24 Febbraio 2021

Pubblicato il

Vent'anni dopo

Vent’anni dopo: la Lazio supera il girone di Champions League

di Redazione

La clamorosa traversa nel recupero colpita dal Brugge è stato l'ultimo brivido per la Lazio che dopo vent'anni torna in Champions League

Lazio, Champions League
Lazio, Simone Inzaghi

La Lazio ha compiuto un’impresa: dopo venti anni, la squadra biancoceleste guidata da Simone Inzaghi supera la prima fase a gironi della Champions League, accedendo agli ottavi di finale. Vent’anni fa, dopo il primo girone il regolamento prevedeva un secondo round, che avrebbe poi permesso di accedere ai quarti di finale della massima competizione europea: all’epoca la Lazio guidata da Sven Goran Eriksson, reduce dalla storica vittoria dello scudetto nell’annata precedente, riuscì a sopravanzare la prima fase a gironi, contro Shakthar, Arsenal e Sparta Praga, ma non la seconda.

Una grande impresa della Lazio

Vent’anni dopo, una nuova impresa. Le quote di calcio di inizio stagione, dopo il sorteggio di Champions League, evidenziavano come quello della Lazio fosse un girone piuttosto abbordabile, ma non una garanzia di successo per una squadra con un’esperienza europea blanda e che si è aggrappata, in tutto il ciclo sotto la guida di Simone Inzaghi, ai pochi giocatori di livello europeo presenti in rosa (Ciro Immobile, Luis Alberto, Lucas Leiva, Francesco Acerbi e il tanto chiacchierato Sergej Milinković-Savić).

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Borussia Dortmund, Club Brugge e Zenit San Pietroburgo: questa la composizione del girone F della Lazio. L’andamento del girone ha evidenziato come la squadra meno all’altezza del livello proposto in campo europeo fosse proprio la squadra russa, testa di serie per via della vittoria del campionato russo e di un regolamento che presto vedrà il campionato russo, nel novero dei principali campionati europei, sorpassato dal campionato olandese. Un solo punto in sei partite per la squadra di Dejan Lovren e Wilmar Barrios, un bottino impietoso ma fedele immagine del reale valore dello Zenit.

A battagliare per la qualificazione, insieme a Lazio e Borussia Dortmund, che ha rispettato le attese di inizio stagione conquistandosi il primo posto al fotofinish, è rimasto dunque il Club Brugge. Un po’ a sorpresa, i belgi hanno dato filo da torcere alle due compagini favorite per il passaggio del turno, soprattutto grazie al bottino pieno conquistato nelle due sfide contro lo Zenit. Una squadra ricca di giovani talenti, da Diatta a Noah Lang passando per quel De Ketelaere che tanto ha impressionato nell’ultima sfida contro i biancocelesti, che è riuscita ad arrivare all’ultima giornata a giocarsi le proprie chance di passaggio del turno proprio contro la Lazio all’Olimpico di Roma.

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Finalmente dopo 20 anni il ritorno in Champions League

La Lazio è arrivata all’ultima sfida casalinga potendo contare su due risultati su tre. Il campo europeo, però, non regala mai certezze, soprattutto per squadre con poca esperienza e in sfide con poco distacco in termini di valori tecnici e caratteriali. Il primo tempo tra Lazio e Brugge si è subito disegnato come una continua montagna russa, con ribaltamenti di fronte da una parte e dall’altra: dopo il vantaggio iniziale dei laziali con una bellissima azione inventata e poi finalizzata da Correa, i belgi hanno subito pareggiato i conti con Vormer, su una mezza papera di Reina, che ha da poco tolto i guantoni di titolare all’albanese Strakosha.

L’episodio che ha indirizzato la partita, ma non in maniera definitiva come poteva sembrare, è arrivato al 39esimo minuto: il Brugge, già sotto di due reti a una dopo il rigore siglato dall’implacabile Immobile, ha subito l’espulsione ai danni del proprio terzino sinistro Sobol, dopo che lo stesso era già stato graziato pochi minuti prima. In dieci contro undici, la partita sembrava indirizzata, ma il 2-2 di Vanaken al 76esimo minuto ha reso il quarto d’ora finale un inferno per la squadra biancoceleste, che ha tentato in tutti i modi di auto-sgambettarsi. La clamorosa traversa nel recupero colpita dal Brugge è stato l’ultimo brivido per i tifosi laziali: dopo vent’anni, una nuova impresa in terra europea.

 
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