L’avvocato Affinito risponde a una donna abusata e maltrattata da anni dal marito

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una donna abusata da anni, maltrattata, umiliata. L’avvocato Carlo Affinito risponde

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una donna abusata da anni, maltrattata, umiliata.

Egregio Avvocato Carlo Affinito, 

userò non il mio nome reale, ma un nome unico e carico di affetto: “Maria”.

Sono una donna del sud d’Italia, dove certe iniziative non sono sempre ben accolte. 

Ho iniziato a desiderare un cambiamento dopo aver perso il lavoro nella provincia di Bari, trasferendomi poi a Roma. 

Inizialmente da sola, alla ricerca di lavoro, e successivamente per riunire i miei due figli con mio marito.

Volevo offrire loro un futuro diverso. 

Tutto ciò è stato reso possibile grazie al sostegno economico e morale dei miei genitori. 

Nonostante tutti gli aiuti ricevuti, mio marito non è mai stato soddisfatto, specialmente del mio stipendio part-time di € 1000 al mese, che per lui è una miseria.

Scrivo per raccontare la mia storia, un caso complesso di maltrattamenti durati anni, dove delusione e limiti si trasformano in “forza”. 

Finalmente, ho trovato il coraggio di rompere il muro del silenzio e chiedere AIUTO!

Dopo circa 13 anni dalla perdita di mio padre, sono iniziate le prime manifestazioni di maltrattamenti da parte di mio marito, sia fisici che verbali. 

Inizialmente, avvenivano di solito dietro le mura domestiche, con l’accortezza da parte sua che i nostri figli fossero ignari, e se mi lamentavo, era tutto attribuito alla mia fantasia. 

I nostri figli oggi hanno 20 e 24 anni.

Amici e conoscenti mi hanno chiesto: “Maria, perché non l’hai denunciato prima d’oggi? Perché quasi trent’anni di matrimonio?” 
Sono domande importanti che meritano risposte degne. 

A volte non ci si rende conto di certe situazioni che si sviluppano nel corso degli anni. 

Si pensa di essere la persona sbagliata, la madre imperfetta, la moglie che non va bene. 

I dubbi sono tanti, ma con il tempo ho capito che non sono sbagliata. 

Mi voleva far credere di esserlo. 

Le umiliazioni e i maltrattamenti subiti erano diventati quotidiani, e mi hanno fatto cambiare idea. 
Dovevo chiedere aiuto, e finalmente ho trovato il coraggio, quel coraggio che ha sconfitto le mie paure.

Immaginare i nostri figli cresciuti solo con la madre (all’epoca minorenni) mi stringeva il cuore. 

Il mio compito era proteggerli a ogni costo. 

Ammetto di aver sbagliato sacrificando tutto me stessa, ingoiando amarezze che la vita mi ha riservato.

Attualmente ho denunciato tutti gli abusi alle forze dell’ordine e sono ospite di mio fratello. 

Anche se ho una casa in comproprietà con mio marito, la mia libertà è appena percettibile, mentre la mia vita si trasforma in una battaglia navale: il marito colpisce e la magistratura affonda.

Maria

Cara Maria, 

la tua storia è un viaggio attraverso l’ardente spirito di una donna determinata a cambiare la propria vita. 

Nascosta dietro il nome che hai scelto, c’è una forza unica e un amore profondo che permea ogni parola.

Hai affrontato il cambiamento con coraggio, lasciando la tua terra natale nel sud dell’Italia per cercare nuove opportunità a Roma. Il sostegno prezioso dei tuoi genitori ha reso possibile questo grande progetto, ma le sfide sono state molteplici, soprattutto con un marito insoddisfatto del tuo stipendio part-time e di una donna integralmente dedita alla famiglia.

La tua storia rappresenta un caso complesso di maltrattamenti che hai sopportato per anni. 

La forza che hai trovato per rompere il silenzio e chiedere aiuto è un fuoco interiore che brucia attraverso delusioni e limiti.

I maltrattamenti iniziarono dopo la perdita del tuo caro papà, e hai affrontato una dura lotta, spesso nel silenzio domestico, proteggendo i tuoi figli dalla consapevolezza del male. 

Oggi, con i tuoi figli ormai adulti, hai finalmente denunciato gli abusi, rompendo il ciclo che ti ha imprigionato per troppo tempo.

La tua decisione di sacrificare tutto per proteggere i tuoi figli è un atto di amore materno straordinario. 

Ora, ospite di tuo fratello, la tua vita è una battaglia navale dove il marito colpisce ma la magistratura è la tua alleata nel far affondare le ondate di abusi.

Maria, hai trovato il coraggio di chiedere aiuto, uccidendo le paure che ti hanno imprigionato per troppo tempo. 

La tua storia è un inno alla forza interiore, alla resilienza e alla ricerca della libertà. 

Spero che il tuo cammino avanti sia illuminato dalla giustizia e dalla pace che meriti.
Avvocato Carlo Affinito