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Fiano Romano: dagli Orsini alla Ferilli, storia del borgo benedettino

di Carlo Raspollini
Sabrina Ferilli fa risalire agli anni di Fiano Romano gli aspetti più ricchi di umanità del suo incantevole carattere
Fiano Romano
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Vissuta in un ambiente dove i sentimenti di appartenenza familiare e culturale sono molto sentiti, Sabrina Ferilli fa risalire agli anni di Fiano Romano gli aspetti più ricchi di umanità del suo carattere. L’amicizia tra suo padre ed Enrico Berlinguer, le tradizioni delle lotte contadine dei fianesi, tutto ha contribuito a renderla la signora intelligente e “pasionaria” che è diventata.

Fiano Romano il paese natale di Sabrina Ferilli

In una tranquilla domenica qualunque nasce il 28 giugno 1964, in un paese alle porte di Roma Nord, Sabrina Ferilli. Il padre Giuliano è un funzionario del PCI, molto amico di Enrico Berlinguer e la madre una casalinga. A sottolineare la profonda amicizia che c’era tra loro, il padre di Sabrina ha scritto un libro in cui racconta di quando il segretario del più grande partito comunista d’occidente, passava qualche ora di tempo libro a Fiano a casa sua, senza la necessità della presenza della scorta della polizia.

Un legame molto intenso lega Sabrina al suo paese natale

In una lunga intervista a Domenica in la Ferilli ha raccontato quegli anni dell’infanzia passati in famiglia nel paese natio: “Fiano Romano non è stato solo il posto dell’infanzia, il posto dove sono cresciuta. È un posto che mi ha educato, che mi ha fatto crescere. Il paese, le persone, i rapporti con  le persone, gli spazi erano molto vicini, era tutto molto controllato, molto calmo, è stato un privilegio nascere e crescere lì, sono sicura che il paese ha contribuito molto al mio modo di essere e alle attenzioni che ho”.

Dopo il diploma al liceo classico, Sabrina ha aspirazioni artistiche ma non viene ammessa al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tuttavia non si arrende. Frequenta corsi di dizione e intanto comincia a ottenere piccoli ruoli nel cinema, stando attenta a non farsi incasellare nei ruoli erotici, vista la sua avvenenza. Dopo aver lavorato in film di diverso genere, dal poliziesco (Caramelle da uno sconosciuto, 1986, di Franco Ferrini) al formalista con qualche pretesa (l’esordio di Alessandro D’Alatri in Americano rosso, 1991) passando per la commedia (Il volpone, 1988, di Maurizio Ponzi), si fa conoscere in Diario di un vizio (1993) di Marco Ferreri, dove, nei panni della cameriera Luigia, fidanzata del protagonista interpreta uno straordinario personaggio femminile, segnato da un vitalismo spudorato e provocatorio. 

Arrivano i primi premi per “La bella vita” di Paolo Virzì

La conferma delle sue qualità di interprete arrivò l’anno successivo con La bella vita di Paolo Virzì: nei panni di Mirella, commessa di un supermercato divisa tra la fedeltà al marito operaio e l’attrazione per una conduttrice televisiva locale, la Ferilli diede una magnifica interpretazione che gli è valsa il Nastro d’Argento e il Ciak d’oro per la migliore attrice. 

Ha lavorato molto bene anche in Vite strozzate (1996) di Ricky Tognazzi, dove interpretava la moglie di un imprenditore vittima degli strozzini, e in Ferie d’agosto (1996) di Paolo Virzì, contemporaneamente ottiene un grande successo in teatro con Alleluja brava gente (1994) e con Un paio d’ali (1996) di Pietro Garinei e trionfa quattro anni dopo , al fianco di Valerio Mastandrea , in una nuova versione di Rugantino. Seguirono pellicole più commerciali come A ruota libera, 2000, di Vincenzo Salemme e Natale innamorato di Neri Parenti.  

Poco dopo essere diventata famosa, sempre nel 2000, a Sabrina viene offerto un calendario sexy dalla rivista Max. Anche se all’inizio era un po’ titubante, decise di farlo e quell’anno andò a ruba. Ancora oggi sono tantissime le persone che lo cercano per farne oggetto di collezionismo. In televisione, invece, ha raggiunto un’enorme popolarità grazie alla fortunata serie Commesse (1999), per la regia di Giorgio Capitani.

Il suo nome in quegli anni viene legato soprattutto al Cinepanettoni in cui lavora al fianco degli attori più noti del cinema brillante, tra cui Massimo Boldi e Cristian De Sica. Tra i più famosi possiamo citare Natale a Beverly Hills, Natale a New York, Natale in Love e Vacanze di Natale a Cortina.

In televisione al fianco di Maria De Filippi

Un altro film molto famoso in cui appare è Tutta la vita davanti a te di Virzì e grazie a questa pellicola si porta a casa il secondo Nastro d’Argento e un altro Ciak d’Oro. Possiamo citare anche il  grande capolavoro La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino (2013) e poi il Tv movie Anna (2010),  la soap I Cinque/2, le miniserie  Kiss My Hands – Palermo New York,  Broken Love e Wake Me Up Love.

