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30 Settembre 2020

Pubblicato il

Roma, avanguardia della sporcizia

di Redazione

Alcune foto che testimoniano il degrado di una delle zone di Roma, al centro

Roma, quanto sei bella Roma, quann’è sera, sul lungotevere in festa, al tramonto di giorno, profumo di vacanze romane. Roma, antica città, tu non sai che pena mi fai.
Sì, perché che ci sia Alemanno, che ci sia Marino, Veltroni, Rutelli, la prerogativa di Roma, da un po’ di anni a questa parte, è sempre la stessa: la sporcizia.
La sporcizia made in Italy, e quella d’importazione.
Sporcizia ovunque: per le strade, nelle metropolitane, sugli autobus, giù, vicino al Tevere.

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Ecco, proprio vicino al Tevere. Un esempio che vale per tutti gli altri.
Si decide di fare una passeggiata, l’estate è arrivata, ci sono le bancarelle, si può prendere una grattachecca dalla Sora Mirella, e si può camminare.
Si attraversano tanti mondi, tra quelle bancarelle. C’è quella che vuole far assaporare gli odori del narghilè, con musica medio-orientale, c’è quella che vende il kebab, e subito dopo gli involtini primavera. C’è anche quella con la porchetta di Ariccia. Poi ci sono quelle che vendono oggetti etnici.
Ed è tutto molto bello. Roma, da anni, è una città multietnica, l’integrazione fra le razze, poi, se ben gestita, è una risorsa importante per un Paese e per la sua Capitale.

Ma poi, si procede, ancora qualche passo – siamo sul lungotevere in direzione Castel Sant’Angelo – e ci si accorge che tutto questo, non è che apparenza. Perché Roma, per essere una città all’avanguardia, ha dimenticato le regole base.
Non ha un trasporto pubblico adeguato ad una città che sia degna di essere la Capitale dell’Italia, non promuove la cultura a tal punto da essere guardata come esempio da altre città europee, non salvaguarda il suo patrimonio artistico e culturale come dovrebbe essere fatto, non abbatte le barriere architettoniche, anzi, a volte, le innalza. E così, siamo costretti sempre noi a guardare ad altre città europee, a prendere esempio da loro.
Ma lo facciamo, senza accorgerci di non poter competere. Il diavolo si nasconde nei particolari, e allora meglio non scavare nei particolari. Meglio pensare alla pedonalizzazione dei Fori Imperiali.
Se poi il lungotevere è una discarica a cielo aperto, a chi importa?

Perché, a quanto pare, abbiamo dimenticato che, per esempio, a Londra, ogni giorno un operatore ecologico passa a raccogliere i mozziconi di sigaretta lasciati a terra, e che a Bruxelles i cassonetti dell’immondizia non arrivano al punto di scoppiare, tanto sono pieni e colmi.
Ma, soprattutto, che nelle altre città europee, sono i cittadini per primi a prendersi cura delle loro città, dando così il buon esempio a chi arriva. Che sia per due giorni o per due mesi.

Eppure, l’evoluzione è un processo. E un processo che sia tale, si compone di fasi, in progressione, che conducono ad una crescita, e non, come accade a Roma, ad una regressione.
È un ragionamento davvero basilare, possibile mai che romani e politicanti non ci arrivino? Possibile che l’unica cosa che interessi in campagna elettorale sia questa competizione tra parti politiche opposte che si fanno la guerra come nel gioco della battaglia navale finché l’avversario non affonda? Perché in campagna elettorale nessuno ci ha detto che sarebbero state immediatamente ripulite le strade della nostra bellissima città eterna? Anzi, perché subito dopo le elezioni, si è pensato bene di tappezzare Roma con manifesti politici di ringraziamento? È questo il decoro che si vuole per una vera città all’avanguardia? Ma soprattutto, è questa la città in cui vogliamo vivere?
Forse, non servirà a molto, o comunque non servirà a ripulire in un giorno le strade di Roma, ma cerchiamo noi per primi di avere rispetto per la nostra città, che poi vuol dire avere rispetto per noi stessi. Insegniamo noi, in questo modo, ai politicanti di turno ad avere rispetto per una città che si ritrovano a governare, con onori e oneri.

Che forse sì, la bicicletta è importante, e anche la questione Equitalia.
Ma se si va in bicicletta, si deve avere il diritto di camminare su strade pulite. E non serve togliere Equitalia, se poi, tra pochi giorni, bisognerà pagare la nettezza urbana, nonostante il servizio sia davvero scadente.
Con il degrado non si ha sviluppo.

 
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