Roma, sezionavano cadaveri nel cimitero di Prima Porta e chiedevano soldi alle famiglie

13 dipendenti Ama e 3 dipendenti di diverse agenzie funebri sono stati accusati di vilipendio di cadavere e truffa

Cimitero

Nel cimitero di Prima Porta a Roma dipendenti di alcune ditte di onoranze funebri avrebbero disseppellito da tre loculi diversi cadaveri per sezionarli e ridurli a pezzi con degli specifici arnesi. Successivamente avrebbero richiesto alle famiglie dei deceduti una somma pari a 300 euro per procedere a un “idonea estumulazione”.

Cimitero

Grazie alla Procura di Roma 13 dipendenti Ama e 3 impiegati di diverse agenzie di onoranze funebri si sono dovuti presentare davanti al Tribunale di Roma. I soggetti sono accusati dal Pm Beccia di reati di vilipendio di cadavere e truffa in concorso.

Il primo caso

Il primo caso verificato dalla Procura risale al 27 gennaio 2020. Una delle agenzie funebri imputate avrebbe chiesto a 6 dipendenti dell’Ama di “mutilare” il cadavere di un defunto, situato in un loculo di una cappella del cimitero. La municipalizzata sarebbe arrivata armata con un coltello e con attrezzi utili a sezionare la salma in più parti. Una volta finita la pratica, avrebbero chiamato i parenti del defunto chiedendo una somma di 300 euro necessaria al trasferimento dei resti in una cassa più piccola e per la lucidatura di questa.

Le dichiarazioni

Gli imputati hanno dichiarato di aver fatto credere alla persona offesa che questa somma sia un’aggiunta di legge nell’imputazione, e che fosse necessaria per procedere alla legittima attività di estumulazione della salma”. In realtà gli addetti avrebbero sventrato i cadaveri, “per riporre poi i resti nella cassetta ossea”.

Le indagini

Alcuni degli imputati hanno ammesso che gli stessi scenari sarebbero avvenuti il 23 e il 30 gennaio 2020, chiedendo rispettivamente 300 euro per il primo corpo e 50 euro per il secondo. L’organizzazione illegale è stata scoperta dal sistema di sorveglianza dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile nel cimitero Flaminio.

Le telecamere, nascoste tra i fiori dei loculi, hanno ripreso i dipendenti dell’Ama con la loro divisa arancione mentre afferrano un cadavere per sezionarlo. Il corpo, successivamente, viene tagliato con un coltello e i resti vengono buttati nell’ossario comune. Il loro obiettivo era arrotondare lo stipendio, secondo quanto hanno dichiarato.

La prima udienza del processo è fissata per il prossimo ottobre, quando saranno ascoltati i primi testimoni.