Sri Lanka: la fabbrica dei sogni

Lo Sri Lanka è un territorio pieno di meraviglie, tanto da essere stato utilizzato come scenario di molti film, anche di culto

In Sri Lanka il cinema è arrivato tardi, sia per quello che riguarda le proiezioni nelle sale cinematografiche dei cult più seguiti a livello internazionale, sia per la possibilità di realizzare film a livello locale. In Sri Lanka, infatti, il mercato è rimasto sotto il dominio esclusivo della produzione indiana, almeno fino al 1947, dal 1948, invece, le tre società di distribuzione nazionali cominceranno anche a produrre pellicole.

Sri Lanka terra di set cinematografici

Lo Sri Lanka è un territorio pieno di meraviglie, tanto da essere stato utilizzato come scenario di molti film, anche di culto, come Indiana Jones. Certo visitare di persona il territorio, che ha fatto da set a tanti capolavori, può essere ancora più sorprendente.

Possiamo immergerci nella cultura secolare di Anuradhapura e i suoi grandi monasteri: Mahavihara, Jetavana e Abhayagi che fanno parte del Recinto Sacro. Possiamo esplorare il sito archeologico di Polonnaruwa, dove si trova il Palazzo Reale, uno dei monumenti più strabilianti dell’isola, o possiamo avere la sensazione di camminare in un sogno antico visitando il Tempio del Dente del Budda di Kandy e ancora, perderci nelle meraviglie di Dambulla, Sigiriya, Galle o del Parco Nazionale di Yala, senza contare le splendide spiagge dove fare surf o avvistare addirittura balene.

Prima di andare in avanscoperta in un posto così lontano dall’Italia, però, i viaggiatori dovranno mettersi alla ricerca preventiva dei luoghi dove mangiare e alloggiare in modo conveniente e a tentare di acquistare i biglietti aereo ad un prezzo scontato. Dovendo viaggiare verso un continente diverso dal nostro, tra le altre necessità, è il caso d’informarsi riguardo il visto: quest’ultimo è indispensabile per entrare, e si può ottenere anche tramite siti che si occupano del visto per lo Sri Lanka come srilankavisa.org, ad esempio, in modo da non perdere l’occasione di visitare questa terra unica per una dimenticanza così importante. Soprattutto per chi parte per la prima volta, c’è solo da rimanere affascinati da questa terra, che consente in certi casi un vero e proprio ritorno alle origini dell’umanità.

Per avere un’idea dei panorami, basta rivedere delle pellicole storiche, come “Il ponte sul fiume Kwai”, diretto da David Lean, girato interamente in Sri Lanka, oppure “Tarzan – l’uomo scimmia” e “Le avventure di Tennessee Buck” diretto da David Keith. Parlando del cinema cingalese, invece, non si può fare a meno di dedicare delle righe a Katugampala.

Il regista Katugampala

Il regista Suranga D. Katugampala, figlio di un’immigrata cingalese in Italia, ha preferito tornare nello Sri Lanka per il lancio internazionale del suo film “Per un figlio”. La pellicola è stata data in anteprima nella sala dell’Agis, a Roma, ed è stata realizzata con un cast interamente cingalese. Un’impresa molto coraggiosa, quella di Katugampala perché, pur essendo già un docente a contratto di video narrazione, ha preferito presentare le dimissioni, chiedere un prestito e partire per la terra natia, per organizzare il suo film. Obiettivo principale era quello di coinvolgere la grande attrice Kaushalya Fernando e Channa Deshapriya, celebre direttore della fotografia.

Le prime difficoltà, dopo aver ottenuto l’appoggio della Fernando e della Deshapriya, sono arrivate proprio dall’Ambasciata italiana a Colombo, che gli ha negato i visti di lavoro per i componenti del cast e lo ha costretto ad optare per quelli turistici. Tornato a Verona, però, è riuscito ad avere il supporto della Comunità cingalese, che lo ha aiutato sia per la logistica, che l’ospitalità degli attori, contribuendo anche con piccole somme e pasti caldi. Un film nato dalla sua volontà ferrea, dai suoi sacrifici, e dall’appoggio della Casa di produzione indipendente Ginafilms.

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