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23 Ottobre 2020

Pubblicato il

Telecinefili

“Cuties”, fra polemiche e contestazioni, le pre-adolescenti di oggi

di Mario Conti

"Cuties": gli attacchi che hanno accompagnato l’uscita in streaming del film non hanno niente a che vedere con le sue intenzioni

Cuties
Cuties

“Cuties”. In streaming tv, fra polemiche e contestazioni, le insidiose sirene appostate a confondere i primi passi delle pre-adolescenti nella società di oggi.

Cuties (titolo per il mercato internazionale, che a Roma si tradurrebbe con “Caruuuucce!”) segue i passi (anche di danza) di una “banda” di ragazzine pre-adolescenti di un quartiere disagiato della banlieue parigina, impegnate a concorrere a una gara di ballo stile-adulte, che accolgono al loro interno – non senza iniziali e successive resistenze – una “nuova”, Amy, che, a differenza di loro, appartiene ad una famiglia senegalese musulmana tradizionalista – velo, rituali, tutto il resto.

E’ proprio Amy ad essere attratta dal loro mondo – vestiario, abitudini, linguaggio libero – così lontano e quindi seducente ai suoi occhi; tanto più che quel mondo è visto come una via di fuga da un presente domestico di sofferenza, in cui Amy assiste impotente al secondo matrimonio del padre, subìto e accettato dalla madre.

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Amy imbocca dunque una nuova strada, e con vero talento di ballerina. Ma forse per una come lei c’è una terza via.

Le polemiche e gli attacchi che hanno accompagnato l’uscita in streaming del film non hanno niente a che vedere con le sue intenzioni e il suo valore cinematografico: nel film noi rileviamo, al più, quella disinvoltura senza moralismi e quell’atteggiamento provocatorio che sono nel DNA del cinema francese.

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D’altro canto, quando la sua sceneggiatura è stata premiata al Sundance, nessuno ravvisò scandalo o pruderie nella storia e nella sua scrittura. La regista, dal canto suo, ce la fa notare, in alcune scene, l’innocenza che a quell’età sta dietro comportamenti mutuati acriticamente dalla società; la protagonista (la bravissima Fathia Youssouf) ha uno sguardo pulito sulla vita, ed è quello che ti resta. Il film è bello; per restare in tema francofono, honni soit qui mal y pense.

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