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11 Luglio 2020

Pubblicato il

Si può denunciare per offese e insulti? Attenzione perché non si può più

di Manuel Mancini

Attenzione perché non si può più denunciare per offese e insulti ricevuti. L'ingiuria non costituisce più reato

Qualcuno ti ha detto una parolaccia, ti ha insultato davanti a tutti, in mezzo a una strada o durante un’assemblea di condominio? Attenzione perché non si può più denunciare per offese e insulti ricevuti. Questo perché il reato di ingiuria è stato depenalizzato e trasformato in un semplice illecito civile: per dirla con parole povere, tutto ciò che si può fare è agire in causa per ottenere il risarcimento del danno, ma la fedina penale del colpevole resterà immacolata. Tutt’al più, alla fine del giudizio, il giudice lo condannerà a pagare un’ulteriore multa, in favore delle casse dello Stato, ma di tutto il procedimento non resterà mai alcuna traccia.

“Giorni fa mi è capitato un caso molto interessante. Una mia assistita è stata vittima di numerose ingiurie, però, a seguito del pacchetto delle depenalizzazioni approvato da parte del Governo, sono stata costretta a dirle che un’ingiuria o le offese contro una persona non sono più oggetto di denuncia e quindi di procedimento penale. – ci dichiara l’Avvocato Lara Caschera – Allora mi è sorta la questione: ‘Come possono essere tutelate queste persone?’ Sino a oggi l’ingiuria è stata punita con la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a 516 euro, perché si incorreva nel penale. Con la depenalizzazione, le cose cambiano; le cause diventano civili, però la sanzione è aumentata perché, anche se si incorre nell’illecito civile, la multa varia da 100 a 8.000 euro di risarcimento.

‘Come può difendersi la vittima?’ – continua l’Avvocatessa Caschera – A differenza del passato chi è stato ingiuriato non dovrà più sporgere querela ai Carabinieri o depositare tale atto presso la Procura della Repubblica, ma dovrà intentare una causa ordinaria, di tipo civile, a seconda della gravità del danno e quindi richiedere l’importo di risarcimento. Il Giudizio andrà intrapreso davanti al Giudice di Pace o davanti al Tribunale. Ovviamente se ci sarà una sentenza di condanna, sempre parliamo di causa civile, il Giudice obbligherà il colpevole a pagare il risarcimento dei danni e una sanzione civile alla cosiddetta Cassa delle Ammende.

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E’ rimasta dunque la tutela della vittima dell’ingiuria nella causa civile e le sanzioni non sono meno efficaci, anzi. – conclude Lara Caschera – Prima della causa, l’Avvocato della parte lesa potrà fare una diffida , una messa in mora affinché tale fatto ingiurioso non si ripeta più. Per concludere: a seguito dell’approvazione del pacchetto delle depenalizzazioni con il Decreto Legislativo datato 15/01/2016, n.7, i casi di ingiuria che precedentemente venivano perseguiti penalmente, ora non lo sono più, ma, per tornare al caso della mia assistita ingiuriata, potrà essere tutelata efficacemente”.

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