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02 Ottobre 2020

Pubblicato il

Lazio 2-1 Fiorentina, con l’emozione delle foto dei tifosi sugli spalti

di Redazione

Lazio 2-1 Fiorentina, finisce così la partita sabato sera allo Stadio Olimpico di Roma. Un incontro che valeva molto di più dei 3 punti

Lazio-Fiorentina, i volti dei tifosi
Lazio-Fiorentina, i volti dei tifosi

Lazio 2-1 Fiorentina, finisce così la partita sabato sera allo Stadio Olimpico di Roma e valeva molto di più dei 3 punti.

Una Lazio scialba, svuotata e con idee confuse quella vista contro la Fiorentina. Forse ancora gelata dal goal di Palomino che ha portato al successo l’Atalanta qualche giorno fa proprio contro i biancocelesti a Bergamo. D’ora in poi tutte le partite saranno battaglie fisiche e di strategia dalle panchine. Inzaghi le dovrà escogitare tutte perché la rosa è corta a causa di infortuni e i giocatori sono ancora in fase di recupero. Sabato sera la Lazio va sotto di un goal e non reagisce come se fosse ancora negli spogliatoi. La Fiorentina non è il Santos di Pelè, gioca con ordine tentando di controllare la partita e stoppare le possibili avanzate laziali. Tutto troppo facile, la squadra romana abbaia ma non morde. Finisce il primo tempo e il fatto che l’unico rischio per la Fiorentina è stato un colpo di testa di Acerbi su calcio d’angolo la dice tutta sull’andamento della gara.

Lazio – Fiorentina, secondo tempo

Il secondo tempo ha la stessa matrice del primo con il dettaglio che fa la differenza: un calcio di rigore per la Lazio su atterramento di Caicedo. Dalla televisione nessuno è totalmente convinto come lo è l’arbitro e con questa chance dal dischetto Immobile pareggia. Precedentemente sullo 0-0 la Fiorentina aveva preso una traversa. Dal possibile 2:0 per i toscani si passa all’1-1. Ci stiamo tutti incanalando verso un pareggio che muove la classifica ma non gli entusiasmi, che Luis Alberto chiude in goal un contropiede inventato e concluso da lui stesso. La Lazio vince la partita e questo è il calcio.

Osservo che anche a porte chiuse il fattore campo ancora incide in modo determinante. Le squadre che giocano in casa, anche se a porte chiuse e senza l’apporto del pubblico, quasi sempre si aggiudicano l’intera posta. In tempo di coronavirus ci si accorge che il pubblico è necessario ma non indispensabile.

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Andrea Pintucci

 
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