di 90 miliardi €… circa 18 volte di più di quello ottenuto dalla manovra del Presidente Monti… In Estonia, per esempio, “la carta sta sparendo”… noi siamo ancora qui a litigare con il digital divide”.

Roberto Sambuco: ‘L’economia digitale può rafforzare in modo determinante la competitività dei nostri sistemi economici, favorendo più benessere, maggiori diritti e la creazione di milioni di posti di lavoro, soprattutto per i più giovani’.

Marta, un’altra nostra follower, alla segnalazione di Matteo ha commentato così: si ma purtroppo l'Italia è un paese arretrato e lo sarà sempre se non cambierà la classe dirigente del futuro. Però dico che colmare il digital divide potrebbe essere prerogativa anche delle singole regioni. Negli altri paesi la linea wi fi è considerata un bene pubblico… se iniziassimo ad applicare simili provvedimenti già nella Regione Lazio, sarebbe una grande cosa”.

Cara Marta e caro Matteo, la questione è molto interessante e noi della redazione crediamo che riguardi tutti i cittadini del Lazio, e non solo. Se dovessimo raccogliere molti consensi da parte di voi cittadini, potremmo mobilitarci per porre l’attenzione agli occhi dei nostri amministratori regionali. Intanto invitiamo tutti i nostri lettori a esprimere il loro parere; noi saremo pronti ad ascoltarli.

 
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