Alla Casa del Jazz Jacopo Ferrazza con il suo Trio

Il concept del disco sembrerebbe quasi quello del romanzo di formazione, in questa sua volontà di imbrigliare e spiegare un mutamento esistenziale attraverso la musica

Venerdì 3 febbraio, alla Casa del Jazz di Roma, Jacopo Ferrazza presenterà in concerto il suo nuovo lavoro discografico. Si intitola “Rebirth” l’album del contrabbassista Jacopo Ferrazza, in uscita il 3 febbraio per la Cam Jazz e inciso con il trio composto da Stefano Carbonelli alla chitarra e Valerio Vantaggio alla batteria.

Ferrazza, classe 1989, si cimenta qui con la sua prima prova da leader in un album nel quale confluiscono non solo le sue già numerose esperienze musicali, ma anche una componente emotiva molto forte che permea le 9 tracce dell’album.

Il concept del disco sembrerebbe quasi quello del romanzo di formazione, in questa sua volontà di imbrigliare e spiegare un mutamento esistenziale attraverso la musica. Ciascun brano attraversa, raccontandoli, diversi stati d’animo, per culminare nella “rinascita” raccontata proprio dal brano che dà il titolo all’album.

Ad aprire il disco è Indigo Generation, brano strutturato su un tema molto melodico, in grado però di svilupparsi con una metrica sempre diversa. Ferrazza riutilizza e scompone gli elementi armonici e ritmici in questa composizione che si rivela la più solare dell’album.

I successivi Blind Painter e Living The Bridge sono due brani molto particolari che ben illustrano le capacità di questo giovanissimo contrabbassista. Il primo colpisce per le scelte metriche audaci: continuamente cangianti, mettono in luce l’incredibile interplay con Carbonelli e Vantaggio. Living The Bridge si configura come una delle composizioni più intimiste di Rebirth.

Il ponte del titolo è quello che collega i momenti di stasi ai grandi cambiamenti della vita, e di quella calma solo apparente sa farsi interprete la musica di Ferrazza. C’è un movimento sotterraneo che ne percorre le atmosfere dilatate, ben scandito dalla batteria di Vantaggio.Atmosfere cupe in un brano suddiviso in 5 movimenti: After Wien è una continua altalena tra passato e presente.

Liberamente ispirato al Prometheus di Alexander Scriabin, la composizione è caratterizzata da diversi temi di chitarra classica che rappresentano i flashback in contrapposizione al “realismo” della batteria. Notturno e Il Teatro dei Rami sono un tuffo nel mondo onirico di Ferrazza, mai scevro comunque da una particolare tensione, a sottolineare turbamenti e riti di passaggio.

Lovers in Gravity, con le sue lunghe fughe per chitarra e contrabbasso ad amplificare una certa cupezza del brano, si caratterizza anche per l’energica batteria di Vantaggio che conferisce alla traccia un appeal quasi rock. Nel mezzo, Pirandello Madness, unico episodio dell’album a firma di Stefano Carbonelli, una suite perfettamente incastonata in questa sorta di flusso di coscienza ininterrotto.

Lo stesso che trova compimento nell’ultima traccia, Rebirth, non a caso la più lunga del disco, che ne rappresenta il compendio ideale con la sua capacità di raccontare, attraverso la musica, la complessità di un musicista che, nonostante la giovane età, ha vissuto già abbastanza da potersi permettere di rinascere. 

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55

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