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20 Aprile 2021

Pubblicato il

A rischio chiusura la tratta Roma-Civita Castellana-Viterbo: passeggeri nel caos

di Eleonora Cantini

Programmata una manifestazione per Giovedì 7 Novembre alle 18 al teatro "Le Sedie" di Labaro per far sentire la voce dei Comuni interessati e di tutti i passeggeri

Guai in vista per migliaia di passeggeri che ogni giorno utilizzano la cosiddetta “Ferrovia Roma Nord”, cioè la tratta Roma-Civita Castellana-Viterbo.

L’Ansf, cioè l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, il 14 Ottobre ha inviato una lettera alla Regione Lazio per chiedere conto delle soluzioni adottate sulla tratta ferroviaria in questione dopo che sono entrate in vigore le nuove norme sulla sicurezza ferroviaria dal 1 Luglio.

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Secondo quanto riporta il Comitato Pendolari, la Regione Lazio non ha mai risposto alla lettera dell’Ansf nonostante i soli 15 giorni di tempo utili per rispondere. La preoccupazione del Comitato Pendolari è che, una volta trascorso il tempo di 15 giorni, la ferrovia venga chiusa e la tratta interrotta fino a quando non saranno portati a termine i lavori per la sicurezza richiesti dall’Ansf.

Il Comitato ha quindi sollecitato e invitato tutti i sindaci dei Comuni attraversati dalla Roma Nord e migliaia di pendolari a partecipare alla manifestazione programmata per Giovedì 7 Novembre alle 18 al teatro “Le Sedie” di Labaro.

In una situazione già tragica fra ritardi, guasti e soppressioni di treni all’ordine del giorno, la chiusura definitiva della tratta arrecherebbe danni enormi a tutti i pendolari che ogni giorno si servono di questa linea per recarsi a lavoro e non solo.

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David Nicodemi, vicepresidente dell’associazione Trasportiamo, si dice preoccupato per il rischio di non vedere più partire, da un giorno all’altro, i treni dalle stazioni e di dire “addio ai raddoppi, alle innovazioni e ai sogni di gloria sbandierati dalla Regione”. Il commento di Nicodemi è stato: “Tutti con l’automobile sulla Flaminia, Cassia e Tiberina per muoversi? Oppure tutti in autobus? Bella prospettiva di mobilità sostenibile. Se dovesse accadere l’irreparabile sappiamo che il primo responsabile è l’ente proprietario, quindi la Regione Lazio, poi viene Atac nella sua manifesta incapacità di gestire una ferrovia”.

 

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