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15 Maggio 2021

Pubblicato il

Megalizzi e altri: da vittime accidentali a testimonial della UE

di Federico Zamboni

Uno muore per caso e se ne fa un simbolo “di quella ‘meglio gioventù’, curiosa, aperta, solidale e europeista”

Succede ogni volta, o quasi. Succede ogni volta ed è davvero uno schifo. Perché è la strumentalizzazione di una vittima. Una vittima del tutto casuale. Non di qualcuno che è caduto nell’adempimento del dovere, oppure a causa delle sue idee, e men che meno perché ha scelto consapevolmente di sacrificarsi.

Che ragione c’è, allora, di celebrarne gli orientamenti personali innalzandoli a esempi? Nessuna ragione. Ma un motivo sì. E il motivo, chiarissimo e infido, è che si prendono a pretesto quelle uccisioni per esaltare le tesi che si vogliono propagandare.

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Scrive Repubblica: “Antonio Megalizzi come Valeria Solesin, Fabrizia di Lorenzo, morte la prima a Parigi, la seconda a Berlino, mentre cercavano di trasformare in lavoro una passione. Parte di quella ‘meglio gioventù’, curiosa, aperta, solidale e europeista”.

E più avanti, nello stesso articolo, ecco la citazione dell’immancabile Roberto Saviano. Che su Facebook commenta così: “Ho letto che Antonio Megalizzi domenica aveva raggiunto Strasburgo per il progetto internazionale di radio universitarie Europhonica e stava lavorando all’idea di una nuova radio europea, attraverso cui giovani e studenti di ogni paese potessero raccontare l’Europa ai loro coetanei, sotto ogni punto di vista e in modo libero. L’assassino che ha colpito Antonio, ha colpito un uomo che con la sua vita, nei progetti realizzati e sognati, ha offerto la risposta più profonda al crimine terroristico. Addio Antonio, uomo e giornalista europeo”.

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Apologia delle vittime. Anzi, della UE

E se invece fosse stato, che so, un anarchico, un nazionalista anti UE, un (come si dice oggi) sovranista convinto che l’Unione Europea sia una gabbia burocratico-economica messa in piedi allo scopo di costringere le singole nazioni ad adeguarsi a un determinato modello? Se si fosse trattato di qualcuno che si era recato a Strasburgo per studiare da vicino i rapporti tra il Parlamento e le lobby?

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Non sembra molto probabile che si sarebbe dato lo stesso risalto alle sue convinzioni. O forse le avrebbero usate al contrario, sottolineando la "stranezza" di quel destino fatale: un estremista politico che viene ammazzato da un integralista religioso.

Ipotesi, certo. La realtà oggettiva, invece, è che i vari Antonio Megalizzi, Valeria Solesin, Fabrizia di Lorenzo, sono i testimonial perfetti per la menzogna che si vuole ribadire con ogni mezzo: l’Unione Europea come l’unica incarnazione possibile dell’Europa.

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