09 Agosto 2020

Pubblicato il

Pillole di salute con gli esperti di Xenior: la demenza senile

di Redazione

La demenza interessa dall’1% al 5% della popolazione sopra i 65 anni di età, ma l’incidenza cresce esponenzialmente al crescere dell’età, fino ad arrivare al 30% negli 80enni

Abbiamo incontrato gli esperti della Xenior (www.xenior.it), società sanitaria che eroga servizi di assistenza domiciliare integrata con particolare focus sul mondo della terza e quarta età. La demenza è una condizione che interessa dall’1% al 5% della popolazione sopra i 65 anni di età, ma l’incidenza cresce esponenzialmente al crescere dell’età, fino ad arrivare al 30% negli 80enni. La più frequente forma di demenza è la Malattia di  Alzheimer, che rappresenta il 54% dei casi di demenza, circa 600 mila persone affette secondo l’ultima ricerca dell'Associazione italiana malattia di Alzheimer e del Censis, ed un tasso di crescita esponenziale previsto per i prossimi anni. Per poter parlare di demenza almeno due delle seguenti funzioni mentali devono essere compromesse in modo significativo:

  • la memoria
  • la comunicazione e il linguaggio
  • la capacità di concentrarsi e di prestare attenzione
  • il ragionamento e il giudizio
  • la percezione visiva

Spesso questi sintomi, che già riducono le possibilità di svolgere le attività quotidiane e di condurre una vita autonoma, si associano purtroppo ad alterazioni del comportamento che rappresentano la difficoltà maggiore nella gestione di un paziente affetto da demenza. Data la complessità del quadro clinico descritto, la demenza rappresenta oggi un problema dall’enorme impatto sociale, che quasi sempre costringe i familiari delle persone malate a richiedere un aiuto per assistere il loro congiunto.

In attesa che gli studi sul vaccino diano i risultati sperati, già oggi è possibile fornire un supporto, non soltanto farmacologico, alla persona malata di demenza, ritardando il decorso della malattia, ovvero intervenendo con attività mirate a mantenere il più a lungo possibile le capacità residue (ad esempio terapia occupazionale, logopedia). È importante quindi intervenire subito al presentarsi di uno o più sintomi, ed intraprendere precocemente il più corretto iter diagnostico-terapeutico.

Ad esempio il Mini Mental State Examination (MMSE) è un semplice test di screening, non invasivo e somministrabile anche a domicilio, grazie al quale si può riconoscere la malattia fin dai suoi primi segnali, intervenendo nel modo più opportuno per rallentarla. Si ringrazia Xenior – L’Assistenza secondo scienza per i contenuti forniti  www.xenior.it

 

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