A Villa Pamphili, uno dei parchi più frequentati della capitale, emergono nuovi elementi in un caso che ha scosso l’opinione pubblica nello scorso mese di giugno. Si tratta dell’omicidio di Anastasia Trofimova, 28 anni, per il quale l’americano Francis Kaufmann, 46enne californiano, è accusato, come pure della morte della figlia di appena 11 mesi, Andromeda. Nonostante la difesa abbia rinunciato a presentare ricorso al Riesame, le indagini continuano serrate con prove schiaccianti.
L’impronta sul reggiseno
Tra i vari elementi raccolti dagli inquirenti spicca un’impronta digitale di Kaufmann trovata sul reggiseno della vittima. Questo dettaglio potrebbe costituire la prova fondamentale del coinvolgimento diretto dell’uomo nel delitto. Secondo le ipotesi degli investigatori, la mano dell’indiziato avrebbe premuto con forza sull’indumento mentre cercava di svestire il corpo senza vita di Anastasia. La pressione avrebbe lasciato una chiara impronta grazie a una significativa quantità di materiale genetico.
Dettagli inquietanti
I sospetti non si fermano qui: il DNA di Kaufmann è stato trovato anche su un telo nero che copriva il cadavere. Il corpo, rinvenuto nel cuore del parco il 7 giugno scorso, era stato nascosto e privato degli abiti. Gli inquirenti sono ancora impegnati nel ricostruire gli ultimi istanti di vita della giovane russa conosciuta a Malta.
Attese per l’autopsia
L’avanzare delle indagini non è privo di ostacoli. Il tempo trascorso dalla morte e le elevate temperature hanno accelerato la decomposizione del corpo, complicando ulteriormente la raccolta delle prove. Tuttavia, nei prossimi giorni si attendono i risultati definitivi dell’autopsia che potrebbero offrire un quadro più chiaro sulle cause esatte del decesso e confermare o smentire le accuse mosse contro Kaufmann.