05 Agosto 2020

Pubblicato il

L'intervista

Il medico di famiglia: “Prevaricati da Internet, ma attenzione ai pericoli”

di Giulia Bertotto

Medico di famiglia: come è cambiata in pochi decenni questa figura e la medicina stessa. I pazienti italiani? I più impazienti d'Europa

Medico di famiglia
Medico di famiglia

Abbiamo intervistato Alberto Cesario, medico di base che opera nel Lazio, autore di “Siate pazienti – Medico di base 2.0” presentato ufficialmente lo scorso 15 luglio. Abbiamo parlato con lui del valore della figura del medico di famiglia, del modo in cui è cambiata in pochi decenni e del paziente italiano…il quale forse, potremmo dire, è il più impaziente d’Europa.

Medico di famiglia e scrittore

“L’idea di questo libro è nata prima dell’epidemia. Si è verificato un cambiamento nel modo di essere paziente da parte della popolazione e un cambiamento proprio nel modo di concepire la medicina, che ho cercato di cogliere e raccontare. Il Covid mi ha obbligato poi a rivedere alcuni aspetti di ciò che avevo scritto. Anche mio padre era medico di base quindi ho avuto modo di notare i mutamenti nel corso delle generazioni. Il paziente una volta era un soggetto passivo che andava dal medico quando stava male, il dottore ne rilevava le problematiche e somministrava terapia e medicinali. Vi era generalmente soddisfazione da parte di entrambi.

Paziente italiano 2.0

Nel ventunesimo secolo in Italia invece, c’è di fondo una maggiore consapevolezza nei pazienti (e questo è giusto), internet ha portato la possibilità per tutti di informarsi e farsi un’idea e questo ha portato ad una prevaricazione del medico da parte dell’assistito. Oggi il paziente si mette il camice, va nello studio del dottore e gli dice quanti giorni di malattia gli ‘deve’ segnare, di quale medicinale ha bisogno, se va bene l’antibiotico che ha preso di sua volontà. Questo crea danni alla figura del medico ma anche al paziente e alla sua salute. L’utilizzo improprio degli antibiotici ha una sua casistica importante ad esempio. In Europa 30mila persone muoiono ogni anno per resistenza agli antibiotici e 10mila solo in Italia, dato eclatante che ci fa capire quanto possa essere pericoloso l’utilizzo auto prescritto di un antibiotico”.

Insomma l’italiano è il paziente europeo meno disciplinato.

“Sì, direi di si. Nel libro racconto aneddoti di ambulatorio, episodi vita privata, non vuole essere manuale scientifico ma offre anche fondamenti di medicina che un paziente dovrebbe conoscere. Infatti le persone spesso sono avide di fare indagini ma spesso non conoscono l’abc dell’organismo e io cerco di offrire semplici principi essenziali. Prima il paziente si consegnava all’autorità del medico, con rispetto e timore, ma anche gratitudine e fiducia. Tra i motivi di questa rioluzione al primo posto internet, il quale ha contribuito enormemente in questo fenomeno. Ci si rivolge alla rete per spiegare disturbi e farsi rassicurare.

Anche la medicina come scienza è cambiata, aumento delle specializzazioni e abbondanza di esami e di immagini (tac, risonanze ecc) a discapito del ragionamento. Il medico ha perso di fatto credibilità. Stravince l’immagine sull’indagine ragionata. Nonostante il medico di base conosca i pazienti per una vita intera, anche dal punto di vista genetico, psicologico e nello stile di vita. Nella medicina di famiglia dovrebbe e può prevalere il ragionamento, ma talvolta i pazienti stessi non lo permettono”.

 

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