La Ferilli non è solo una brava attrice, è anche una donna che sul palco ha dimostrato di saper affrontare le telecamere dei grandi spettacoli tv . Tra questi possiamo citare Amici di Maria De Filippi, alla quale la lega una forte amicizia, Italian’s Got Talent, Amici Speciale.

Al Festival di Sanremo esordisce come ospite nell’edizione con Pippo Baudo nel 1996 e con Gianni Morandi nel 2012. Poi nel 2022 affianca Amadeus nella conduzione, che come partecipanti annovera Lorena Cesarini, Ornella Muti, Drusilla Foer e Maria Chiara Giannetta.

Animo genuino e simpatia innata

Anche quando partecipa a queste grandi kermesse televisive la Ferilli viene sempre fuori con il suo animo genuino e popolare, di persona di grande sentimento e attenta ai dettagli e ai caratteri della gente. Spesso le sue battute, il suo modo di fare così consono alla vita quotidiana del pubblico che la segue, servono a stemperare momenti complicati e a superare impasse difficili. Anche per questo Maria De Filippi la vuole accanto a sé. Il suo essere una cittadina di Fiano, torna sempre suo vantaggio e il pubblico della tv lo riconosce e ci si riconosce.

Durante una puntata di Tu si que vales, nel 2019, con la De Filippi, Sabrina sorprende tutti dichiarando di aver acquistato un loculo al cimitero, anzi due. Al termine dell’esibizione della Piccola Orchestra di Fiano Romano, dove ha cantato insieme al cugino (“È figlio di mio zio Aldo che aveva una ferramenta dove andavo a lavorare d’estate. Mi ha insegnato tutto sui chiodi 10, 12, in pratica sono un manovale” ha rivelato) e al cugino maestro del paese ha detto:“ Oh mamma, te so’ venuti tutti i capelli bianchi!”.

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I due loculi acquistati e la responsabilità familiare

La verace Sabrina si è premurata di trovare la sua sepoltura. La De Filippi non si lascia sfuggire la notizia e insiste affinché spieghi di che si tratta. “Non è come sono fatta io, è come sono le nostre origini a Fiano Romano. Ci hanno responsabilizzato fin da giovani che la vita è una e quindi a 20 anni, su consiglio dei miei, mi sono comprata un fornetto. Sì, la mia prima spesa è stata un loculo. Noi siamo persone previdenti!”, ma la De Filippi che già sapeva tutto ha insistito: “Non è finita qui però”.

E Sabrina: “Eh…l’ho preso anche per il mio primo marito, poi mi sono separata e mi è rimasto vuoto. Ho due loculi! Purtroppo se non trovo qualcuno che viene con me passerò il resto della vita con un estraneo! Lo dico a mia sorella di lasciare il marito e venire con me o a mia madre di lasciare mio padre oppure starò con un estraneo”. Quello che si dice portarsi avanti.  A questo punto cerchiamo di conoscere meglio allora il suo paese d’origine.

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Fiano Romano, le origini del nome

Nelle alterne vicende che videro Roma diventare sempre più forte tanto da potersi ribellare agli Etruschi si può far risalire l’origine dei borghi come Fiano e altri centri intorno Roma, che sorsero con la distruzione di Capena e la sconfitta di Veio tra il V e il IV secolo a.C. La conclusione della guerra segnò l’inizio della fusione tra la civiltà etrusca e quella nascente di Roma.

Durante il medioevo e dopo le invasioni barbariche, quei territori vennero amministrati grazie alla presenza dei conventi benedettini. Fiano era compreso nella provincia La Teverina, sotto la diocesi di Porto, controllata dai Monaci Benedettini di San Paolo. Si nomina quella che poi sarà Fiano per la prima volta nell’anno 840 col nome di Fundus nel diploma di Lotario I per l’Abbazia di Farfa, Nel 1081 una bolla papale di Gregorio VII riconosce il Castellum Flaiano di proprietà dei monaci di San Paolo. Insomma i nomi si rincorrevano simili ma diversi: Fundus, Fianus, Flavianus, Flaganus, Flaiano, Fiano. Finché non ne divennero proprietari gli Orsini nel 1300. Una serie di compravendite tra famiglie nobiliari si susseguirono fino al 1478 quando governava Fiano Paola Orsini e nel 1489 Niccolò III Orsini.

