Sutri, nuovo stop al processo a Sgarbi per la frase “mentalità mafiosa”

Sgarbi è accusato di "diffamazione aggravata a mezzo stampa" per fatti risalenti al 2018, durante il suo mandato come sindaco di Sutri
Di Morena Di Giulio
Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

Nuovo stop, ieri, mercoledì 16 ottobre, al processo per diffamazione, cui è imputato Vittorio Sgarbi. Questa volta dovuto a “un difetto di notifica”, dell’udienza predibattimentale programmata davanti al giudice Giacomo Autizi, che è stata quindi “rinviata a dopo la Befana”.

In tribunale Sgarbi, 72 anni, attuale sindaco di Arpino, “non si è presentato”, e nemmeno il suo storico difensore di fiducia, sostituito dall’avvocato Domenico Gorziglia del foro di Viterbo.

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L’accusa per una frase del 2018

Sgarbi è accusato di “diffamazione aggravata a mezzo stampa” per fatti risalenti al 2018, durante il suo mandato come sindaco di Sutri. Le presunte vittime sono “l’allora consigliere comunale Alessio Vettori e altri esponenti del Movimento popolare“.

A dicembre 2018, Sgarbi, attraverso il suo ufficio stampa, aveva diffuso un comunicato dal titolo: “A Sutri clima politico infuocato. E nuove minacce. Che Vittorio Sgarbi, sindaco dallo scorso giugno, denuncerà lunedì in procura“. Nel comunicato, affermava: “Oggi posso dire che, per metodi, l’intimidazione, l’ignoranza, il ‘Movimento popolare’ è una espressione di mentalità familistica e mafiosa, che si era infiltrata in ‘Rinascimento’, per esprimere suoi interessati e servili rappresentanti in consiglio comunale.

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La querela

A fronte di queste accuse, il Movimento popolare e il consigliere Vettori presentarono querela per tutelare la propria onorabilità e per garantire la propria totale estraneità rispetto alle asserite vicende di infiltrazioni mafiose“.

Il 5 novembre 2022, Vettori e gli esponenti del movimento, assistiti dagli avvocati Franco Moretti e Luca Vettori, hanno annunciato di avere appreso “con soddisfazione la decisione con la quale il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Viterbo ha ordinato alla procura della repubblica di esercitare l’azione penale nei confronti del sindaco Vittorio Sgarbi con l’accusa di diffamazione aggravata dall’uso del mezzo della stampa“.

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Al momento però, nessuna svolta sul processo, resta da attendere il nuovo anno per capire se Sgarbi sarà condannato o meno.

 
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Cronaca

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