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08 Maggio 2021

Pubblicato il

Covid, il ricercatore: “Mascherine poco utili. Sanificazione chimica subito, ma il Governo ci ha ignorati”

di Redazione

Lettera aperta di un medico-chirurgo e ricercatore: gli errori fatti durante la pandemia in Italia

scuola regione lazio

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera da un nostro lettore, il dottor Francesco Russo. Il dottor Russo è Medico-Chirurgo e Ricercatore Confermato, del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, dell’Università di Roma Tor Vergata.

“Sono un medico di 61 anni con quasi 37 anni di professione in una grande quantità di ospedali, policlinici regionali ed extraregionali, sia italiani che esteri.

Quindi conosco benissimo la realtà sanitaria italiana degli ultimi 30 anni (ospedali e territorio), le sue trasformazioni. Soprattutto indotte dal D.Lgvo 502/92 e dalla modifica del Titolo V della Costituzione (federalismo sanitario).

Gestire una pandemia virale respiratoria come quella causata dal virus Sars Cov 2 cioè la cd, “Covid 19” non è certo facile ed alla portata di tutti.

Tuttavia a distanza di oltre un anno dall’ inizio “ufficiale” della pandemia qualche conclusione la si può trarre ed anche porre qualche perplessità e critica.

Scarsa tempestività e carenze del Piano Pandemico: l’assenza della sanificazione chimica

In primis sicuramente la scarsa velocità con cui il Governo Conte approcciò la Pandemia nei mesi di Gennaio e Febbraio 2020.

Sulle carenze del Piano Pandemico (del 2006 mai aggiornato seriamente) è stato detto dappertutto e stando alle notizie di stampa vi sarebbero indagini della Magistratura in corso con indagati eccellenti. Non era pronto nulla e non avevamo nulla e buona parte dei morti medici avvennero allora.

Pure sulla interrogazione del deputato Ermellino alla Camera che poneva accento sulla esistenza di informative o notizie di infezioni polmonari sospette in Cina ben prima del 2020 e cioè nel 2019. A inizio Gennaio 2020 arrivò al Governo la notizia ufficiale da parte di OMS e Cina della pandemia in corso a Wuhan.

Tuttavia le prime misure veramente efficaci vennero prese dal Governo solo a fine Febbraio 2020 – inizio di Marzo 2020 con il lockdown totale. A quel punto era chiaro che una pandemia respiratoria tanto prima la affronti con decisione quanto prima la blocchi e tanto meno morti e feriti essa farà (e meno conseguenze sociali ed economiche).

La mancata reattività sul territorio

E’ stata palese la mancata reattività del TERRITORIO sul piano della identificazione, tracciamento e quarantena dei contagi infetti Sars (asintomatici, scarsamente sintomatici e malati).

Asl e Dipartimenti di Prevenzione poco preparati con poco personale (spesso non della disciplina giusta), grandissimo risalto ai virologi (che sono utili in laboratorio ma ben poco sul territorio).

Ben poco risalto ai veri protagonisti della lotta alla pandemia e cioè Medici di Medicina Generale, Igienisti ed Epidemiologi, medici asl esperti in Sanità Pubblica.

Il territorio è rimasto sguarnito o quasi durante tutta la pandemia Covid e questo è stato ben più evidente nelle regioni ospedalocentriche come la Lombardia ed il Lazio.

Abbiamo quindi scontato errori pluridecennali e disattivazione di interi settori della Sanità Pubblica Asl e addirittura di un pezzo dell’Istituto Superiore di Sanità che si occupava proprio di questo.

L’informazione locale e nazionale ci ha messo del suo. Guidata da un Comitato Tecnico Scientifico concentratissimo su attività tecnologiche e ad alto costo (tamponi molecolari, test antigenici, respiratori artificiali ecc), ha perso di vista il fatto fondamentale. Ovvero che le battaglie contro le epidemie virali si combattono e si vincono (o si perdono) prima di tutto sul TERRITORIO e non negli ospedali. Il CTS pieno di esponenti illustrissimi e scienziati, tuttavia, mancava quasi completamente delle figure specialistiche più idonee ad una pandemia (se si esclude il Prof. Rezza) e cioè gli Igienisti ed i Medici di Medicina Generale.

Mascherine e distanziamento purtroppo servono a poco

Inoltre, non è stato stressato il fatto che una pandemia virale non la puoi contrastare in metropoli di milioni di abitanti sovraffollate con le semplici mascherine seppure superfiltranti. Il virus è piccolissimo, 160 nm e sta nell’ aerosol degli ambienti chiusi e passa ugualmente ogni mascherina o con il DISTANZIAMENTO.

