Ceccano, devasta un bar e ferisce un Carabiniere: Taser e spray al peperoncino per bloccarlo e arrestarlo

Per riuscire a contenerlo, i Carabinieri sono ricorsi prima alla pistola a impulsi elettrici Taser e successivamente allo spray al peperoncino in dotazione
Di Simone Fabi
Carabinieri Ceccano
Carabinieri Ceccano

Momenti di forte tensione nel pomeriggio di giovedì 24 settembre a Ceccano, in provincia di Frosinone, dove un uomo del posto, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri dopo un intervento particolarmente movimentato all’esterno del Caffè Tanzini, in via San Sebastiano.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo si trovava in uno stato di forte agitazione psicofisica e avrebbe prima danneggiato arredi e suppellettili del locale, quindi reagito violentemente all’arrivo delle pattuglie. Per riuscire a contenerlo, i Carabinieri sono ricorsi prima alla pistola a impulsi elettrici Taser e successivamente allo spray al peperoncino in dotazione.

L’uomo è stato arrestato per le ipotesi di reato di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che per danneggiamento aggravato.

La chiamata al 112 e l’intervento in via San Sebastiano

L’allarme è partito da una telefonata al Numero Unico di Emergenza 112, con la quale veniva segnalata la presenza di una persona particolarmente agitata all’esterno del bar.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frosinone, insieme ai militari della Stazione di Ceccano.

Al loro arrivo, secondo la ricostruzione fornita dall’Arma, l’uomo sarebbe stato sorpreso mentre lanciava alcune suppellettili e danneggiava gli arredi dell’esercizio commerciale.

I militari avrebbero tentato ripetutamente di riportarlo alla calma, senza però riuscirci. La situazione sarebbe anzi diventata progressivamente più difficile da gestire, con il soggetto che avrebbe continuato a mantenere un comportamento fortemente aggressivo nei confronti dei Carabinieri.

Prima il Taser, poi lo spray al peperoncino

Di fronte al rischio che la situazione potesse degenerare ulteriormente e rappresentare un pericolo anche per le persone presenti nella zona, i militari hanno deciso di utilizzare i dispositivi in dotazione per cercare di immobilizzare l’uomo.

In una prima fase è stato impiegato il Taser, la pistola a impulsi elettrici utilizzata dalle forze dell’ordine in determinate situazioni operative. Successivamente è stato utilizzato anche lo spray al peperoncino.

Neppure l’impiego dei due strumenti avrebbe però consentito di interrompere immediatamente la reazione dell’uomo, che avrebbe continuato a opporre resistenza fino ad arrivare a una colluttazione con i Carabinieri intervenuti.

Durante quei momenti concitati avrebbe inoltre sferrato diversi calci contro l’autovettura di servizio dell’Arma, una Alfa Romeo Giulia, provocando danni alle portiere sul lato passeggero.

Un Carabiniere ferito: prognosi di otto giorni

Nel corso della colluttazione uno dei militari sarebbe rimasto ferito. Dopo gli accertamenti sanitari, le lesioni riportate dal Carabiniere sono state giudicate guaribili in otto giorni.

L’uomo è stato infine immobilizzato. Sul posto è intervenuto anche il personale sanitario del 118, che ha provveduto a sedarlo e successivamente a trasportarlo all’ospedale di Frosinone per gli accertamenti e le cure necessarie.

Anche per lui i sanitari hanno formulato una prognosi di pochi giorni.

Dopo le dimissioni dall’ospedale, l’uomo è stato condotto nella Casa Circondariale di Frosinone, dove si trova a disposizione dell’Autorità giudiziaria, immediatamente informata dai reparti dell’Arma che hanno eseguito l’intervento.

Una vicenda che ha provocato apprensione nella zona di via San Sebastiano e richiesto un intervento complesso da parte dei Carabinieri, chiamati prima a evitare che proseguissero i danneggiamenti e poi a contenere la reazione dell’uomo senza che la situazione producesse conseguenze ancora più gravi.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le accuse formulate nei confronti dell’uomo dovranno quindi essere verificate nel prosieguo del procedimento e la sua eventuale responsabilità potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile.

 
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