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01 Ottobre 2020

Pubblicato il

Colleferro, IDV: “Banca Marche chiede 3,5 milioni al Comune”

di Redazione

I consiglieri dell'Italia del Valori, Emanuele Girolami e Maurizio Del Brusco, lanciano l'allarme

L'IDV “la Banca delle Marche richiede oltre tre milioni e mezzo di euro al Comune”. Sin dalla nascita nel 2009 avevamo previsto che la “Colleferro Infrastrutture e Sviluppo spa”, società avente quale socio unico il Comune di Colleferro, fosse un altro carrozzone per sperperare il denaro pubblico- evidenziano i consiglieri dell'Italia dei Valori di Colleferro, Emanuele Girolami e Maurizio Del Brusco. Questa società- continuano i consiglieri – della quale molti nostri concittadini non hanno neanche conoscenza, ha costi di gestione di circa 200.000,00 euro annuali, di cui €. 79.140,00 per lo stipendio del suo amministratore, €. 29.699,00 per il collegio sindacale, €. 72.000,00 per l'advisory ed altri €. 5.200,00 per compensi professionali vari.

Creata per vendere i lotti dello SLIM, il fabbricato ove è ubicato il Museo Marconiano e la Farmacia Comunale, oltre ad essere utilizzata per acquistare, da un imprenditore vicino all'amministrazione comunale, all'esorbitante somma di 2,5 milioni di euro, i locali ove si trovano i Vigili Urbani, ha contratto debiti con la Banca delle Marche per 3 milioni di euro che doveva restituire entro gennaio di questo anno.

Le tre aste per l'alienazione dei suddetti lotti sono però risultate un clamoroso flop e quindi la società non è riuscita ad onorare il debito contratto con la banca- precisano i consiglieri- la quale, per il tramite del proprio ufficio legale, ha chiesto alla Colleferro Infrastrutture e Sviluppo spa di restituire subito il denaro, negando, giustamente, di concedere una proroga del pagamento di quanto prestato. Anche perché, abbiamo scoperto che la società “Colleferro Infrastrutture e Sviluppo spa” ha uno sconfinamento di conto corrente non autorizzato per l'esorbitante somma €. 605.419,59. Il problema è che il Comune di Colleferro ha concesso una garanzia per questi soldi e nel caso in cui questa società carrozzone non fosse in grado di pagare, come ha già preannunciato, l'istituito di credito si rifarà sull'amministrazione comunale, e quindi su noi cittadini per riavere questi 3 milioni di euro, oltre allo sconfinamento di conto di oltre 600.00,00.

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La giunta Cacciotti, per prendere un pò di tempo, ha già dovuto versare, nei giorni scorsi, alla Banca delle Marche gli interessi passivi del prestito pari a €. 106.464,71, con la promessa avuta dalla società Colleferro Infrastrutture e Sviluppo di concludere le vendite dello SLIM e dell'inalienabile Museo Marconiano entro il mese di maggio 2014. Ovviamente, noi crediamo che questa sia l'ennesima promessa che non verrà assolutamente mantenuta e pertanto la Banca tornerà alla carica. L'amministrazione Cacciotti, ormai immobile, dovrebbe prendere atto della propria incapacità di governare e gestire il denaro pubblico.

Noi vigileremo ora – concludono i consiglieri- per evitare che per le colpe di questi amministratori incapaci, la nostra collettività debba svendere il Museo Marconiano e i lotti delle SLIM il cui valore è stato stimato in 6 milioni di euro, ma che, in realtà, nessuno vuole. Chiederemo inoltre immediati chiarimenti sull'incredibile sconfinamento di conto corrente della società pubblica per l'esorbitante somma di €. €. 605.419,59 non autorizzato dalla banca.

 
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