Sono misure sicuramente utili per ridurre la circolazione virale negli ambienti chiusi, ma sicuramente molto meno efficaci della aerazione naturale (finestre aperte) degli ambienti chiusi ma aperti al pubblico.

E soprattutto meno efficaci della cd SANIFICAZIONE CHIMICA VIRUCIDA con sostanze idonee ad uccidere il virus respiratorio sulle superfici, dentro i condotti dei ventilatori, sulle finestre, sui tavoli, sulle maniglie, ecc.

La sanificazione chimica, un’arma importante ma ignorata

In Cina la sanificazione chimica è stata adottata da subito a Wuhan durante e dopo il lockdown di inizio 2020. E non mi risulta che abbiano avuto scarsi risultati in termini di vite umane!!

Da noi la sanificazione è stata considerata in un paio di DPCM una attività di secondo piano. Non destinataria di personale ad hoc (militari come in Cina) e quindi soggetta alle iniziative dei vertici degli enti locali (gare, appalti, disavanzi, ecc): di fatto trascurata e non eseguita.

Dunque noi siamo stati mesi e mesi immersi in ambienti pieni di virus e sigillati ermeticamente dove il virus stesso veniva rifornito minuto dopo minuto dalla aria condizionata “a ricircolo” e mai a pressione negativa.

E soprattutto con sistemi privi di filtri antivirali specifici. La sanificazione chimica andava instaurata da subito a mio giudizio e per legge ordinaria. Andava applicata almeno a livello sperimentale in tre/quattro province italiane per andare a verificare il suo funzionamento. Nulla di ciò è stato fatto, purtroppo.

Le mascherine, più truffaldine che utili alla causa

Niente di tutto questo.

Ci hanno martellato a reti unificate su MASCHERINE (costosissime, truffaldine a volte, nonché farlocche), DISTANZIAMENTO SOCIALE a chi si ed a chi no (autobus no, ristoranti si).

E con i TAMPONI MOLECOLARI la cui utilità se disgiunta da attività Asl di tracciamento contatti e contagi e relativo obbligo di isolamento/quarantena mi appare quanto meno assai dubbia. A che serve tracciare con un tampone molecolare costoso un cittadino se poi non se seguo, traccio ed isolo i suoi contatti?? E che dire poi della gioiosa macchina da guerra della App Immuni?

Sbandierata come la panacea di tutti i guai, ci ha ammorbato per settimane nella consueta informazione a reti unificate degli scienziati virologi salvo poi improvvisamente sparire del tutto dai radar. Vedi sopra, se disgiunta dal Dipto Prevenzione Asl qualsiasi App serve a ben poco!

La vaccinazione goccia a goccia senza sanificazione chimica

In ultimo, la questione vaccinale.

Tutti gli studenti di medicina sanno che in corso di pandemia respiratoria l’unica forma di vaccinazione utile è quella cd “di massa” cioè che faccia seguito ad un breve ma completo lockdown e che sia rivolta alla grande maggioranza della popolazione.

Questo serve ad impedire o a ridurre la comparsa di nuove e pericolose varianti virali che poi possono diventare meno suscettibili ai vaccini (cd “biological hazard”).

Noi abbiamo scelto un’altra strada, quella della vaccinazione “goccia a goccia” cioè riservata a categorie e fasce di età.

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Ci siamo accapigliati sui furbetti delle vaccinazioni (evidente distrazione di massa). Poi ci siamo anche inventati, in palese violazione di alcuni articoli della Carta Costituzionale, l’obbligo di vaccinazione solamente per alcune categorie professionali (come se ci fosse gente che trasmette di più o di meno il virus !!). E questo in modo anche da distrarre le persone dai veri argomenti importanti.

La realtà è che noi in Italia (a differenza per esempio della Gran Bretagna) non disponiamo di stocks sufficienti di vaccino per poter fare una vaccinazione di massa. I motivi andranno poi verificati in seguito a bocce chiuse (politicamente, giudiziariamente e storicamente).

Scelta azzardata quella del vaccino in farmacia

Ma da subito dico che sarebbe stato facilissimo mettere a punto una serie di attività farmaceutiche sul suolo italiano sin dal febbraio 2020 in grado di produrre enormi stocks vaccinali su licenza. Lo abbiamo sempre fatto in passato. Ma la realtà vera attuale è questa purtroppo: non ci sono vaccini a sufficienza per una vaccinazione di massa.

