20 Ottobre 2021

Pubblicato il

Monterotondo, ennesimo parapiglia all’ospedale

di Redazione
I medici in servizio, al termine del turno di dieci ore, non hanno ricevuto il cambio atteso

Ennesimo parapiglia la notte scorsa all'ospedale eretino. I medici in servizio, al termine del turno di dieci ore, non hanno ricevuto il cambio atteso e il caos che ne è derivato ha ancora una volta richiesto l’intervento dei Carabinieri.

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"La situazione del pronto soccorso è di una gravità inaudita, conseguenza di scelte scellerate dei vertici della Asl a cui si deve obbligatoriamente porre rimedio". Ad affermarlo è il sindaco di Monterotondo, Mauro Alessandri, che continua: "Era fin troppo prevedibile che la situazione sarebbe esplosa e i fatti ci hanno purtroppo dato ragione. In quella occasione scoprimmo tra l’altro che il Comune di Monterotondo era stato l’unico della RmG a non essere stato formalmente informato del provvedimento. Siamo estremamente allarmati per il continuo stato d’emergenza, che devasta medici e infermieri, mette a repentaglio la vita delle persone e deve perciò necessariamente essere risolto".

Il Comune si scaglia di nuovo, anche se le lamentele precedenti non sembrano aver avuto troppo ascoltate presso la Asl, sulla decisione assunta a settembre dai vertici Asl di far svolgere a tre medici del pronto soccorso di Monterotondo il 50 per cento delle prestazioni lavorative settimanali presso l’ospedale di Tivoli.

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Da anni l' Ospedale Gonfalone è una struttura di tutto rispetto, nonostante le dimensioni modeste per l'affluenza. Il personale, sia medico, paramedico e amministrativo è competente, ma sicuramente abbandonato a se stesso e ai mille problemi in cui da anni versa la struttura, che oggi paga con tagli letto, posti di lavoro e altre problematiche una gestione sanitaria, ma non solo, fallimentare e praticamente sull'orlo del fallimento come quello della Regione Lazio. E forse, anche le amministrazioni comunali che si sono avvicendate negli anni, non sempre sono state abbastanza "di polso" con l'Azienda Ospedaliera Laziale.

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