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30 Settembre 2020

Pubblicato il

Errori da “Guinness”

di Redazione

Quando gli errori sono davvero da “Guinness dei primati”

“Guinness World Records” è, ormai un'istituzione, quasi una Treccani formato famiglia che divulga record e primati in tutto il mondo.
L'uomo più alto e quello più basso, la barba più lunga e la lista del menu, che va da 18 biciclette fino ad un aereo Cessna che, tale Michel Lotito, francese conosciuto anche come Monsieur Mangetout, si è letteralmente mangiato negli ultimi 44 anni!
C'è veramente di tutto e al di là del carattere goliardico di alcuni primati, si arriva a contemplare la scienza e la biologia, gli animali e la vita negli oceani. Proprio qui, parlando di pesci e super predatori, il Guinness, nella sua rivista ufficiale dedicata anche ai più piccoli, “tradisce” la propria reputazione con una serie di errori grossolani, disseminati qua e là.

Parlando e dettando dati sugli squali, ad esempio, e dedicando loro ben quattro pagine disseminate di “DANGER!”, “WARNING!” e qualche goccia rossa di sangue, che non guasta mai, “pitturata” sulle pagine, la rivista si perde dettando notizie errate. Qualche esempio: nella scheda dedicata allo squalo bianco viene indicato il suo habitat, “vive nei mari caldi tropicali”. Questo è perfetto se si trattasse di squalo tigre, tanto per citare un nome noto, perché lo squalo bianco vive e predilige tutte le acque temperate del pianeta, Mediterraneo compreso e non mi pare che Ostia e Circeo possano considerarsi uno pseudo atollo Hawaiano. Le pagine della rivista sono corredate da tante foto e, tra queste, una rappresenta il “classico” squalo degli acquari come quello di Cattolica, ad esempio, o di Città del Capo. E' un primo piano di Squalo Nutrice Grigio. In Italia, e solo in Italia, è conosciuto anche come squalo toro (lo squalo toro, per il resto del pianeta, è lo Zambesi, o Leucas). La didascalia, invece, lo presenta come squalo tigre. Pittoresco.

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Per tornare al protagonista del film di Spielberg, c'è un'altra chicca che ha dell'incredibile. Così, infatti, viene descritto l'”Aspetto fisico” del predatore: “corpo possente, dorso grigio scuro e ventre bianco. Denti seghettati e (ecco la perla, ndr) coda che somiglia terribilmente a quella di un delfino!”.
Il “terribilmente” è ben posto e, certamente, non si riferisce alla coda che è totalmente differente da quella di “Flipper” ma all'autore del piccolo trattato che, evidentemente, non ha mai avuto modo di vedere uno squalo nemmeno in fotografia. La coda degli squali e, quindi, anche dello squalo bianco, è verticale, come quella dei tonni, per capirci, e non orizzontale come quella dei mammiferi marini, delfini, orche ecc.
Si tratta solo di errori, certo, magari di stampa…. forse, e il Guinness non è la sola rivista a raccontare frettolosamente “storie” simili. Rimane il fatto, però, che certe riviste autorevoli, al di là del carattere pittoresco e pubblicitario, svolgono un compito importante per tanti piccoli e grandi lettori alla ricerca di dati certi per avere qualche conoscenza in più.

 
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