Pubblicato il

Migranti, nel 2023 oltre 1 milione di assunti: record storico

di AdnKronos
Vuoi la tua pubblicità qui?

(Adnkronos) – Il 2023 ha segnato il record storico delle assunzioni di migranti in Italia. Le assunzioni di personale immigrato programmate dalle imprese italiane sono infatti state pari a 1.057.620 persone (fonte Unioncamere – Anpal). Lo evidenzia il XXIX Rapporto sulle migrazioni 2023, elaborato da Fondazione Ismu Ets e presentato oggi a Milano. "L’importazione di forza lavoro dall’estero – evidenzia il Rapporto – si sta dunque affermando come un’opzione condivisa da molti Paesi europei, a dispetto di un quadro politico dominato dalla preoccupazione di ridurre la pressione migratoria irregolare e gestire i flussi di richiedenti asilo". Nel 2022 in Italia gli stranieri rappresentano il 10,8% delle forze di lavoro tra i 15 e i 64 anni, il 10,4% degli occupati e il 15,9% dei disoccupati. Dal punto di vista settoriale, il comparto con la più elevata incidenza di stranieri sul totale di occupati è quello dei servizi personali e collettivi (31,6%), seguito a distanza da agricoltura (17,7%), ristorazione e turismo (17,3%), costruzioni (15,6%). Nel 2022, per i lavoratori extracomunitari occupati a tempo indeterminato la retribuzione media annua è stata pari a 19.251 euro, quella del totale dei lavoratori pari a 27.523 euro. Per i dipendenti a tempo determinato, per gli extra-europei è stata pari a 9.508 euro, cioè inferiore dell'8,3% rispetto a quella del totale dei lavoratori (10.365 euro). 
A essere penalizzate sono soprattutto le donne: nel 2022 i tassi di occupazione femminili delle donne extra-Ue sono molto più bassi rispetto alle italiane (43,7% contro 51,5%). Invece, nell’ambito della popolazione proveniente da Paesi dell’Unione, i tassi di occupazione femminili risultano più elevati rispetto a quelli delle italiane. Particolarmente coinvolte nel fenomeno dell’inattività sono le donne provenienti da Bangladesh (92,3%), Pakistan (89,8%) ed Egitto (85,1%). Le più colpite dalla disoccupazione sono le egiziane (68,5% nel 2022).  Rispetto agli altri Paesi – spiega il Rapporto – l'Italia attrae una immigrazione poco istruita: la metà degli immigrati nati all'estero ha una bassa istruzione formale e solo il 12% ha una laurea, rispetto al 20% dei nativi. Nonostante questo, la quota di lavoratori stranieri laureati occupati in una professione low o medium skill è pari al 60,2% nel caso dei cittadini non Ue e al 42,5% nel caso degli Ue, a fronte del 19,3% stimato per gli italiani. Secondo Fondazione Ismu a pesare è il mancato riconoscimento dei titoli acquisiti all’estero: meno del 3% degli stranieri possiede un titolo estero riconosciuto in Italia.  Secondo i dati di uno studio ad hoc Istat (2023a) discussi all'interno del Rapporto, sul problema dell'overqualification incidono anche fattori legati alla cittadinanza – italiana per nascita, straniera o italiana per acquisizione – e al genere. Per esempio, il vantaggio di possedere la laurea, rispetto alla licenza media, è di circa 40 punti percentuali in termini di tasso di occupazione tra gli italiani dalla nascita, quasi si dimezza tra i naturalizzati e scende sotto i 9 punti tra gli stranieri. Tra le donne, possedere una laurea migliora il tasso di occupazione di ben 51 punti tra le autoctone, di 29 punti tra le naturalizzate e di soli 17 punti tra le straniere. Per chi ha al massimo la licenza media, il tasso di occupazione degli stranieri è invece superiore a quello degli autoctoni e dei naturalizzati.  —[email protected] (Web Info)

Vuoi la tua pubblicità qui?
Vuoi la tua pubblicità qui?
 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo

Vuoi la tua pubblicità qui?