03 Marzo 2021

Pubblicato il

Interrogatorio di Garanzia

Omicidio Colleferro, Pincarelli: “Non sono amico dei Bianchi, mai colpito Willy”

di Redazione

L'interrogatorio di garanzia si è svolto in videoconferenza dal carcere di Rebibbia, dove l'indagato è recluso

omicidio Colleferro
Willy Monteiro Duarte, murales

Omicidio di Colleferro. Dopo il rinvio a causa della positività al Covid, Mario Pincarelli ha risposto ieri pomeriggio, 18 febbraio, alle domande del Gip del Tribunale di Velletri.

Omicidio di Colleferro, 4 indagati

L’interrogatorio di garanzia si è svolto in videoconferenza tra il carcere di Rebibbia, dove il giovane è recluso, e l’ufficio del magistrato veliterno.

Mario Pincarelli è uno dei quattro indagati di Artena per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, ucciso nel corso di un pestaggio avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro. Si tratta del secondo interrogatorio di garanzia, dovuto al cambio della contestazione di reato che, da omicidio preterintenzionale, è diventato omicidio volontario.

Da Rebibbia, con a fianco il suo legale Loredana Mazzenga, il giovane ha rinunciato alla facoltà di non rispondere, percorso, quello del silenzio, scelto la settimana scorsa dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi, e da Francesco Belleggia, l’unico dei quattro ai domiciliari.

Mario Pincarelli: “Solo conoscenza con fratelli Bianchi”

Pincarelli avrebbe chiarito il legame con i Bianchi, non proprio un’amicizia, più una conoscenza.

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Avrebbe sostenuto di non essere un esperto di arti marziali. Ma soprattutto ha tentato di chiarire il contenuto del dialogo intercettato tra lui e il padre quando quest’ultimo, 20 giorno dopo l’arresto, è andato a trovarlo in carcere.

In quella circostanza, nonostante il padre lo inviti a tacere e a raccontare solamente all’avvocato, Pincarelli dice, riferendosi a Willy, “solo ci so, ci so tirato”. Queste parole in dialetto significano che lo ha colpito e ribadendo in un secondo passaggio.

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“Gli so tirato quando steva da per terra a chiglio” cioè, “L’ho colpito quando era per terra”. Ed anche “me c’hanno fatto cascà sopre” cioè “mi ci hanno fatto cadere addosso”.

Una prova del fatto, secondo la procura, che anche lui ha colpito il ragazzo che poi è morto, rafforzata anche da un testimone che ha riferito agli investigatori “ricordo che Willy era a terra, immobile, e Mario Pincarelli gli si avvicinava e gli tirava un calcio sul volto”.

Nel suo interrogatorio, ha tentato di dare una spiegazione diversa a quelle parole sostenendo di non aver colpito la vittima. 

 
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