20 Ottobre 2021

Pubblicato il

Tradizioni e identità

Inaugurata la “Casa della Musica Prof. Otello Francesconi” a Valmontone

di Chiara Fedeli
Uno spazio dove esporre, raccontare e continuare a tramandare una storia lunga oltre 300 anni

È stata inaugurata nel pomeriggio di ieri, 26 settembre, presso i locali del suggestivo Palazzo Doria Pamphilj conosciuti come “il cantinone” o “l’ex palazzaccio” la Casa della Musica Prof. Otello Francesconi. Si tratta di un progetto messo in campo dall’amministrazione comunale, in collaborazione con la Banda Musicale Prof. Otello Francesconi, direttore d’orchestra della città di Valmontone.

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Da dove nasce l’idea di una “Casa della Musica”?

“La forza di una comunità si vede da come vengono portate avanti la propria storia e le proprie tradizioni e quella della banda è una storia di circa 300 anni” commenta l’assessore alla Cultura Matteo Leone. “Si tratta dell’istituzione culturale più antica che abbiamo a Valmontone. Tantissime persone che conosciamo sono passate tramite la Banda: i nostri nonni, i nostri padri, i nostri zii. Tutta la storia di questa Banda è la nostra storia, la storia di Valmontone”.

Qual è lo scopo del progetto?

Il progetto Casa della Musica punta a creare sia una nuova casa per la Banda, dove fare le prove e dove continuare la scuola di musica, ma anche a creare uno luogo dove esporre, raccontare e continuare a tramandare questa storia di 300 anni di Valmontone. In più, l’obiettivo è quello di rendere lo spazio fruibile a tutte le persone che vogliono avvicinarsi alla musica; quindi, non solo con la scuola di musica della Banda. Anche se un giovane ha necessità o desiderio di prendere lo spazio per prove e concerti, potrà farlo. La Banda stessa, che ha avuto lo spazio in gestione per 5 anni, sta lavorando per regolamentare le concessioni.

Che tipo di investimenti sono stati fatti?

Gli investimenti nel dettaglio spaziano dallo studio e la progettazione acustica, su cui ha lavorato un ingegnere del suono, all’installazione dei pannelli fonoassorbenti, così come l’installazione di un palco modulare o l’acquisto di amplificatori… insomma tutto il materiale attinente al discorso musicale.

Qual è stato il clima dell’inaugurazione?

“La giornata è stata molto sentita, è stato veramente molto emozionante. Eravamo io, come assessore alla Cultura, il sindaco Alberto Latini, la consigliera regionale Eleonora Mattia, il parroco Don Carlo, che da musicologo e diplomato al Conservatorio in pianoforte è venuto a benedire questo spazio. È stato anche molto commovente – conclude Leone – sia per la famiglia Francesconi, i figli di Otello, sia per le tantissime persone che hanno passato anni e anni con la banda, e che finalmente hanno visto realizzato il piccolo sogno di avere uno spazio dedicato in uno dei posti considerati come polo culturale di Valmontone”.

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