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27 Gennaio 2023

Pubblicato il

Federmanager Roma, il DG Carlo Imperatore: “Il futuro? La donna manager”

di Simone Fabi
Il DG di Federmanager Roma: "Le competenze manageriali dovranno sviluppare digitalizzazione e sostenibilità"
Carlo Imperatore
Carlo Imperatore

Un’organizzazione territoriale che rappresenta dirigenti, quadri apicali e professionalità, che svolgono o hanno svolto attività lavorative manageriali in aziende industriali delle province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo.

E’ Federmanager, la realtà che da circa 70 anni rappresenta manager di aziende produttrici di beni e servizi. Curandone gli aspetti, da quelli contrattuali a quelli istituzionali passando per i sociali, professionali e culturali. Un lavoro fatto di impegno, responsabilità, cultura strategica, innovazione. La mission è quella di mettere a disposizione del bene comune una serie di competenze ed esperienze. Agevolando così lo sviluppo di un modello di relazioni industriali innovativo, mirato all’inserimento nel mondo del lavoro. In piena pertinenza con la figura del manager. Proponendo pertanto riforme strutturali, politiche del lavoro e politiche industriali.

Abbiamo voluto conoscere meglio le dinamiche di questa realtà e della figura manageriale. Lo abbiamo fatto chiacchierando con Carlo Imperatore, Direttore Generale di Federmanager Roma.

Qual è la ricetta ideale per un team manager d’avanguardia?

“Sicuramente tra le varie doti o capacità che oggi dovrebbe avere un manager che gestisce e guida le persone, sicuramente vi è lo sviluppo di un’intelligenza empatica. Questa è fondamentale nella figura del manager, specialmente oggi. E’ quella dote che si sviluppa e coltiva nel tempo e che conferisce al manager la capacità di gestire le persone e guidarle per amministrare i progetti, consentendo alle organizzazioni di andare e avanti e crescere. Perché le organizzazioni sono fatte da persone. Queste sono l’ingrediente principale”.

Ricoprire questo ruolo significa prendersi cura delle persone prima che delle cose?

“Assolutamente sì. E’ importantissimo prendersi cura delle persone, creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle persone. Perché se riesci a sviluppare le potenzialità delle persone, creando un rapporto professionalmente intimo tra le persone, riesci a raggiungere i tuoi obiettivi. Secondo me, un bravo manager è colui che attraverso le persone riesce ad esprimersi. Deve quindi creare un connubio con queste persone, creare un ambiente favorevole. Un ambiente win-win“.


Le avrei chiesto, qual è la componente imprescindibile per un buon manager. A questo punto mi verrebbe da chiederle: questa componente è l’ascolto?

“Secondo me una delle migliori comunicazioni è l’ascolto. Attraverso esso, puoi acquisire quelle informazioni o quelle problematiche da rielaborare affinchè poi possa venir fuori una progettualità, una soluzione. L’ascolto è decisamente fondamentale”.

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Federmanager è una realtà che oggi sposa quali caratteristiche?

“Siamo un’associazione di persone. Sposa l’esigenza di mettere in rete queste persone, creando una community, un networking. Che poi si esprimono non soltanto da un punto di vista relazionale, ma dal punto di vista dei servizi. L’obiettivo di Federmanager è creare e migliorare le relazioni. Creare gli strumenti affinchè le persone possano crescere professionalmente, mettendo a disposizione dei servizi innovativi, più tangibili. Che riguardano il manager. Vale a dire servizi di orientamento, di counseling, di formazione. Servizi che partono dallo sviluppo delle soft skills, ma arrivano alla soluzione di problematiche molto hard. Come ad esempio l’ambito della sanità e della previdenza, che oggi sono fondamentali per i manager e per le persone che lavorano”.

Sanità, previdenza: quali sono le urgenze di questi due ambiti della vita quotidiana?

“Oggi è fondamentale gestire la previdenza sotto due aspetti. Quello classico, la previdenza ordinaria, che riguarda gli interessi di una persona che lavora. E poi soprattutto l’aspetto legato alla previdenza integrativa. Che poi è quella che ci consentirà, in uno scenario economico completamente diverso rispetto a quello del passato, di poter avere un sostentamento dal momento in cui non potremo più svolgere la nostra attività lavorativa. Dal punto di vista sanitario, oggi il welfare è fondamentale per tutti i lavoratori. Un buon welfare assolve a una duplice esigenza. Sia all’esigenza del manager, di avere una copertura sanitaria e quindi una qualità della vita più elevata per sé e per i propri familiari. Ma anche a quella di consente allo Stato un maggiore risparmio di risorse. Se la programmazione del welfare di chi lavora è fatta in maniera vantaggiosa, il beneficio non è solamente del manager, ma anche di chi governa gli strumenti sanitari di welfare nazionale. Così, non è dunque un costo, ma un investimento”.

Ci affacciamo al 2023. Quali le sfide, quali le opportunità legate alla digitalizzazione?

“Sulla digitalizzazione c’è un mondo che cambia, che è già cambiato. Soprattutto con la spinta pandemica. Le competenze dei manager si sono dovute rimodulare in un mondo che sarà sempre più digitale e l’informazione è sempre più veloce. Abbiamo bisogno di centellinare l’informazione. Le competenze manageriali dovranno sicuramente sviluppare due caratteristiche che oggi vanno a permeare il tessuto economico. Parlo della digitalizzazione e della sostenibilità. Sono dei pilastri fondamentali della nostra economia. I manager non possono perdere questa sfida. Bisogna essere sempre all’avanguardia“.

Digitalizzazione e sostenibilità, parole che ben si sposano con la contemporaneità. C’è un’altra sfida da vincere però, che Federmanager ha già individuato. Parlo del ruolo della donna nell’ambito manageriale…

“Su questo Federmanager è all’avanguardia. Siamo la prima organizzazione, se non l’unica, ad istituire un premio per valorizzare il ruolo della donna manager. Parlo del Premio Minerva. Un premio che ha risonanza nazionale, un premio riconosciuto che promuove lo sviluppo di carriera delle donne, che hanno un ruolo manageriale all’interno dell’azienda. Lo fa, attraverso la riconoscibilità del loro ruolo”.

 
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