19 Ottobre 2021

Pubblicato il

“Le cosche investono nel Lazio”

di Redazione
Lo ha detto Catello Pandolfi, presidente facente funzioni della Corte d’Appello di Roma

Il Lazio e in special modo Roma privilegiano il Lazio per i propri investimenti. A dichiararlo è Catello Pandolfi presidente facente funzioni della Corte d’Appello di Roma, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che si sta svolgendo nella Capitale "Le organizzazioni criminali – ha affermato – che operano nel Lazio si dedicano prevalentemente al narcotraffico. Continueremo a porre il nostro massimo impegno nella quotidiana attività per rafforzare nei cittadini la fiducia nell’ istituzione che rappresentiamo e garantire un sicuro presidio di autonomia ed imparzialità, malgrado gli affanni che affliggono il sistema".

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Pandolfi ha spiegato il motivo per il quale il Lazio sta diventando una "meta privilegiata" della malavita: "La scelta delle cosche di effettuare investimenti a Roma e nel Lazio viene privilegiata in quanto la vastità del territorio, la presenza di numerosissimi esercizi commerciali, attività imprenditoriali, società finanziarie e di intermediazione, immobili di pregio consentono di mimetizzare gli investimenti. Quanto al riciclaggio i settori in cui la mafia investe i suoi capitali sono soprattutto l’edilizia, le società finanziarie e immobiliari e nell’ ambito del commercio, l’abbigliamento, le concessionarie di auto e la ristorazione. Non va trascurato inoltre, l’importante mercato agroalimentare nei due poli costituiti a Fondi e Guidonia, i cui volumi commerciali assumono un rilievo nella fissazione dei prezzi degli agrumi in Europa".

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Pandolfi si è soffermato anche sui crimini commessi nella Capitale, evidenziando un "significativo e preoccupante incremento dei delitti a sfondo sessuale" e dei casi di stalking, soprattutto "quelli caratterizzati da violenza alla persona".

Il magistrato ha evidenziato anche "forme di alleanze tra i gruppi criminali stanziati su Roma e le organizzazioni transnazionali di varia matrice" e il radicamento della criminalità cinese "nel quartiere Esquilino di Roma ma si estendono alle zone di Casilina, Tuscolana, Appia e in direzione di Ostia Lido", senza trascurare la presenza della malavita albanese, nigeriana e georgiana.

 
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