Il quartiere della Balduina a Roma, tra locali gourmet e case di lusso

La Balduina, realizzata ai primi del ‘900 sulle pendici di Monte Mario, prende il nome da Baldovino del Monte, nobile romano

Panorama del quartiere romano della Balduina

Panorama del quartiere romano della Balduina

Piazze pedonali, edilizia residenziale di lusso, nuovi ristoranti gourmet, arene cinematografiche estive e futuristiche funivie per connettersi, finalmente, con il resto della città. La Balduina ci prova. Dopo molti anni di declino il quartiere residenziale di Roma nord-ovest sembra finalmente aver preso la strada per il rilancio. Un percorso costellato da molte iniziative private e da qualche progetto pubblico che, in caso di messa a terra, potrebbe rappresentare una svolta per tutta l’area. Oggi si respira una sensazione di rinascita nel quartiere. Lo si vede da tante cose: dalla presenza di comitati di quartiere dinamici e molto rappresentativi che chiedono progettualità pubbliche e lavorano per il rilancio del commercio, al rinnovamento edilizio che come sempre è un termometro molto affidabile per capire dove stanno andando i capitali. La saturazione di molte altre aree della città ha spostato il mirino degli sviluppatori proprio sulla Balduina.

Balduina, progetto di riqualificazione

Nel quartiere si stanno avvicendando interventi di edilizia di alto livello. Il primo è stato quello che ha portato, per la verità già alcuni anni fa, alla nascita di quella che tutti chiamano “la palazzina di piazza Socrate“. I ben informati parlano di residenti stranieri e vip, tra terrazze super panoramiche con vista cupola di San Pietro e piscine nascoste sui tetti e tra i giardini dell’immobile. Poi, a mano a mano, sono arrivati gli altri progetti: il vicino e lussuoso intervento denominato “terrazza Fedro“, la nuova palazzina al posto dell’ex clinica degli orrori di viale delle Medaglie d’oro, denominata ‘Balduina 142‘. Il restauro, con sopraelevazione, del vicino villino. Ancora, ci sono le “Terrazze della Balduina” di via Lattanzio, il cui cantiere è però ancora ricordato con rabbia da molti abitanti per i lunghi disagi dovuti al crollo di un lato di via Livio Andronico. Un intervento, ancora in questi giorni, al centro delle polemiche dei residenti per gli interventi ai piani alti del cantiere, ormai quasi ultimato.

L’asse di via Cadlolo si prepara a diventare il boulevard di lusso del quartiere. Oltre agli interventi già citati, l’area vede la presenza di Villa Miani, che ha recentemente rinnovato l’elegante muro di cinta esterno, l’hotel a cinque stelle Walford Astoria, che nei mesi scorsi si è rifatto il trucco restaurando le facciate e che ospita l’unico ristorante a tre stelle Michelin di Roma, “La Pergola“, e poi altre ville abitate da personaggi noti e produttori cinematografici. Resta, però, il tema della rotonda di piazza Socrate, oggi piuttosto abbandonata a se stessa. Molti cittadini, sui social, chiedono da tempo che diventi un belvedere. Un tentativo in tal senso è sul tavolo: è quello che chiede di dirottare le opere di urbanizzazione delle “Terrazze Fedro” per realizzare una terrazza super panoramica con tanto di arredi e un parco lineare dalla rotonda fino a Villa Miani.

Le origini della Balduina

Mattone a parte, il quartiere su altri settori è ancora in fase di transizione. I residenti lo sanno: La Balduina, realizzata ai primi del ‘900 sulle pendici di Monte Mario e che prende il nome da Baldovino del Monte (1485-1556), nobile romano che lì possedeva vasti terreni, da anni soffre di due giganteschi problemi: l’assenza di spazi pubblici e il declino del settore commerciale. Abitato fino a qualche decennio fa da una classe medio-alta, legata prima alle corporazioni e poi alle professioni, il quartiere ha visto nel tempo la sostituzione dei suoi storici abitanti con una classe media diffusa dal minore potere di acquisto. La conseguenza è stata la fuga e la chiusura di molti esercizi, griffe ma anche negozi storici, e la loro sostituzione con locali di scarsa qualità. Non a caso la Balduina è ritenuto un quartiere “anziano”, solo un tempo prestigioso come i non lontani Parioli, con cui condivide uno stile architettonico misto, tra i villini del ‘900 e le palazzine nate tra il dopo guerra e gli anni della cortina.

Anche sul fronte commerciale e della ristorazione, però, qualche scatto in avanti si nota.
Un esempio sono i nuovi negozi sotto i portici di piazza della Balduina, restati desolatamente vuoti per molti anni. Da poco sono arrivati negozi come Tim o Kasanova. E c’è una rinnovata profumeria. Piccoli segni di ripresa che vanno a rafforzare l’offerta commerciale di un’area che vede resistere anche alcuni celebrati negozi storici come Castroni, La Città del sole, l’edicola-libreria Mondadori Point non troppo lontana da Passaparola, l’altra libreria che insiste sulla piazza.

