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18 Settembre 2021

Pubblicato il

Lo sapevate che...

Chi si ama mangia semi, soprattutto semi di cannabis!

di Redazione
I semi di cannabis sono costituiti da un minimo contenuto di grassi saturi e non contengono per nulla grassi trans
Semi di cannabis
Semi di cannabis

Molte persone si dimenticano dell’esistenza dei semi, è strano perché dai semi proviene praticamente tutto.

Strano ma vero, succede a tutti di tralasciare quanto siano preziose piccole cose, che invece hanno una grande importanza.

Altrettante persone infatti danno ai semi un grande valore e chi colleziona semi di cannabis ne sa qualcosa.

È possibile trovare una grande varietà di semi su Sensoryseeds ed altri shop online che si occupano esclusivamente di questo settore.

Considerare i semi di cannabis un oggetto da collezione restituisce alla natura un enorme significato, vuol dire apprezzare ad un certo livello quanto viene generosamente offerto senza chiedere.

Esistono addirittura le banche dei semi, dove questi vengono custoditi gelosamente.

Poi c’è chi li consuma quotidianamente. Ebbene sì, i semi si mangiano!

I semi di cannabis, infatti, sono riconosciuti e definiti come un super alimento.

I semi si mangiano, si collezionano.. ed è impossibile fumarli

I semi di cannabis posseggono un ricchissimo profilo nutrizionale e riforniscono il corpo e la mente dell’uomo di, praticamente tutto, quello di cui ha bisogno.

Gli effetti positivi per il benessere sono innumerevoli e descritti in una serie di ricerche scientifiche passate e recenti.

Si sa che i semi di cannabis provengono da una pianta utilizzata anche per altri scopi, nei paesi dove è concesso, ma i suoi semi non producono effetti che alterano la mente.

Né in chi li mangia né in chi vorrebbe cercare in tutti i modi di fumarli.

Non si possono fumare semi! …e comunque chi ci prova ottiene soltanto una grande quantità di fumo puzzolente.

I piccoli e preziosissimi semi di cannabis sono marroncini e colmi di proteine.

Chi mangia i semi sa anche che sono ricchi di fibre e di acidi grassi salutari, omega3 e omega6 compresi.

Il giovamento che se ne può trarre va da quello antiossidante alla riduzione di sintomi per determinati disturbi.

Possono essere vantaggiosi per il benessere del cuore, per ottenere una pelle florida e possono donare sollievo alle articolazioni.

Naturalmente per chi avesse bisogno di terapie mediche è ovvio che bisogna rivolgersi al proprio medico di base.

Come pure, nel caso si volessero ottenere benefici ben precisi da una dieta, si ha sempre bisogno di parlare con il proprio nutrizionista per decidere di aggiungere semi di cannabis.

Non ci sono controindicazioni nell’assunzione dei semi, se ne può mangiare una manciata ogni volta che si presenta il desiderio di uno snack… tuttavia è bene sottolineare che per le questioni terapeutiche e gli obiettivi medici bisogna sempre fare riferimento a chi è del mestiere.

Le proteine nei semi di cannabis

A livello nutrizionale i semi di cannabis sono semi pieni ricolmi di composti nutrienti.

Come già detto, prima di tutto le proteine.

Questi semi arrivano a contenere quasi la stessa quantità di proteine che contiene la soia. Per ogni tre cucchiai, ovvero una trentina di grammi, contengono circa 9,46 grammi di proteine.

Quindi, si potrebbe addirittura dire che i semi di cannabis sono fonte “completa” di proteine.

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E come? Perché nella loro struttura posseggono i (fatidici) nove amminoacidi fondamentali.

Cosa sono gli amminoacidi?

Gli aminoacidi sono elementi di cui tutte le proteine sono costituite.

Poiché il corpo non è strutturato per produrre tutti questi composti nutritivi, le persone hanno la necessità di rifornirsi di queste e molte altre cose per mezzo del cibo. Banale ma vero.

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C’è da dire, che mettendo in relazione gli alimenti a base vegetale con la loro possibilità di dare all’uomo quello di cui necessita a livello nutritivo, non tutti sono fonti così complete di proteine come i semi di cannabis.

Quindi questi potrebbero diventare un’integrazione preziosa per una qualsiasi dieta e a maggior ragione per quelle di tipo vegetariano o vegano.

Per quanto riguarda invece gli effetti positivi che potrebbe dare al cuore, il fatto di mangiare semi.. questo dipende in particolare dalla presenza dell’arginina.

I semi di cannabis posseggono una grande quantità di questo amminoacido.

I grassi insaturi presenti nei semi di cannabis

I semi di cannabis sono costituiti da un minimo contenuto di grassi saturi e non contengono grassi trans.

Quali sono, quindi, i benefici dei grassi polinsaturi per il benessere dell’uomo?

Sicuramente è opportuno parlare degli acidi grassi omega3.

Questi in particolare sono quelli che diventano sempre più conosciuti. Sono grassi buoni che possono svolgere azioni antinfiammatorie ed ipotensive.

A contenerli sono la frutta secca, il pesce azzurro, le uova e gli spinaci.. oltre, naturalmente, ai semi di cannabis.

Grande fonte di acidi grassi detti “essenziali”, come l’acido alfa-linolenico, che è appunto un omega-3.

Come accennato precedentemente il corpo non è in grado di produrre questi acidi grassi essenziali.

Quindi oltre ai loro effetti positivi per il corpo, bisognerebbe acquisirli attraverso una dieta salutare proprio perché altrimenti il corpo non saprebbe neanche che esistono.

Essi sono fondamentali ma è ovvio che mangiare semi di cannabis non significa assumere pillole magiche.

Bisogna sempre considerarli come un’integrazione, perché per una dieta salutare la cosa importante è che sia varia e completa. A far bene non è un singolo elemento ma tutto l’insieme!

Per esempio, anche nel rapporto omega3, omega6 c’è un’importanza fondamentale.

In genere la gente è portata ad assorbire molti più omega6. Integrare la dieta con i semi di cannabis significa aiutare a creare equilibrio nel corpo.

Nel 2015 è stato condotto uno studio dal Department of Animal Science in collaborazione con il Department of Human Nutritional Sciences dell’Università canadese di Manitoba.

Secondo i risultati di questo studio aggiungendo semi di canapa e olio di semi di canapa nella dieta delle galline le uova che venivano prodotte subivano l’aumento nei livelli di omega3 nei tuorli.

Inoltre, è stato rilevato un rapporto più equilibrato tra omega3 e omega6.

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