Trova il coraggio di denunciare estorsori: arrestati 4 nomadi

Una donna ha subito estorsioni da 4 nomadi Sinti della zona di Cerveteri, che erano arrivati a sottrarre un cingolato e l’auto della figlia

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno arrestato, in esecuzione di provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Civitavecchia, G.M. 37enne, F.M. 43enne, B.D 43enne e M.C. 22enne, tutti nomadi di etnia Sinti da anni residenti in Cerveteri e già noti alle Forze dell’Ordine, per estorsione aggravata e continuata in concorso.  Era lo scorso settembre, quando una donna del luogo si è presentata presso la Stazione Carabinieri di Campo di Mare per denunciare le continue richieste di esose somme di denaro, a partire dalla precedente primavera, da parte di 4 soggetti, tra cui una coppia di noti pregiudicati del luogo. Le richieste degli stessi scaturivano da una precedente consegna di 5.500 euro da parte di uno di questi al padre della denunciante, quale acconto per la compravendita di un terreno che, per ragioni tecniche, non si era perfezionata. 

Da quel momento l’intero nucleo familiare dell’uomo, che non aveva più la disponibilità economica per poter restituire nell’immediatezza l’intera caparra, aveva subito continue “visite” e minacce da parte dei 4 soggetti, anche di morte, volte a ottenere una somma di gran lunga maggiore rispetto al credito realmente vantato. Gli estorsori inoltre, per rafforzare le loro richieste, avevano minacciato che, se non avessero pagato quanto richiesto, avrebbero fatto intervenire altra famiglia nomade molto nota nella provincia, con cui millantavano di avere legami di parentela, che si “sarebbe occupata” della faccenda, invadendo la loro proprietà e costringendoli a versare il denaro dovuto. 

Infatti, nonostante l’uomo avesse versato ai suoi creditori la somma contante di 2.500 euro, i soggetti, con la forza, si erano impossessati di un trattore cingolato di proprietà del debitore e di un’autovettura di proprietà della figlia, persona assolutamente estranea agli affari del padre. Ma tale situazione non aveva calmato i soggetti, che avevano continuato a pretendere altro denaro in maniera sempre più insistente, nonostante avessero ottenuto denaro e beni per un valore approssimativo di circa 15.000 euro. 

L’attività di indagine, denominata “Operazione Land”, avviata dai militari della Stazione di Campo di Mare, svolta attraverso metodi di investigazione classici quali assunzione di testimonianze, servizi di osservazione e controllo e acquisizione di documentazione varia riguardante terreni e veicoli, ha consentito di individuare i 4 soggetti componenti il sodalizio criminale, che avevano posto in essere le condotte incriminate in danno del citato nucleo familiare, nonché accertare il possesso, da parte degli indagati, dei beni indebitamente sottratti alle vittime. Pertanto, sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti a carico degli stessi in ordine al delitto di estorsione aggravata e continuata, i Carabinieri della Stazione CC Campo di Mare hanno redatto un’articolata informativa richiedendo l’emissione di misure cautelari in capo agli indagati. Il GIP del Tribunale di Civitavecchia, su conforme proposta del Pubblico Ministero, ha accolto pienamente le risultanze investigative emerse nel corso delle indagini, emettendo il provvedimento cautelare che dispone la custodia in carcere per la coppia, i soggetti principali della condotta incriminata, e gli arresti domiciliari per i due soggetti che avevano collaborato con loro nell’esecuzione dell’illecita attività.

Inoltre nel corso dell’attività i militari operanti hanno rinvenuto e sequestrato l’autovettura di cui i soggetti si erano indebitamente appropriati, affidandola in custodia alla legittima proprietaria, che potrà presto riaverne la disponibilità effettiva. Pertanto, esperite le formalità del caso, G.M. e la convivente F.M. sono stati associati alla casa Circondariale di Civitavecchia, mentre B.D e M.C. sono stati accompagnati presso le rispettive abitazioni e sottoposti al regime degli arresti domiciliari, per rimanere a disposizione della competente Autorità Giudiziaria alla quale dovranno rispondere del grave reato loro contestato.

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