Mentana, il forno crematorio: perché? Sabato 17 febbraio assemblea cittadina

“A Mentana siamo ricordati come la città di Garibaldi e del Palaghiaccio, non possiamo rassegnarci a diventare la città del forno crematorio”

Mentana, No forno crematorio

Mentana, No forno crematorio

Riceviamo e pubblichiamo da parte del Comitato No Forno crematorio a Mentana.

Il Comitato No Forno crematorio di Mentana

Gent.mo direttore,

Il 19 gennaio 2024 è stata votata e approvata a maggioranza (con soli 4 voti contrari di parte dei Consiglieri di opposizione) la delibera del Consiglio Comunale della Città di Mentana, con la quale si appoggiava la proposta di Project Financing per la progettazione, l’autorizzazione e la realizzazione di un forno crematorio all’interno dell’area cimiteriale, presentata dalla società S.I.L.V.E. Spa di Firenze.

Le proteste dei cittadini sono subito esplose poiché il cimitero di Mentana si trova immediatamente a ridosso del tessuto urbano. La distanza delle sue mura perimetrali alle più vicine abitazioni è di circa 175 mt (quindi anche meno del minimo consentito per legge per questo tipo di impianti di 200 mt) e nelle sue prossimità ci sono non solo abitazioni private, ma anche scuole, una residenza per anziani, attività agricole e pastorali.

Il 27 gennaio scorso centinaia di donne, uomini e bambini hanno partecipato al corteo cittadino nato su spontanea iniziativa di semplici cittadini per dire no alla costruzione di questo forno crematorio (definito dalla società proponente “tempio crematorio”) e il giorno 5 febbraio, non placandosi la protesta, si è deciso di  costituire formalmente il “Comitato NO Forno Crematorio a Mentana”, con l’unico obiettivo di mettere in atto le azioni per fare sì che si arrivi alla revoca della Delibera Consiliare e al contestuale blocco definitivo di qualsiasi attività inerente la stessa.

Nel contempo è stata lanciata una raccolta firme rivolta alla cittadinanza presso appositi punti informativi, attività commerciali e altre realtà locali che si sono offerte di prestare il loro spazio, anche in Comuni limitrofi. A questa è stata affiancata una petizione on line attraverso il sito change.org. Tale petizione rivolta in primo luogo al Sindaco, avente come oggetto l’annullamento della delibera, ha raggiunto già il numero di 2500 adesioni su carta e ulteriori 1.500 on line.

Altre iniziative cittadine sono state approntate dai Consiglieri Comunali di opposizione che hanno espresso il loro voto contrario alla delibera in occasione del Consiglio Comunale del 19/01/2024 e in Commissione Consiliare: Viviana Carbonara, Eugenia Federici, Giancarlo Coltella, Marco Cecilio Lodi e Maurizio Petrocchi; questi consiglieri hanno inviato al Sindaco e al Consiglio Comunale un’istanza di annullamento della delibera con contestuale richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale straordinario per la sua discussione.

Il Comitato, la cui presidenza è stata affidata al Dott. Alfredo Bartolino, ha diffuso il seguente messaggio sia tramite social, sia tramite volantinaggio e confronto con la cittadinanza:

Diciamo NO al forno crematorio a Mentana

NO perché – Un “forno crematorio” è fonte certa d’inquinamento e si sommerebbe alle già presenti problematiche di emissioni in aria dell’area cittadina. Lo stesso emette sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente, nel nostro caso risulta estremamente vicino alle abitazioni (meno di 200 metri)

NO perché – Il “forno crematorio” non era incluso nel programma elettorale del Sindaco e della coalizione che ha portato alla sua elezione, oltre a non essere compreso nel programma delle opere pubbliche comunali.

NO perché – Il “forno crematorio” in progetto, non avendo alle spalle una consolidata normativa né regionale, né nazionale, non offre nessuna garanzia sulla qualità e quantità delle emissioni inquinanti immesse in atmosfera e solo il lato business sarà quello che conterà, noncurante della salute dei cittadini e dell’ecosistema. Il volume delle cremazioni annuali di massima previste intorno alle 2.500 ne vedrebbe un numero di circa 90 riferibili al solo comune di Mentana e le restanti proverrebbero da tutti i comuni limitrofi e regionali.

NO perché – A Mentana non sono più tollerabili aggiunte di altre fonti d’inquinamento permanenti nel tempo e molto pericolose per la salute umana e per l’ambiente, oltre a quelle che ogni giorno si diffondono e si riversano sul territorio cittadino e delle zone circostanti. Pensiamo alla notevole quantità di traffico veicolare, non solo delle strade cittadine ma anche della bretella autostradale A1 vicinissima a Mentana, alla vicinanza della grande discarica dell’Inviolata e ai rifiuti bruciati nel cementificio Buzzi UNICEM di Guidonia.

NO perché – Si prospetta un impatto economico “fortemente negativo” sui beni comuni e privati, derivante dalla realizzazione del suddetto “tempio crematorio” e precisamente sul reale valore commerciale degli immobili di Mentana e del territorio circostante, soprattutto immobili destinati a civile abitazione, traducendosi in una forte svalutazione del loro valore e immenso danno per la popolazione residente.

Ricordiamo dunque che sabato prossimo, 17 febbraio, alle ore 17.00 presso la Sala Consiliare di Palazzo Borghese a Mentana, il Comitato ha organizzato, come prima di una serie di iniziative, l’Assemblea Cittadina in cui saranno esposti i motivi del “NO alla costituzione del forno crematorio”,

Durante l’incontro sono previsti gli interventi dei rappresentanti del Comitato e delle organizzazioni qualificate nella gestione e difesa dell’ambiente, dei consiglieri comunali e degli operatori economici del territorio che esporranno le ragioni del NO; i cittadini avranno dunque modo di avere tutte le informazioni per comprendere meglio le ragioni dell’opposizione alla costruzione del forno crematorio.

Domani, sabato 17 febbraio, alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare di Palazzo Borghese a Mentana, il Comitato ha organizzato, come prima di una serie di iniziative, l’Assemblea cittadina in cui saranno esposti i motivi del “No alla costituzione del forno crematorio”.