I ristoranti più in voga alla Balduina

Finalmente frizzante anche il settore dei ristoranti. Se “La Pergola” di Heinz Beck brilla sul gradino alto del podio diversi locali gourmet stanno facendo di tutto per imporsi sulla scena: dopo “Fodoo” e “Altro Giro” in piena pandemia è arrivato, al vertice alto del quartiere, “Vivi Bistrot le Serre”, diventato in poco tempo il luogo più mondano della Balduina e location per cene al lume di candela e aperitivi all’aperto, anche grazie all’arredo rétro e le sue luci soffuse. Da qualche anno spopola tra le pizzerie gourmet “Al 384″, del premiato Roberto Ferrone.
L’enoteca “Belsito” è ormai un punto di riferimento per gli appassionati di vino. Poco più su, da qualche tempo, ha rinnovato gli arredi lo storico “Da Luciano”. E da pochi giorni è arrivato “Dema“, nuovo locale gourmet di via Festo Avieno.

I privati, insomma, ce la stanno mettendo tutta. E la parte pubblica? Il rilancio definitivo del quartiere potrebbe passare dalla pedonalizzazione di piazza della Balduina. Se ne discute da anni. E sui social sono stati lanciati anche sondaggi che hanno coinvolto centinaia di cittadini, in particolare sulle pagine Facebook dell’associazione Balduina’s, che conta 6.500 iscritti e 72 associati alla sua rete di negozi di quartiere. “I commercianti sul lato dei portici sono contrari- ci ha spiegato il presidente Carlo Breschi– quelli sulla piazza si dividono tra i favorevoli, realizzando però parcheggi alternativi, e quelli meno entusiasti. I residenti, invece, sono favorevoli, sempre a patto di poter parcheggiare da qualche parte”.

Un parcheggio sotterraneo

La soluzione potrebbe essere un parcheggio sotterraneo sotto la piazza o sotto il mercato Belsito. La suggestione è quella, di creare qualcosa di simile a piazza Cavour, con la circolazione permessa tutto intorno e, al centro, un grande giardino o una piazza dotata di una fontana o di una statua. “Dal nostro osservatorio- ci hanno spiegato i ragazzi della vicina sede del Pd- registriamo una maggioranza di cittadini favorevoli. I sotto servizi di cui si discute da anni, così come i terreni argillosi, non sono un problema insuperabile”.

Se per piazza Giovenale il consigliere Dem Lorenzo De Santis annuncia il varo di un progetto per “aprirla sullo stile di piazza Testaccio, riducendo spazio per le auto e aumentandolo per le persone”, per piazza Mazzaresi si punta al rinnovo del mercato coperto. La struttura in cemento armato che ospita i banchi oggi è fatiscente, aggredita da un lato da diverse bancarelle ambulanti. All’interno gli spazi sono mezzi vuoti e i banchi attivi sono pochi. L’idea del Pd, partito di riferimento del presidente del XIV Municipio, Marco Della Porta, è quella di mettere in sicurezza l’edificio e poi creare al suo interno uno spazio polifunzionale che veda la presenza degli operatori dell’ortofrutta, ma anche altro, come quella di banchi per la somministrazione “come nei mercati europei- spiega De Santis– e poi magari servizi per i cittadini”.

“E’ una vergogna- aggiunge sullo stesso argomento Breschi– per troppi anni il Municipio ha causato danni alla cittadinanza lasciando nell’incuria piazza Mazzaresi. Andrebbe denunciato. Ci sono pochi banchi, le bancarelle esterne si sono allargate. Come Balduina’s da anni ci stiamo occupando del problema. Il progetto di messa in sicurezza del 2018 non è nemmeno mai partito e noi nel 2019, anche per questo, abbiamo presentato un esposto al sindaco e ai vigili. Inoltre il centro anziani è chiuso. Va riaperto. Magari insieme a una libreria e un cineforum”. Proprio il cinema è un’altra delle carte di rinascita de La Balduina. Pur non avendo più una sala, il quartiere ha ospitato l’estate scorsa ben due arene all’aperto: il “Cinema Balduina” al parco della Vittoria, e lo schermo a Monte Ciocci dei Ragazzi del Cinema America che a luglio hanno portato, tra gli altri ospiti, il premio Oscar, Oliver Stone, e Carlo Verdone.

L’ultimo tassello è, infine, quello della mobilità. Alla Balduina aspettano con ansia il prolungamento della ciclabile da monte Ciocci al centro, con una biforcazione che da un lato sfrutti i ponti verso il Vaticano e dall’altro la discesa verso via Cipro, per riannodarsi alla pista su via Andrea Doria. “Come Pd- ricorda sempre De Santis– ci stiamo lavorando, così come per l’ampliamento del percorso del 990L da via Massimi a Cipro con passaggi interni a piazza della Balduina”. E infine c’è la funivia tra Belsito e Flaminio, da un lato, e verso piazzale Clodio, dall’altro, dove in futuro si collegherà con la linea C.
Inserito nel Pums a oggi resta, però, un progetto da finanziare.
Ma il vero sogno dei visionari del quartiere è un altro: trasformare il simbolo della Balduina, l’antenna della Rai di via Cadlolo, in una torre panoramica con tanto di ristorante tra le nuvole. (Zap/ Dire)