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05 Agosto 2021

Pubblicato il

Ospedale Colleferro: “Vi prego aiutateci a fermare questo atto”

di Redazione
A parlare i dipendenti del Parodi Delfino che verranno spostati in altri reparti oppure trasferiti a Palestrina

La seconda notte in tenda è appena trascorsa. Il presidio permanente organizzato dall'Associazione In difesa dell'Ospedale di Colleferro sta andando avanti ormai da giovedì 2 luglio. Da giorni giovani, meno giovani, studenti, professionisti, medici, infermieri, si stanno dando il cambio nel presidio organizzato dall'associazione per raccogliere firme, sensibilizzare i passanti in merito a una decisione scellerata dei vertici regionali e aziendali della Asl RMG che intende trasferire i reparti di ginecologia, ostetrica, nido e pediatria presso l'ospedale di Palestrina.

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"Ieri c'è stato un incontro con i sindaci del territorio, compreso il neo sindaco di Colleferro, del quale non abbiamo ancora notizia e la cosa non ci conforta affatto – affermano i rappresentanti dell'Associazione In difesa dell'Ospedale – noi andiamo avanti con la nostra protesta. Colleferro non può perdere questi reparti, significherebbe un primo passo verso la chiusura totale di un ospedale nato insieme alla città 80 anni fa". In questi giorni al presidio c'è stata una solidarietà incredibile, cittadini di Colleferro ma anche di paesi limitrofi che sono venuti appositamente per firmare la petizione contro la chiusura, chi invece si è fermato per saperne di più, chi ancora si è fermato per portare cibo, bevande, ombrelli per il sole e ombrelloni per la pioggia alle persone che si alternano da giovedì davanti l'ospedale.

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Scene anche commuoventi da parte dei dipendenti che, secondo ordine di servizio, stanno svolgendo gli ultimi turni a Colleferro per poi essere trasferiti o in altri reparti o a Palestrina. "Vi prego aiutateci a fermare questo atto – ci dicono all'alba di questa mattina con gli occhi pieni di lacrime – questi reparti non possono chiudere così. La storia delle nascite a Colleferro non può finire in questo modo assurdo".

L'associazione non ha intenzione di fermarsi, neanche di fronte all'evidenza dei fatti. Il presidio prosegue e si va avanti, per arrivare ai vertici.

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