Non tradisce le attese la 45esima edizione del Golden Gala Pietro Mennea, il più prestigioso appuntamento italiano dell’atletica creato nel 1980 da Primo Nebiolo e quinta tappa della Wanda Diamond League 2025. Nel contesto sempre suggestivo dello Stadio Olimpico, dopo il doveroso ricordo al giornalista Giorgio Lo Giudice scomparso nei giorni scorsi, si sono date battaglia oltre 10 campioni olimpici e 60 medagliati mondiali. Ci sono stati grandi prestazioni mondiali, qualcuna anche italiana seppur con diverse ombre.
Chebet e Bromell mattatori, super Battocletti
Nella gara regina grandissima prestazione di Trayvon Bromell, che mette a segno la miglior prestazione mondiale stagionale (9.84 con +1,1 m/s) e batte nettamente una concorrenza sulla carta molto qualificata, che però arriva attorno ai 10 secondi: il camerunense Eseme è secondo con 9.99, terzo il keniano Omanyala (10.01). Settima posizione per Filippo Tortu, che torna a cimentarsi sulla distanza e all’esordio ferma il cronometro in 10.19.
Nadia Battocletti in una gara dei 5000 di altissimo livello conferma lo status raggiunto alle ultime Olimpiadi. La campionessa olimpica Beatrice Chebet stravince in 14.03.69, record del meeting e 2° prestazione all-time, mentre la trentina fa una gara di rimonta e chiude terza in 14:23.15. Frantumato il record italiano (14:31.64) ottenuto a Parigi quando fu quarta ai Giochi.
Furlani, Tamberi, Fabbri: alti e bassi
Gianmarco Tamberi all’esordio stagionale si ferma a 2.16. Il campione mondiale ed europeo, tornato in pedana 265 giorni dopo il trionfo nella finale della Wanda Diamond League lo scorso settembre, commette tre errori a 2.20 evidenziando un previsto ritardo di condizione. Vince il coreano Woo (2.32) al termine di un bel duello con l’ucraino Doroshchuk (2.30) Quinto Matteo Sioli (2.23), 7° Manuel Lando e 9° Stefano Sottile a 2.20.
Nel getto del peso uomini sottoperforma Leonardo Fabbri, che chiude settimo (21.35) ma un ottimo Zane Weir è secondo (21.67), dietro solo al neozelandese Walsh (21.89).
Vittoria sfumata per Mattia Furlani.Il vero e proprio padrone di casa, che a soli 20 anni ha già un palmares da veterano(campione del mondo indoor, primatista del mondo U20, bronzo olimpico a Parigi, argento europeo outdoor e indoor) viene beffato un’altra volta a Roma. Dopo l’europeo dell’anno scorso, battuto da Tentoglou, stavolta mette dietro il greco ma all’ultimo salto viene scavalcato dall’australiano Liam Adcock. Rimane una gara di grande sostanza quella dell’azzurro, con un solo nullo e una progressione sempre in positivo, chiudendo a 8.13 contro l’8.34 dell’australiano, al proprio record personale.
Gli altri risultati: bene Bruni e Riva
Nel disco donne, vittoria da favorita per l’americana Valarie Allman. Il doppio oro olimpico e argento mondiale in carica mette a segno anche il record del meeting (69.21), decima Daisy Osakue (56.40). Nei 400 ostacoli donne è Ayomide Folorunso seconda con lo stagionale 54.21, alle spalle della giamaicana Knight (53.67). Giamaica a segno anche nel triplo donne, con la vittoria di Shanieka Ricketts (14.64) sulle quotate Perez Hernandez e l’olimpionica Lafond.
Roberta Bruni nell’asta è seconda a pari merito con la statunitense Leon (4.65 al secondo tentativo). Vittoria per l’altra americana Sandi Morris (4.80), che bissa il Golden Gala conquistato nel 2022. Nei 400 uomini al fotofinish la spunta l’olimpionico di Parigi Quincy Hall (44.22) sul sudafricano Nene. Edoardo Scotti è 8° (45.68). Nei 200 donne terzo successo consecutivo in questa Diamond League per la statunitense Anavia Battle 22.53, settima l’azzurra Kaddari (23.12). Nei 1500 uomini vittoria sul filo di lana per il francese Habz (3.29.72), con Federico Riva che ottiene il proprio personale (3.31.42), che vale anche la 2° prestazione italiana all-time. 110 ostacoli senza Lorenzo Simonelli (forfait dell’ultimo minuto), lo svizzero Joseph batte il primatista mondiale stagionale Tinch al fotofinish (13.14) Nei 1500m femminili vince a sorpresa l’irlandese Healy (3:59.17). Marta Zenoni 8° (primato personale in 4:01.52).