Delitto Arce, parla Carmelo Lavorino, consulente della famiglia Mottola

Riceviamo e pubblichiamo dal  Prof. Carmelo Lavorino Consulente della Difesa della Famiglia Mottola:

"Leggo con fastidio e stupore articoli dal titolo "Il cerchio si stringe attorno al figlio del maresciallo", "Il delitto è avvenuto in caserma", "Serena sbattuta con forza contro la porta della caserma", "Un'informativa/rapporto dei Carabinieri incastra il figlio del maresciallo" e similari, dove

(1) si travisano gli esiti degli accertamenti tecnici che qualche ignorante continua imperterrito a chiamare impropriamente "perizie" (così dimostrando di "ignorare" la procedura penale),

(2) si strumentalizzano alcune nostre Eccellenze (leggere "RIS"), facendo credere all'opinione pubblica che i RIS concludano in tal senso…mentre non è vero,

(3) si attribuisce a un atto di parte – l'informativa – una valenza investigativa, tecnica e scientifica spropositata, dimenticando le regole del "giusto processo" e della cautela,

(4) non si tiene conto delle confutazioni della Difesa.

Ricordo a tutti che molti anni fa venne scritto, sempre a proposito del delitto di Arce: "Il cerchio si è stretto attorno al carrozziere Carmine Belli". Ebbene, questi si fece ingiustamente 18 mesi di ingiusta detenzione e venne assolto SOLTANTO grazie a noi del Pool di Difesa, in quanto demolimmo l'impianto accusatorio dei due Pubblici ministeri e impedimmo un terribile errore giudiziario. Ritengo che gli Inquirenti siano entrati, ancora una volta, nel deserto dell'innamoramento del sospetto e dell'ipotesi per non uscirne più, avvolti dal pregiudizio del gruppo e dell'équipe e dall'autoconvincimento riverberante. Aspettiamo la chiusura delle indagini, aspettiamo le carte, poi analizzeremo e valuteremo ia gli aspetti difensivi, sia quelli per individuare il vero assassino di Serena Mollicone". 

* Prof. Carmelo Lavorino Consulente della Difesa della Famiglia Mottola

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