Quindi, si distrae la gente, sbandierando i potenziali benefici di vaccini “italiani” costituito però da società straniere riconducibili alle solite big pharma. Ma si tratta solo di promesse e di annunci.

In realtà, l’ autorizzazione vaccinale degli organi regolatori FDA e EMA sono solo per situazioni “emergenziali” perché la sperimentazione fatta è stata solo su poche decine di migliaia di persone.

Sorvolo sul marchiano errore a mio giudizio di far fare vaccinazioni virali potenzialmente pericolose in ambienti dove non ci può stare un medico (per legge) come la Farmacia. E inoltre con un consenso informato fatto da un professionista non medico (cosa espressamente inibita e proibita da Leggi e Cassazione). Purtroppo ne vedremo delle belle sul piano assicurativo e risarcitorio civilistico !!

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Mancanza di strategie, irrazionalità e approccio confuso

In conclusione, a mio giudizio posso dire che globalmente è mancata la STRATEGIA. L’ approccio è stato confuso, irrazionale, ondivago e poco improntato alla pericolosità della situazione che viaggia decisa verso i 150.000 morti Covid.

I nostri governi hanno intrapreso una serie di STRADE SBAGLIATE in questa mancanza di strategia. Un po’ come se io da Roma volessi andare a Sabaudia e decido di andarci imboccando la Via Cassia!!

Per di più, oltre al dato sanitario e di mortalità (elevatissimo in assoluto ma non in senso percentuale perché il Covid per fortuna non è la MERS ed ha una bassa letalità sia pure accoppiata ad una elevatissima contagiosità), voglio dire qualcosa sul piano sociale ed economico.

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1 milione di disoccupati in più

A tutt’oggi il Covid ci è costato almeno 150 mld euro in un anno solo per l’Italia. Oltre ai costi indotti e che quantificheremo per bene solo tra qualche anno e sono soldi a debito che prima o poi dovremo restituire.

Si parla di oltre 1 milione di disoccupati in più a fine 2021 generati dal Covid. E sono centinaia di migliaia i negozi, le attività, le partite iva che chiudono e chiuderanno e che forse non riapriranno mai più.

Le chiusure regionali a colori stanno fallendo miseramente e la gente si riversa disperata ed arrabbiata nelle strade perché non sa come sfamare i propri familiari. Il federalismo sanitario del 2001 ha miseramente fallito: affrontare una tragedia del genere su un piano regionalistico è quanto di meno utile.

Senza sanificazione chimica ci ritroveremo in un’Italia come Dresda dopo le bombe alleate

Alla fine della Pandemia Covid a mio giudizio ci ritroveremo in Italia con macerie inaudite come Dresda dopo il bombardamento degli alleati.

Quindi una società necessariamente diversa, forse senza pezzi di welfare, più cattiva ed individualista associata ad un impoverimento generale che potrebbero essere il detonatore ideale per l’ avvento di governi autoritari di cui certo l’ Italia non sente il bisogno.

Bisogna intervenire subito. Adottare strategie utili e soprattutto cambiare strada nella lotta al Covid e nella gestione delle emergenze sociali, economiche e politiche. Ogni atto di egoismo unilaterale ci porterà sempre più vicini al baratro.

Il Covid è un vero Tsunami ed anche io ho dato il mio contributo di malattia, essendomi ammalato di polmonite Covid.

Come tanti altri colleghi medici, e pur avendo più volte richiesto ufficialmente ed inutilmente a Ministri Premier e Rettori Direttori Generali la SANIFICAZIONE CHIMICA VIRUCIDA almeno degli ospedali e pronto soccorso pubblici. Nulla è stato fatto in proposito né di tipo legislativo né di concreto.

In mancanza di interventi concreti lo TSUNAMI virale farà il suo corso. La Natura ci porterà il suo carico di morte ed alla fine si raggiungerà un nuovo equilibrio con il virus.

Così come è stato nel 1354 con la Peste Nera che con i suoi 30 mln di morti decretò la fine del Medioevo e posto le basi per l’ Umanesimo del Rinascimento. E così come fu nel 200 d.C. circa con la famosa “Peste Antonina” che pose le basi per il crollo dell’ Impero Romano.

A riportarci sul crudo aspetto della realtà sono i dati di contagio, ricovero e morte: sempre molto molto alti. E la gente comune sta perdendo la pazienza”.

Francesco Russo, Medico-Chirurgo Ricercatore Confermato, Dipartimento di Scienze Chirurgiche,

Università di Roma Tor Vergata

 
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