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29 Novembre 2021

Pubblicato il

Latina, intensa grandinata: città imbiancata

di Redazione
La violenza dei fenomeni dovuta al mix fra una perturbazione atlantica e il caldo anomalo dei giorni scorsi

Erano le 9 della mattinata odierna, quando Latina si è imbiancata in pochi minuti a causa di una intensa grandinata. Sono caduti chicchi di rilevanti dimensioni che al momento pare non abbiano provocato danni nel centro urbano, limitandosi a rendere suggestivo il paesaggio. 

E' andata molto peggio a Sabaudia, quando nella giornata di ieri si è verificata una vera e propria bufera di grandine, capace di danneggiare diverse case e molte colture e di abbattere gli alberi. Addirittura sembra che i chicchi fossero talmente grandi da aver ucciso alcuni uccelli. Le zone più colpite sono quelle di Sacramento e Fossanova.

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La violenza di questi fenomeni è dovuta a un sistema frontale di matrice nord atlantica, alimentato da aria moderatamente fredda di estrazione groenlandese, la quale ha fatto precipitare le temperature. In realtà questo tipo di perturbazione non ha alcun carattere di eccezionalità ma rientra nelle peculiarità del mese di marzo, che si caratterizza per la dinamicità primaverile. La violenza dei fenomeni, però, si spiega con il fatto che eravamo reduce da quasi tre settimane di caldo anomalo, durante le quali si sono registrati valori più consoni al mese di aprile. Basti pensare che la scorsa settimana alcune località come Bolzano e Domodossola hanno registrato rispettivamente 28 e 29 gradi

Pertanto, gli effetti di un normale sistema frontale nord altlantico sono stati amplificati dal clima eccessivamente mite, il quale ha esaltato i contrasti termici che hanno generato queste intense grandinate. Perciò è stato più anomalo il caldo vissuto fino a venerdì piuttosto che il calo delle temperature che stiamo attualmente affrontando, tanto è vero che si tratta di valori generalmente compresi nelle medie del periodo. Il ritorno della neve a quote basse in alcune località del Nord e a quote medio-alte in Appennino a fine marzo rientra nelle peculiarità di un mese di transizione, nel quale si alternano recrudescenze tardo-invernali ai primi tepori primaverili, diversi però da quello vissuto fino a 3 giorni fa. 

 

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