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25 Settembre 2020

Pubblicato il

Viterbo, bagarre sui rifiuti

di Redazione

La chiusura di Cupinoro e le conseguenze sull'impianto di Monterazzano

Alla fine anche il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini ha detto la sua: “Qualora si dovesse verificare questa sorta di automatismo che, in momenti di emergenza, consente ai Comuni in prossimità della nostra provincia di conferire i loro rifiuti presso i nostri centri di trattamento e smaltimento, il Comune di Viterbo si opporrà” – ha dichiarato.

La “protesta” del sindaco si è scatenata in questi giorni, a seguito della chiusura della discarica di Cupinoro. Sembrava infatti che da Bracciano, i rifiuti, tra cui anche quelli di Roma, dovessero andare direttamente a Monterazzano e in altri Comuni.

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A pronunciarsi su un’eventualità simile, anche il vicepresidente della Provincia con delega all’Ambiente Paolo Equitani che, appena appreso della chiusura di Cupinoro, aveva dichiarato: “Il modo approssimativo e superficiale con cui la Regione Lazio sta affrontando le questioni legate alla chiusura della discarica di Cupinoro ci lascia senza parole. Nell’incontro di giovedì scorso a Roma avevamo chiesto all’assessore regionale all’Ambiente Michele Civita di essere informati correttamente sul numero esatto dei Comuni che avrebbero dovuto conferire i rifiuti a Viterbo e sulle relative quantità. Nella serata di ieri ci è stato trasmesso un fax nel quale ci viene riferito soltanto che i Comuni saranno dodici, senza altre informazioni”.

“Non si tratta di piccoli dettagli – aveva dichiarato ancora Equitani – ma di dati fondamentali che dobbiamo conoscere per comprendere l’effettiva mole dei rifiuti che, una volta trattati presso l’impianto di preselezione di Casale Bussi, finiranno nella discarica di Monterazzano. Un conto se si tratta di piccole realtà, un altro se siamo in presenza di Comuni con una densità abitativa notevole. All’assessore Civita abbiamo chiesto la massima chiarezza, ma a quanto pare è stato come parlare fra sordi. Ci siamo detti disponibili a fornire in un lasso di tempo molto limitato, un mese e mezzo al massimo, un aiuto ai Comuni dell’area braccianese gravati dalla chiusura di Cupinoro in attesa che la Regione individui soluzioni alternative. La discarica di Viterbo deve già farsi carico di smaltire 80 mila tonnellate annue di rifiuti indifferenziati di Rieti che comportano una consistente limitazione della capacità ricettiva e non può permettersi il lusso di smaltire l’immondizia di altri territori.

Anche il consigliere regionale del Nuovo Centro Destra, Daniele Sabatini, si era pronunciato in merito all’ipotesi di conferimento dei rifiuti da parte dei 25 comuni che facevano affidamento su Cupinoro negli impianti di Viterbo.
“Viterbo – aveva dichiarato Sabatini – non deve diventare la pattumiera di Roma. Zingaretti e Civita non possono pensare di colmare il vuoto di programmazione dell’amministrazione regionale, utilizzando gli impianti della Tuscia per smaltire i rifiuti di Roma e Provincia. Le nostre preoccupazioni in tal senso si stanno dimostrando sempre più reali. Nell’incontro tenuto oggi al quale ho partecipato (alla presenza anche del vice presidente della Provincia di Viterbo Equitani, del sindaco di Viterbo Michelini, e dei consiglieri regionali Panunzi e Valentini, ndr), l’assessore Civita ha affermato che i 25 Comuni che conferiscono i rifiuti nella discarica di Cupinoro a Bracciano, che chiuderà domani, dal 1 febbraio potranno usufruire delle strutture di Viterbo. Allora, non eravamo maliziosi quando affermavamo che la determinazione regionale del 18 dicembre, con la quale si aumentava di 20mila tonnellate/anno il conferimento di rifiuti a Casale Bussi, serviva proprio per ricevere i rifiuti di Roma e Provincia. Noi, come abbiamo già ribadito in passato, manifesteremo in ogni modo tutta la nostra contrarietà verso una decisione sbagliata che penalizza un territorio, che invece sta portando avanti percorsi virtuosi, soprattutto per quanto riguarda la raccolta differenziata. Tra l’altro, la nostra Provincia già smaltisce i rifiuti di Rieti (oltre a quelli locali)”.

Non solo. Sempre riguardo i rifiuti, qualche giorno fa Viterbo è stata protagonista di un altro episodio poco chiaro.
Sembra infatti che oltre 3mila tonnellate di rifiuti di Roma – 3.176 per la precisione – siano state smaltite a Viterbo. Il sindaco Michelini, però, sembrava non esserne a conoscenza – così ha dichiarato in occasione di un Consiglio Comunale. La denuncia di Michelini, infatti, è stata forte: “Nessuno, né Regione né Provincia, ci ha mai avvertito”.

Ma l’opposizione risponde: sembra che un anno fa, da Roma, a nome del commissario Sottile, allora in carica, sia giunta una lettera, datata 26 settembre e protocollata in data 30/09, in cui si faceva richiesta di “poter abbancare i rifiuti della Capitale nella discarica di Monterazzano per il solo mese di ottobre”.

“La farsa delle tre scimmiette sulla questione rifiuti sta diventando paradossale e poco rispettosa delle intelligenze altrui” – questo il commento del consigliere Sabatini, che continua – “Continuano a spuntare elementi che evidenziano in maniera chiara come, già a partire dal 30 settembre 2013 e quindi prima dell’arrivo dei primi camion, sia la Regione Lazio che il Comune di Viterbo, fossero a conoscenza che i residui di lavorazione degli RSU di Roma Capitale sarebbero stati smaltiti presso la discarica di Monterazzano”.

“Invito tutti i soggetti istituzionali interessati – conclude Sabatini – a smettere di nascondersi dietro sinonimi, mezze verità e riferimenti temporali lontani dalla realtà dei fatti”.

 
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