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Difesa di ferro

Real Sociedad-Roma: muro a oltranza, gestione difficile ma vincente

di Enrico Salvi
Il ritorno degli ottavi di Europa League restituiscono una Roma fin troppo difensivista ma quasi inscalfibile. Il manifesto dei giallorossi in Europa con Mourinho in panchina
Smalling in azione in Real Sociedad-Roma
Smalling in azione in Real Sociedad-Roma
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Poteva creare qualche insidia, ma al termine di Real Sociedad-Roma resta la sensazione di una squadra che in queste situazioni, tecniche e ambientali, sia difficilmente battibile.

Gestione conservativa, forse troppo

Nel primo tempo il tiro da Dybala di pochissimo a lato, nei minuti di recupero il gol su palla inattiva annullato a Smalling. Una Roma anche più pericolosa dei rivali nonostante un gioco di rimessa, nel secondo tempo concede campo, possesso e occasioni in maniera deliberata puntando sulla compattezza difensiva.

Non è uno spartito dissimile dalla volontà del suo allenatore, e sono dinamiche viste anche nella cavalcata che l’ha vista vincere la Conference League l’anno scorso. Tra pedigree europeo della squadra, plasmata sulle caratteristiche di Mourinho e dei giocatori in campo, la Roma è questa: folate offensive soprattutto in casa e contenimento in trasferta. Il risultato è una gestione del risultato conservativa, forse anche troppo, ma in fin dei conti efficace: nell’arco dei 180 minuti i giallorossi sono difficili da battere.

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Solidità difensiva

La Real Sociedad è saldamente al quarto posto in Liga, con due punti in meno in classifica rispetto alla Roma in Serie a parità di partite. Il pericoloso scivolone con il Sassuolo poteva essere un campanello d’allarme, ma dopo aver preso 4 gol in 90 minuti la Roma è tornata ad essere una cassaforte difensiva. Tornando al quartetto standard, con Rui Patricio che dev’essere citato perché ha sventato al 68′ l’occasione più pericolosa dei baschi. Mancini, Smalling e soprattutto Ibanez hanno espresso una prestazione notevolissima e con questo reparto arretrato collaudato la Roma nell’urna di Nyon quantomeno non è ben vista dalle avversarie: non è facile passare.

Battaglia dura, recupero non semplice

Nonostante la qualificazione sia arrivata con due gol di margine, come atteso non è stata una partita facile. Se la ripresa è stata prevalentemente di “trincea”, il primo tempo è stato molto duro, soprattutto in mezzo al campo. Gioco spezzettato da tante entrate dei sanitari per soccorrere Spinazzola, Dybala, Cristante, infine Karsdorp costretto ad uscire per fare posto a Zalewski. Aggiungiamo a questo l’ora di gioco con Belotti col tutore al polso, i quasi 90 di Pellegrini con i 30 punti di sutura sulla fronte, le indisposizioni totali (di Matic) e parziali (di Abraham). Acciacchi più o meno pesanti si sommano e il tempo per recuperare è poco, meno di 72 ore. È vero che il derby vedrà di fronte una Lazio anch’essa impegnata in Europa (e con un orale più basso dall’eliminazione in Olanda) ma bisogna usare al meglio gli uomini con questi impegni ravvicinati. La pausa per le Nazionali aiuterà.

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