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11 Luglio 2020

Pubblicato il

Delitto di Arce, la figlia di Santino Tuzi: “Guglielmo è il mio pilastro”

di Redazione

La figlia del brigadiere deceduto non crede al suo suicidio e si prepara a lottare anche da sola per la verità

A Radio Cusano la figlia del brigadiere Santino Tuzi, Maria Tuzi, ha rivelato che Guglielmo Mollicone "è il pilastro" che la sostiene nella battaglia per arrivare alla verità sulla morte di suo padre, santino Tuzi. Dice che "Il maestro Guglielmo prima dell'infarto mi disse 'ormai ci siamo' " riferendosi all'udienza preliminare del 15 gennaio 2020. La donna dice che anche se dovrà continuare da sola questa battaglia o se sarà sola il giorno dell'udienza, è grata all'ex maestro per averla avviata a intraprendere questo procedimento legale. 

Infatti, dopo lo slittamento di novembre, il giudice stavolta dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio del maresciallo Franco Mottola, ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, sua moglie, il figlio Marco Mottola, del maresciallo Vincenzo Quatrale e dell'appuntato Francesco Suprano. Accusati di diversi reati legati all'omicidio di Serena Mollicone, trovata morta nel bosco dell'Anitrella con un sacchetto della spesa in testa e i piedi legati, due giorni dopo. Secondo il RIS l'omicidio è avvenuto nella caserma di Arce, e ad oggi sono inadagate 5 persone tra cui 3 carabinieri. 

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Anche i famigliari del brigadiere Santino Tuzi, deceduto in strane circostanze, forse un suicidio, dopo aver dichiarato ai magistrati di aver visto Serena in caserma il 1 giugno 2001, il giorno della scomparsa della ragazza, si sono costituiti parte civile. "Mio padre non era un buagiardo, e poi perché avrebbe dovuto mentire?" prosegue la donna. La figlia di Santino ha ribadito ai microfoni di Fabio Camillacci di non credere che il padre si sia suicidato, e ancor meno per motivi passionali come hanno ipotizato gli inquirenti, e che fu proprio il padre di Serena a farle "aprire gli occhi" su quella che forse è stata un'istigazione al suicidio, per aver rivelato qualcosa di inconfessabile che non sarebbe mai dovuto venire alla luce.

 

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