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29 Luglio 2021

Pubblicato il

L’Italia delle “riserve” non stecca: en plein nel girone e si vola a Wembley

di Enrico Salvi

La Nazionale di Mancini nonostante gli 8 cambi nella formazione iniziale batte un Galles in 10 per buona parte della ripresa

Italia Galles Nazionale

3 su 3 per l’Italia a Euro 2020. Una discreta prestazione della Nazionale garantisce a Mancini il primo posto nel girone A: sabato prossimo alle 21 affronterà a Londra la seconda del girone C, presumibilmente una tra Ucraina e Austria, che si affronteranno domani alle 18.

8 cambi dall’inizio per l’Italia: il “turnover” funziona

Il caldo e l’umidità dell’Olimpico, gli 8 cambi decisi dal ct, le motivazione che potevano venire meno. Nonostante qualche incognita in più l’Italia non abbandona il suo credo e tiene in mano la partita anche col Galles. Partita con ritmi legittimamente inferiori, la Nazionale nel primo tempo sale col passare dei minuti al cospetto di una squadra, quella britannica, pericolosa solo con il proprio cavallo di battaglia: due colpi di testa da calcio piazzato.

Ma è proprio l’Italia che passa in vantaggio con una palla inattiva: il cross basso dalla trequarti di destra di Verratti con Pessina che attacca il primo palo e sfiora il pallone per metterlo nel lato opposto. Mancini trova le soluzioni più efficaci invertendo dopo un quarto d’ora la posizione dei due esterni d’attacco Bernardeschi e Chiesa, con quest’ultimo che è riuscito ad andare sul fondo due volte e metter il pallone in mezzo.

Nonostante la continuità della formazione data dai soli Donnarumma, Bonucci e Jorginho, gli azzurri cambiano gli interpreti ma non lo spartito (e lo spirito) tattico. Complice l’espulsione di Ampadu, nella ripresa non sale d’intensità e Mancini può aggiornare i numeri da record: 30 partite consecutive senza sconfitte, come l’Italia di Vittorio Pozzo tra il 1935 e il 1939.

Rientro di Verratti quanto mai importante

L’esordio di Bastoni al centro della difesa e di Emerson sulla sinistra, il tridente tutto nuovo ma gli occhi erano tutti puntati su Marco Verratti. La stella del PSG non giocava dall’8 maggio scorso e lo stesso Mancini in conferenza aveva detto “dopo il 45° vedremo come starà”. Invece il centrocampista abruzzese ha giocato 90 minuti dando conferme fisiche e tecniche importantissime. Dopo un inizio piuttosto contratto è salito di colpi dopo l’assist per Pessina. Geometrie gestite con freddezza prima con Jorginho e poi Cristante: arriveranno avversari più duri e centrocampi con più qualità, ma ora tra Locatelli e Verratti c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Attenzione alle distrazioni difensive

Nella prestazione dell’Italia stavolta non tutto è oro quel che luccica. Non c’è stata la gestione perfetta delle prime due partite, con ritmi e accelerazioni quasi programmate per chiudere la contesa. Oggi è mancata la voglia (ma anche la necessità a dire il vero) di chiudere la partita, complice l’atteggiamento di un Galles impegnato a fare calcoli di differenza reti ma che comunque ha avuto due occasioni nitide per pareggiare, anche in 10. La prima su un errore individuale di Acerbi, la seconda sull’ennesimo calcio piazzato in cui Bale – lasciato colpevolmente da solo in mezzo all’area – ha sparato alto il sinistro al volo.

Dopo l’espulsione di Ampadu, l’Italia nei 35 minuti finali non ha raddoppiato seppur in superiorità numerica, anzi. Con i Dragoni ancora più compressi dietro non sono state trovate le soluzioni che hanno scardinato prima Turchia e poi Svizzera. Distrazioni difensive da palla inattiva e ritmi a tratti lenti: prima degli ottavi di finale ci sono fronti su cui lavorare. La fase ad eliminazione diretta non perdona.

 
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