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25 Novembre 2020

Pubblicato il

Questione di Comunicazione

Appello mascherine, che succede se il governo si allea con l’influencer?

di Cristina Colantuono

Mascherine, Conte chiama Fedez: il potere comunicativo degli influencer non fa gola solo alle aziende che vogliono vendere ma anche a chi ha responsabilità a livello comunitario

Mascherine influencer
Il presidente Conte e Fedez

Se per convincere a indossare le mascherine si ricorre all’influencer. Quando ti chiama qualcuno di importante è un conto, quando ti chiama il Presidente del Consiglio dei ministri è tutta un’altra cosa ancora.

E l’argomento non può che essere di interesse pubblico oltre che di rilevata importanza.

E’ quanto successo qualche giorno fa.

Se l’influencer invita alle mascherine: Conte si è dimostrato umile e coraggioso

Giuseppe Conte ha infatti chiamato Fedez e Chiara Ferragni per una richiesta molto accorata: coinvolgerli nella promozione della mascherina contro il diffondersi del contagio del Covid-19.

Per le menti più sofisticate era questione di tempo, per gli antiquati non sarebbe mai potuto succedere, per i negazionisti è un ulteriore passo falso dei potenti.

Io lo vedo come un passo avanti. Un’evoluzione di rapporti troppo statici nel tempo che finalmente ha scovato punti in comune per andare oltre termini e definizioni e ne ha approfittato.

Elementi di sacro e profano che provengono da origini, ambienti certamente diversi ma che possono evidentemente avere un obiettivo comune: quello di invitare ad un’azione pro-sociale.

La vita e la sua tutela è un bene comune che non conosce età, condizione economica e professione.

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Tutto il mondo e tutti gli uomini non possono esimersi dal collaborare contro questa pandemia.

Una questione di Comunicazione

E con la scelta di avvicinarsi a personaggi altrettanto famosi non per carriera o formazione ma per ammiratori e fan, il Presidente ha dimostrato arguzia e modernità oltre ad una buona dose di umiltà e coraggio.

Da qui si sono aperte le acque tra la schiera dei sostenitori e quella dei detrattori.

Rimanendo sui social, alcuni tweets sono esemplari:

Burioni ha citato un noto ricorso storico: Non criticate Conte perché ha chiesto aiuto a Fedez e ChiaraFerragni per promuovere l’uso della mascherina. Nel 1956 la copertura vaccinale USA contro la polio balzò dallo 0,5% a oltre l’80%. Uno dei motivi fu la vaccinazione in diretta televisiva di Elvis Presley”.

L’Avv. De Cesaris ha colto la potenzialità di diffusione del messaggio: Grazie alla capacità e alla generosità di ChiaraFerragni e Fedez il messaggio dell’importanza dell’uso della mascherina arriverà a tantissimi giovani! Ottima iniziativa.

Poi ci sono anche gli utenti meno in voga che apprezzano il gesto.

Se pensate che il Governo sia incapace solo perché Giuseppe Conte ha chiesto aiuto a Chiara Ferragni e Fedez per sensibilizzare i più giovani all’uso della mascherina, non solo non capite un cazzo di politica ma non capite una minchia manco di comunicazione (Luce)

Oppure quelli che ne approfittano per una considerazione educativa.

Invece di rompere i coglioni perché Conte ha chiamato Fedez e Ferragni per promuovere l’uso delle mascherine perché non vi chiedete come mai i vostri figli non danno retta a voi ma agli influencer? (una donna)

O chi si meravigliano dell’evento eclatante.

Conte che chiama Fedez per dirgli se può fare delle storie dove esorta i giovani a mettere la mascherina perchè non possiamo permetterci un secondo lockdown. Raga stiamo vivendo la mai uscita quarta stagione di Boris? (Marika)

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Senza dubbio siamo al cospetto di una situazione specchio dei tempi. Gli influencer hanno un potere comunicativo enorme che non fa gola solo alle aziende che vogliono vendere ma anche a chi ha responsabilità a livello comunitario.

Ma cosa c’è dietro la scelta di Conte? La psicologia!

L’uomo funziona con schemi automatici di comportamento che lo aiutano ad economizzare le energie ma al tempo stesso lo rendono vulnerabile di fronte a chiunque ne conosca il funzionamento.

Esistono alcuni segnali attivanti che mettono in moto le risposte automatiche, parliamo quindi di “programmi” che si basano su principi psicologici o stereotipi, a volte sono consci ed a volte no, che dirigono le azioni umane.

Parliamo della persuasione e con questa scelta, Conte ha dimostrato di conoscere molto bene il Principio della Simpatia. Di norma si preferisce acconsentire alle richieste delle persone che conosciamo e ci piacciono.

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Tutti i legami inerenti a quel rapporto, che può essere di amicizia, di ammirazione, di fiducia ma anche di invidia sono reclutati in funzione del messaggio che quella persona ci invia.

Questo meccanismo di persuasione mostra quindi la tendenza a acconsentire molto più facilmente alle richieste che ci arrivano da persone conosciute e possibilmente simpatiche.

A ciò aggiungiamo che comunque Conte non si è rivolto al primo influencer che ha trovato online. Fedez e Chiara Ferragni hanno già dimostrato di avere a cuore l’argomento soprattutto con i comportamenti. Grazie a loro che ad inizio pandemia sono stati raccolti 4 milioni di euro, destinati ai reparti di terapia intensiva della Lombardia.

Testimonial con milioni di followers ma soprattutto testimoni credibili e coerenti con intenti e azioni passate.

E allora che dire: complimenti a Conte che ha saputo intercettare questo meccanismo, farne tesoro e soprattutto sfruttarlo per un intento così importante a livello mondiale, a dispetto di tutte le malelingue che neanche in questo caso hanno intravisto la lungimiranza della scelta.

 
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