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28 Gennaio 2023

Pubblicato il

Interrogatorio

Roma. Aggressione a Termini, il ragazzo arrestato: “Non sono io quello del video”

di Redazione
Il 25enne polacco accusato dell'aggressione alla stazione Termini si è detto estraneo ai fatti
L'aggressore della ragazza israeliana alla stazione Termini di Roma
Fotogramma dell'aggressore della turista israeliana alla stazione Termini

“Sono estraneo ai fatti. Non sono io quello che si vede nel video”. Lo ha detto durante l’interrogatorio Aleksander Mateusz Chomiak, accusato di aver accoltellato una ragazza israeliana di 24 anni la sera del 31 dicembre alla stazione Termini.

Aleksander Mateusz Chomiak, il 25enne polacco arrestato ieri (3 gennaio, ndr) per aver aggredito una turista israeliana alla stazione Termini, è stato interrogato alle 15 di mercoledì nel carcere di San Vittore, dove è recluso.

Manca il movente dell’accoltellamento

Le indagini finora svolte sull’accoltellamento della ragazza israeliana alla stazione Termini di Roma non hanno fatto emergere nessun movente connesso al terrorismo né tantomeno ad ambienti nazisti da parte di Aleksander Mateusz Chomiak, il senza fissa dimora polacco fermato. Nella sua richiesta di convalida, il pm Enrico Pavone ha sottolineato che il gesto del giovane non ha motivazione. Nemmeno si può sapere al momento se avesse problemi psichiatrici. Non ci sono documenti che l’attestino e nelle fasi dell’arresto e in quelle successive non ha mai detto nulla ed è parso tranquillo. 

“I coltelli li uso per il pane o per aprire le confezioni di cibo”

“Vivo per strada e i coltelli li uso per tagliare il pane o per aprire le confezioni del cibo”. In questo modo Aleksander Mateusz Chomiak ha giustificato il fatto di essere stato trovato in possesso di due coltelli nell’interrogatorio davanti al gip.

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In uno dei due coltelli però sarebbero state trovate “probabili tracce ematiche“. Lo scrivono i carabinieri di Milano in una nota precisando che saranno svolte analisi scientifiche.

Chomiak ha raccontato di essere in Italia da “sei-sette mesi” e di aver vissuto tra Roma e Torino aiutato da associazioni di volontariato e dalla comunità del suo Paese. (Agi)

 
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