Il Castello Ducale edificato su disegno di Giuliano di Sangallo

Niccolò III Orsini (1442-1510) è stato il più importante Signore di Fiano: conosciuto da tutti per la fama di grande generale, fu al servizio di Firenze e, poi di Venezia, e salvò la Serenissima con la strenua difesa di Padova contro l’esercito strapotente dell’imperatore Massimiliano. Niccolò III, che era anche conte di Nola, Pitigliano e Sovana, a Fiano fece costruire il Castello Ducale (su disegno di Giuliano da Sangallo), che ha avuto l’onore di ricevere nel 1493 la visita di Papa Alessandro VI Borgia, accompagnato da personaggi notevoli, come il giovanissimo cardinale di Valenza (Cesare Borgia) e il cardinale Piccolomini (futuro Papa Pio III).
Fiano appartenne agli Orsini fino al 1600, quando Alessandro lo vendette a Caterina de’ Nobili, madre del Cardinale Francesco Sforza, il quale nel 1607 ottenne il titolo di Duca di Fiano per Sforzino, suo figlio naturale.
Nel 1621, Orazio Ludovisi, generale della Chiesa, comprò il Ducato di Fiano e nel 1690 lo rivendette a Papa Alessandro VIII, il quale lo regalò a Marco Ottoboni, suo nipote e generale delle galere pontificie.

Le lotte contadine per l’acquisizione di terre da coltivare

Per più di 200 anni gli Ottoboni furono signori di Fiano, fino al 1897, in seguito ci furono una serie di passaggi di mano, per cui Castello e paese finirono nelle mani di Mario Menotti.  Alla fine della Grande Guerra una parte della tenuta venne ceduta agli ex combattenti e dopo il fascismo, con la fuga del proprietario in India, anche altri contadini rivendicarono il possesso delle terre che coltivavano e finita la Seconda Guerra Mondiale le richieste si fecero più risolute. Le lotte contadine si protrassero per tutti gli anni del dopoguerra fino al 1950, quando venne approvata la legge stralcio che doveva rappresentare il primo passo verso la riforma agraria completa. A Fiano, stabiliti gli assegnatari delle terre e i lotti da distribuire, furono effettuati i sorteggi in una pubblica assemblea. Intanto il Castello era stato acquistato dal Comune.

Umberto Terracini, cittadino onorario di Fiano

Hanno avuto i natali a Fiano anche insigni letterati, ma nell’economia del nostro racconto che vede i tratti di una relazione significativa tra questo paese alle porte di Roma e l’attrice Sabrina Ferilli mi parrebbe molto forzato parlare di Francesco da Fiano, letterato fra il 1340 e il 1421, difensore dei poeti classici contro quella parte della Curia che voleva eradicarli del tutto, in una sorta di censura a posteriori di poeti nati prima di Cristo. Così lascerei perdere.

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È giusto sapere che oltre alla Ferilli c’è stato di più. Per esempio Fiano ha conferito la cittadinanza onoraria ad uno dei padri della Patria, un politico. Umberto Terracini che fu tra i fondatori del PCI e uno dei Padri della Costituzione Italiana nata dalla Resistenza di cui egli fu uno dei protagonisti, essendo stato a lungo nelle carceri fasciste per le sue idee avverse al regime dittatoriale imposto da Mussolini e per aver partecipato alla guerra partigiana dalla Repubblica dell’Ossola, di cui era originario. Umberto Terracini è stato Senatore della Repubblica e il 22 gennaio 1973, una delibera del Consiglio Comunale di Fiano gli conferiva la cittadinanza onoraria. Cosa che deve aver fatto piacere tanto a Sabrina che a suo padre Giuliano.

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La vita privata di Sabrina fuori dalle luci della ribalta

Per una donna famosa del mondo dello spettacolo è raro vedere una come Sabrina Ferilli così gelosa della sua vita privata. Anche questo deve far parte dei valori trasmessi dalla sua famiglia nell’infanzia. Altre attrici, conduttrici o influencer vivono portando le questioni familiari sul video, facendone addirittura dei documentari, svelando (a pagamento) i dettagli delle vicende coniugali e coinvolgendo anche i figli, magari per farne campagne pubblicitarie.

Di Sabrina si sa molto poco. Ha sposato l’avvocato Andrea Perone il 14 luglio 2003, dopo 8 anni di fidanzamento, a Fiano Romano, in una cerimonia altamente protetta da 25 guardie giurate. Come spesso accade in questi casi, dopo due anni appena, la coppia decide di separarsi. Pare che la motivazione della separazione sia un tradimento da parte del marito con una show girl (forse due) dove almeno una ricordava molto Sabrina nell’aspetto esteriore: Sara Varone. La cosa lascia interdetti gli Italiani. Chi si sognerebbe di tradire una moglie come Sabrina Ferilli? Eppure c’è un detto a Roma che dice “Chi non ha il pane ha i denti e chi ha i denti non ha il pane”.

Il 29 gennaio 2011 invece convola a nuove nozze con Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Telecom, che dal 2003 al 2005 era stato Direttore Generale della Rai, dove evidentemente era rimasto folgorato dall’aver incontrato personaggi come Sabrina, che in altre aziende e consigli di amministrazione non sarebbe possibile incontrare. Anche se in Rai si sapeva qualcosa, non c’erano conferme. La notizia trapela solo nel 2014, a riprova di quanto Sabrina ci tenga a tenere separata la propria vita e i propri sentimenti dal mondo vacuo del gossip.

*Immagini dalle pagine Facebook di Sabrina Ferilli e del Comune di Fiano Romano

 
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