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19 Aprile 2021

Pubblicato il

Violenza nei campi

Terracina, lavoratore picchiato e gettato in un canale per una mascherina

di Redazione

Terracina, lavoratore picchiato e gettato in un canale per aver chiesto una mascherina e rivendicato il suo salario; scoperte condizioni di semi schiavitù

Terracina lavoratore picchiato
Terracina lavoratore picchiato

A Terracina un lavoratore è stato picchiato perché ha chiesto ai suoi titolari una mascherina. Non è solo una vicenda di sfruttamento sul lavoro ma una storia di barbarie, quella che arriva dai campi agricoli in provincia di Latina.

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Un lavoratore di un’azienda agricola ha chiesto più volte al titolare di ricevere mascherine e altri presidi anti contagio da Sars-coV-2. I due imprenditori, padre e figlio, hanno risposto con una violenza inaudita. Prima hanno licenziato il lavoratore e gli hanno negato il salario, poi lo hanno picchiato e gettato in un canale. I titolari di 52 e 22 anni, sono ora detenuti agli arresti domiciliare e dovranno rispondere di diversi reati come estorsione, rapina e lesioni personali aggravate. A quel punto la vittima ha denunciato l’accaduto e le forze dell’ordine sono intervenute.

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Nei campi Terracina: lavoratore picchiato e condizioni semi schiavitù

La vittima, di origini indiane, aveva anche ferite al capo riconducibili all’uso di un corpo contundente. Le forze dell’ordine hanno organizzato un blitz nell’azienda e hanno scoperto una situazione di semi schiavitù: i braccianti, tutti di origine straniera, raccoglievano ortaggi e lavoravano la terra in condizioni prive di sicurezza, turni di 12 ore, nessuna giornata di riposo e neppure un supplemento economico nei giorni festivi.

 

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