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26 Settembre 2022

Pubblicato il

Comune commissariato

Pomezia, sfiduciato il sindaco Zuccalà. Cade l’ultima roccaforte M5S nel Lazio

di Enrico Salvi
Questa mattina si sono dimessi tredici consiglieri comunali dopo lo strappo di 4 pentastellati. Il commento di Zuccalà verso i dissidenti: "Ectoplasmi della politica"
Adriano Zuccalà, sindaco di Pomezia, nel corso di un intervento
Adriano Zuccalà, sindaco di Pomezia, nel corso di un intervento

Nella mattinata di oggi è stato sfiduciato il sindaco di Pomezia, Adriano Zuccalà. Decisive sono state le dimissioni di Tredici consiglieri comunali, per una rottura preannunciata della maggioranza nel mese scorso. Con il commissariamento viene messa fine a quattro anni di amministrazione Zuccalà, nove di amministrazione pentastellata nel comune pomentino e soprattutto all’ultima amministrazione nella regione Lazio ancora governato dal partito guidato da Giuseppe Conte.

Pomezia, le ragioni della sfiducia

Come detto, una rottura preannunciata in seno al Movimento 5 Stelle locale. Già dallo scorso mese sono emersi chiari segnali in tal senso quando quattro consiglieri pentastellati – Zaira Conficconi, Iolanda Mercuri, Marco De Zanni e Silvio Piumarta – si sono riuniti in un gruppo autonomo, chiamato “Pomezia attiva”, passando all’opposizione. Questa mattina le dimissioni sono state messe nero su bianco. A seguirli anche i gli altri consiglieri di opposizione, Stefano Mengozzi e Paolo Zanin del centrosinistra, Mario Pinna, Alessandro Stazi, Saverio Pagliuso, Massimo Abbondanza, Emanuela Pecchia, Pietro Matarese e Fabio Fucci del centrodestra. Quest’ultimo, è stato eletto sindaco nel 2013 per il Movimento e nella successiva tornata elettorale si è candidato in una lista civica, per poi passare tra le fila della Lega.

Zuccalà, eletto il 25 giugno 2018, uno dei momenti di massimo consenso del Movimento 5 Stelle, non ha potuto fare altrimenti. Ora il comune è commissariato nell’attesa delle elezioni.

Il commento di Zuccalà: “Gesto vigliacco”

L’ormai ex sindaco pomentino ha commentato l’accaduto pubblicando un duro post sui social network.

Chi è che deve chiedere scusa ai cittadini?

È bastato un gesto vigliacco, nelle segrete stanze di un notaio, da parte di persone che non sanno nemmeno cosa voglia dire rappresentare una città. Ectoplasmi della politica, hanno professato per settimane la trasparenza e poi evitato l’unico confronto democratico possibile, il Consiglio Comunale.

I 4 “consiglieri” eletti con i voti del Movimento 5 Stelle si lasciano colpevolmente strumentalizzare da un’opposizione che fino a ieri attaccavano a testa bassa e preparano con loro le liste per le prossime elezioni. Senza una propria personalità politica, sono incapaci di comprendere le reali conseguenze delle loro azioni, accecati da egocentrismo e brama di apparire in vista delle prossime elezioni amministrative che li riporranno senza dubbio nel nulla politico dal quale provengono.

Silvio Piumarta, Marco De Zanni, Iolanda Mercuri e Zaira Conficconi chinano il capo e si mettono al servizio del centro destra e del Partito Democratico. Servi dell’ambizione di chi vorrebbe riprendersi una città che il MoVimento 5 Stelle ha salvato dall’orlo del baratro scongiurandone il dissesto finanziario e portandola a essere un modello virtuoso. Raccolta differenziata porta a porta e corretta gestione del ciclo dei rifiuti, reperimento di fondi regionali, nazionali ed europei, amministrazione oculata delle risorse e una nuova visione di città sostenibile e a misura di cittadino sono risultati sotto gli occhi di tutti e che tutti riconoscono come pilastri della nostra azione di governo.

9 anni di lavoro nell’esclusivo interesse della città messi a repentaglio da 4 ex consiglieri del Movimento 5 Stelle che attraverso un comunicato zeppo di falsità decretano la fine di una Amministrazione che con onestà, trasparenza e credibilità istituzionale ha ottenuto oltre 100 milioni di euro di finanziamenti che stavano cambiando il volto di Pomezia e Torvajanica.

Queste persone, dopo aver avvelenato per anni il Movimento 5 Stelle, ne rimarranno fuori per sempre e mentre noi saremo più forti che mai, loro torneranno invisibili, com’erano prima di questi 15 minuti di notorietà, con la macchia indelebile di aver danneggiato la città.

Ringrazio quanti coloro mi stanno scrivendo per esprimere solidarietà e spronarmi ad andare avanti, noi ci saremo sempre, ma gran parte dei lavori che sarebbero dovuti partire in questo ultimo anno non saranno realizzati per colpa loro, come non saranno ottenuti nuovi fondi dal PNRR.

 

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