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12 Maggio 2021

Pubblicato il

Valmontone, inaugurata “Una primavera di libri” a Palazzo Doria

di Redazione

Continua l'impegno del Comune di Valmontone e dell'assessorato alla Cultura a favore delle iniziative culturali

Con Alessandra Necci, storica e biografa è stata inaugurata nella splendida "Stanza dell'Aria" di Palazzo Doria Pamphilj, la cui Volta è stata affrescata da Mattia Preti nella primavera del 1661, la rassegna letteraria "Una primavera di libri", curata e presentata da Mariagloria Fontana, giornalista e scrittrice, con la collaborazione di Federico Zamboni, anch'egli giornalista e scrittore. Il Comune di Valmontone e l'Assessore alla Cultura Matteo Leone, hanno ormai da tempo realizzato una svolta decisa verso iniziative di grande valore e richiamo, affidandosi a personalità autorevoli che stanno rendendo vivace come mai, la vita culturale della città. Arte, Letteratura, Cinema, Storia e anche una serie di appuntamenti legati alle più interessanti realtà vinicole del territorio e che hanno coinvolto tutte le attività ristorative valmontonesi e che senza soluzione di continuità promuovono ogni settimana l'enogastronomia locale.

Alessandra Necci (di spalle), Enrico Diacetti, segretario generale Anci Lazio, Mariagloria Fontana, Federico Zamboni

Una spinta costante che non può non dare risultati concreti e per conseguenza la partecipazione, ogni volta, di cittadini e turisti. Naturalmente il palcoscenico dove spesso si svolgono questi appuntamenti è di forte attrattiva: Palazzo Doria Pamphilj, per buona parte restaurato, accoglie chiunque in ambienti principeschi e a breve inizieranno nuovi lavori di ristrutturazione per un'altra ala dell'edificio.

Tornando a "Una primavera di libri", il primo appuntamento, sabato scorso 27 Aprile, ha visto la storica Alessandra Necci, presentare la biografia "Isabella e Lucrezia, le due cognate", il suo libro dedicato a Isabella D'Este e Lucrezia Borgia. 

Ad aprire la conversazione è stata Mariagloria Fontana, che ha iniziato a fissare le linee guida del testo e ha subito richiamato l’attenzione sulla particolarità di due donne che riuscirono a farsi valere in un mondo dalla fortissima impronta patriarcale. L’autrice, a sua volta, ha prima introdotto il periodo storico e i luoghi in cui si svolgono le vicende delle due cognate. Diversissime per formazione e per carattere, Isabella d’Este era votata al comando e determinata a soddisfare le proprie ambizioni personali, riuscendovi benissimo grazie a un acume straordinario e a una ferrea auto disciplina . Lucrezia Borgia, invece, era molto più interessata ai rapporti umani. Tuttavia, per secoli e secoli, finì risucchiata nella vulgata che demonizzava i Borgia, dipingendo anche lei come un concentrato di lascivia e di spietatezza criminale.

Un ritratto a tinte fosche che Alessandra Necci ha smentito, accendendo una luce di verità  e chiarendo che non si trattò né di una mangiatrice di uomini, né di una avvelenatrice seriale. Ma di una donna che, pur appartenendo a una casata disposta a tutto allo scopo di accrescere il proprio potere, si ritagliò un percorso suo proprio nel quale manifestò non solo intelligenza e doti di saggia amministratrice, ma addirittura slanci caritatevoli .  Sia pure tardivamente, la rivalutazione è finalmente arrivata e infatti quest’anno sono previste, in diversi Paesi europei, varie iniziative che la ricordano a 500 anni dalla morte, avvenuta appunto nel 1519.

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Federico Zamboni, Alessandra Necci e Mariagloria Fontana

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La Necci ha pure definito quell’epoca, il Rinascimento (1300-1600), sicuramente un periodo storico, artistico e culturale di straordinaria vitalità e ricchezza ma al contempo anche una lunga stagione in cui venivano commessi senza alcuno scrupolo delitti efferati e crudeltà inaudite, e in cui lo sfarzo dei potenti si contrapponeva alla miseria di molti cittadini, costretto a vivere nella povertà più nera.

Accanto alla ricostruzione storica, però, non sono mancati i collegamenti alla realtà odierna: e se la stessa Necci ha giustamente sottolineato che di regola gli anniversari si risolvono in celebrazioni “una tantum”, che in quanto tali non portano affatto a una maggiore consapevolezza riguardo alle figure e agli avvenimenti della nostra storia nazionale, Zamboni si è spinto ancora oltre. A suo giudizio, infatti, ci si ostina a rivendicare figure e valori che non hanno nulla a che spartire con la società contemporanea. Vedi il caso di Dante Alighieri, che con il suo pensiero imperiale e metafisico è agli antipodi degli attuali modelli politici e culturali, sottomessi allo strapotere dell’economia liberista.

Il grande errore da non fare – ha precisato Zamboni – è guardare alla Storia senza avere ben chiaro che in molti casi le parole hanno cambiato di significato: le “repubbliche” del Rinascimento non vanno certo confuse con quelle odierne; le “arti liberali” di quel tempo avevano tutt’altra matrice rispetto alle “idee liberali (e liberiste)” che si sono affermate in seguito. E via di questo passo.  

Una conversazione che, nell’insieme, è stata particolarmente ricca e stimolante, anche perché fra tutti e tre gli oratori si è instaurato un clima di grande attenzione reciproca e di vero coinvolgimento. Il pubblico, numeroso e molto interessato, è sembrato coglierlo benissimo, a conferma che in questo genere di iniziative il problema non sono le tematiche più o meno “alte” ma il modo in cui le si affronta. Se la cultura – come in questo caso la Storia – smette di essere un esercizio accademico e si sposa con la vita vissuta, le persone vi si accostano volentieri. Perché comprendono che ciò di cui si ragiona riguarda anche loro.  

A completare la serata, infine, c’è stata una graditissima degustazione di prodotti gastronomici e vini del Lazio curata da Agro Camera, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma per lo sviluppo e la promozione del sistema agroalimentare e la gestione della Borsa Merci.

Mariagloria Fontana, Alessandra Necci, l'Assessore alla Cultura Matteo Leone

Il prossimo appuntamento è per sabato 18 Maggio, sempre alle 18, con Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera, autore di "C'era una volta Andreotti". Ritratto di un uomo, di un'epoca e di un Paese – Solferino editore.

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