Gita a Labico sulla via Casilina: il borgo laziale dei sapori, a pochi minuti da MagicLand e dall’Outlet di Valmontone

Gita a Labico sulla Casilina: vicoli, storia e sapori del borgo. In mezz’ora da Roma, a due passi da MagicLand e Valmontone Outlet. Itinerario e consigli utili
Di Lina Gelsi
Comune di Labico

Labico è il classico paese che molti “attraversano” senza fermarsi: un nome letto sui cartelli della via Casilina, una deviazione rapida verso Valmontone, poi via. Eppure basta una mattina per capire perché questo borgo dei Monti Prenestini merita più di una sosta tecnica. Qui la gita diventa racconto: vicoli raccolti, memoria contadina ancora viva, feste religiose molto partecipate, prodotti tipici che hanno un’identità precisa e certificata. Il tutto a pochi minuti da MagicLand e dall’Outlet, quindi perfetto anche per chi vuole costruire una giornata completa, alternando quiete, tavola e svago.

Un borgo lungo la Casilina che custodisce ricette, dialetto e storie locali

Il borgo ha assunto definitivamente il nome “Labico” nel 1880, richiamando la via consolare Labicana, da sempre asse di passaggio e vita economica del territorio. E nella pagina istituzionale del Comune, oltre ai cenni storici, spunta una cosa che dice molto dello spirito del borgo: i piatti tipici vengono celebrati anche nel centro storico, dove sono presenti mattonelle in ceramica che riportano ricette tradizionali, quasi a trasformare la passeggiata in un piccolo percorso gastronomico a cielo aperto.

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In una gita ben fatta, questo dettaglio cambia il ritmo: non si cammina solo per “vedere”, si cammina per capire cosa si mangiava, come si cucinava, che lessico aveva la cucina labicana. E la cucina, qui, non è folclore: è il modo più diretto per entrare nella storia del paese.
Un consiglio pratico: soprattutto nei fine settimana, chiamate prima per un tavolo. Labico non è una destinazione gigantesca, e proprio per questo i posti buoni si riempiono in fretta.

E se avete voglia di farvi un regalo c’è sempre la cucina apprezzatissima da tutti gli appassionati di grande ristorazione, dell’Antonello Colonna Resort, a Vallefredda, nelle campagne di Labico.

Chef Colonna, Meloni
Lo Chef Antonello Colonna nel suo Resort a Labico

La chiesa di Sant’Andrea e i luoghi di culto: fede, arte e identità del centro storico

Il cuore spirituale del borgo ruota attorno alla parrocchia dedicata a Sant’Andrea Apostolo. La Diocesi di Tivoli e Palestrina, nella scheda dedicata, ricostruisce la presenza della chiesa parrocchiale e ricorda anche l’esistenza di chiese minori, segno di una devozione diffusa e radicata nel tessuto urbano.

Per chi ama inserire un luogo in una cornice documentata, c’è un riferimento utile anche su BeWeB, il portale dei beni ecclesiastici della Chiesa cattolica, che offre una descrizione essenziale dell’edificio di culto.

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La visita “funziona” anche senza essere esperti: ci si passa davanti, ci si entra (quando è aperta), si osservano gli spazi e si percepisce subito quanto la chiesa resti un punto di orientamento quotidiano, non solo una tappa da cartolina.

San Rocco a Labico: la festa più sentita, la “calata” e la processione per le vie del paese

Se c’è un momento in cui Labico mostra davvero la sua anima collettiva è la festa di San Rocco, figura molto amata. La Diocesi racconta una tradizione che parte già nei giorni precedenti il 16 agosto e descrive un rito che i labicani chiamano “calata”: la statua del santo viene tolta dalla nicchia ed esposta per la venerazione dei fedeli, prima della processione lungo le strade del paese. Nello stesso resoconto si parla anche di iniziative in dialetto, a conferma di un legame che unisce fede, memoria e linguaggio popolare.

Per chi organizza la gita: questo è il periodo in cui Labico cambia passo. Le strade si riempiono, gli appuntamenti si moltiplicano, e il paese diventa una piccola scena collettiva, dove il rito religioso convive spesso con momenti di socialità serale.

Roncoletta labicana: il “pisello di Labico”, la Sagra dei Piselli e il ritorno di una coltura storica

Quando si parla di prodotti tipici, a Labico spicca la roncoletta labicana, nota anche come “pisello di Labico”. Il Comune la inserisce fra i prodotti tipici a marchio De.Co., insieme alla nocciola tonda gentile e alla “pizza pé tera”.

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Sul valore agricolo e culturale della roncoletta è importante anche il racconto di Slow Food, che la inserisce nell’Arca del Gusto e ricorda la tradizionale Sagra dei Piselli all’inizio di giugno, con sfilate di carri e partecipazione diffusa. La stessa fonte ricostruisce il declino legato al venir meno della tradizione contadina e il successivo recupero della coltivazione.

Un approfondimento locale riprende questo filo e aggiunge dettagli sulla notorietà raggiunta nella prima metà del Novecento, oltre alle caratteristiche organolettiche del prodotto, descritto come dolce e leggermente sapido, capace di tenere bene la cottura.

In pratica: se vuoi fare una gita “di sapore”, cerca i periodi in cui la roncoletta torna protagonista. Non è solo un ingrediente, è un pezzo di paesaggio agricolo che prova a non sparire.

Nocciola a Labico: una tradizione antica, citata già nello Statuto di Lugnano

Secondo le ricostruzioni storiche legate al territorio prenestino, Labico è “da sempre” dedita alla produzione della nocciola e lo Statuto di Lugnano (antico nome del borgo) già nel XVII secolo citava la coltivazione e la presenza di un “Nocchieto della Corte”.

È un dato che vale più di un’etichetta: significa che la nocciola non è arrivata per moda, ma appartiene a una vocazione agricola di lunga durata. Anche qui il Comune la indica esplicitamente come prodotto De.Co., valorizzando una filiera che parla di piccoli produttori, raccolti stagionali, lavorazioni semplici e consumo legato alla cucina domestica.

Sagre ed eventi estivi: quando Labico diventa una tappa da segnare in agenda

Oltre alle feste religiose e alle ricorrenze legate ai prodotti agricoli, negli ultimi anni Labico ha ospitato appuntamenti popolari che allargano il pubblico, come l’International Street Food estivo, citato anche da Repubblica Roma in un focus dedicato al calendario locale.

Il consiglio pratico è semplice: prima di partire, dai un’occhiata ai canali istituzionali del Comune e alle comunicazioni della parrocchia, perché i calendari cambiano ogni anno e spesso includono serate musicali, iniziative per famiglie, momenti gastronomici.

La gita perfetta: passeggiata nel borgo, sosta in chiesa, pranzo tipico, poi MagicLand o Outlet

Labico si presta a una scaletta naturale: arrivo la mattina, giro nel centro storico seguendo i punti più caratteristici e le “tracce” della cucina locale; visita alla chiesa parrocchiale; pranzo in trattoria puntando su piatti stagionali e ricette tradizionali. Nel pomeriggio, se vuoi cambiare registro, hai due opzioni a portata di ruote: divertimento a MagicLand o shopping a Valmontone Outlet. È un incastro che funziona perché il borgo non si impone: ti accoglie, ti sazia, poi ti lascia libero di scegliere come chiudere la giornata.

A cura di Fabio Mancini

 
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