Coronavirus, Celleno è zona rossa: focolaio in una casa di riposo

Celleno è la quarta zona rossa del Lazio: 44 positivi al Covid-19 in una casa di riposo

Covid-19

Celleno, comune nel viterbese, è diventata la quarta zona rossa del Lazio dopo Fondi, Nerola e Contigliano: così ha stabilito un’ordinanza della Regione firmata dal presidente Zingaretti.

L’indicazione è stata fornita alla Regione dal responsabile dell’Unità di Crisi COVID-19 Alessio D’Amato per far fronte a un crescente numero di contagi.

Celleno è un piccolo paese di circa 1300 abitanti dove si registrano 44 casi positivi di coronavirus. I contagi sarebbero tutti legati a un focolaio ben preciso, la casa di riposo Villa Noemi.

Il presidenze Zingaretti ha espresso solidarietà agli abitanti di Celleno:

“Siamo vicini agli abitanti di Celleno che non sono certo degli untori e che dovranno sostenere questa ulteriore limitazione per la salvaguardia della salute pubblica e per il contrasto dell’epidemia”.

Divieto di ingresso e allontanamento dal Comune

Da adesso e fino al 24 aprile (prorogabile), nel territorio verranno quindi applicate ulteriori misure restrittive e stringenti.

In quanto zona rossa, a Celleno, è scattato l’isolamento: è vietato l’allontanamento dal Comune per tutti i residenti ed è vietato l’accesso per coloro che vengono da fuori (fatta eccezione per chi rientra nella propria residenza o domicilio).

L’ingresso del Comune di Celleno è quindi consentito solo a forze dell’ordine, militari, protezione civile, vigili del fuoco, personale medico e sanitario, lavoratori delle attività produttive che rimarranno aperte.

La crisi sanitaria

Nei giorni scorsi, il sindaco Marco Bianchi aveva comunicato l’esito dei tamponi effettuati nella casa di riposo: tutti i degenti di Villa Noemi (fatta eccezione per 5 persone) sono positivi al Covid-19.

La gestione sanitaria del focolaio di covid-19 passa quindi alla Asl di Viterbo: lo scopo è contenere la diffusione del virus partita dalla casa di riposo.

Le attività lavorative aperte

Sono sospese le attività lavorative per i residenti, anche quelli che devono recarsi fuori dal territorio del Comune.

Attivi solo i servizi essenziali e quelli legati alla pubblica utilità: supermercati, farmacie, cliniche veterinarie, parafarmacie, fornai, distributori di carburanti, ottiche, edicole, tabaccherie, servizi postali e bancari, servizi di smaltimento dei rifiuti.

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